Presentata a Roma la mostra “Un nuovo volo su Solaris” ispirata a Tarkovskij, a Firenze dal 28 maggio al 31 luglio

di José de Arcangelo

Presentata a Roma, alla Stampa Estera, la mostra “Un nuovo volo su Solaris”  – che si terrà a Firenze – dal 28 maggio al 31 luglio 2018 – nella suggestiva Sala della Musica del Complesso di San Firenze -, promossa dal museo Anatolij Zverev di Mosca AZ e dalla Fondazione Franco Zeffirelli e ispirata al film omonimo del maestro Andrej Tarkovskij, realizzato nei primi anni Settanta del Novecento.

Il progetto rappresenta un connubio tra il capolavoro del grande regista russo e alcune opere pittoriche, grafiche e scultoree degli artisti anticonformisti russi provenienti dalla collezione del Museo AZ e dalla collezione privata di Natalia Opaleva, direttore generale del museo moscovita nonché produttrice della mostra.

La mostra “Un nuovo volo su Solaris” – ideata e curata da Polina Lobacevskaja – costituisce il finale della trilogia di esposizioni le cui prime due parti, ispirate rispettivamente ai film di Tarkovskij “Stalker” e “Andrej Rublev”, che sono state presentate nel Museo AZ di Mosca nel 2016 e 2017. Ed è il primo progetto internazionale ospitato dalla Fondazione Franco Zeffirelli da quando è stata inaugurata lo scorso 31 luglio 2017.

“La scelta della Fondazione Zeffirelli come partner del Museo AZ per la realizzazione del progetto non è casuale – afferma Opaleva – poiché Franco Zeffirelli, una vera e propria leggenda dell’arte mondiale, è nato a Firenze; Andrej Tarkovskij, regista russo noto in tutto il mondo, è vissuto a Firenze dopo aver lasciato l’Unione Sovietica. E l’Italia è collegata a momenti cruciali della biografia di Tarkovskij, come il conferimento del Leone d’Oro alla Mostra del Cinema per ‘L’infanzia di Ivan’ (con l’opera prima ndr.), o la sceneggiatura e le riprese del film ‘Nostalghia’ portate avanti insieme a Tonino Guerra. L’incontro di questi due grandi nomi a Palazzo San Firenze – conclude – ci ricorda non solo le vette raggiunte dall’arte nel passato, ma ci parla anche della prosecuzione del dialogo tra Italia e Russia, in particolare tra le culture dei due paesi. Il nostro comune volo sul pianeta Solaris appassionerà tanto gli amanti della fantascienza e i cinefili, quanto gli esperti e gli estimatori delle belle arti che, da tutto il mondo, vengono a visitare Firenze”.

“L’amore di Franco Zeffirelli per la cultura russa è antico – ribatte Pippo Zeffirelli, vicepresidente della Fondazione -. Uno dei suoi primi lavori in compagnia di Luchino Visconti fu realizzare le scene delle ‘Tre sorelle’ di Cechov nel 1952. Più tardi ha portato diverse delle sue produzioni in tournée in Russia, dalla ‘Lupa’ con Anna Magnani alla sua spettacolare messa in scena del ‘Romeo e Giulietta’ con Giancarlo Giannini e Annamaria Guarnieri, riscuotendo un enorme successo di pubblico.

 

Nel 1968 la distribuzione del film ‘Romeo e Giulietta’ (diventato un cult nell’allora Urss ndr.), come nel resto del mondo, toccò il cuore di tutti i giovani russi. Il suoi film sono sempre stati apprezzati dal pubblico russo e la mostra dei suoi lavori scenografici esposti al Museo Pushkin di Mosca riscosse un enorme successo. Quindi è con grande piacere che la Fondazione Zeffirelli accoglie all’interno dei suoi spazi una così prestigiosa installazione futuristica ispirata al film di Tarkovskij ‘Solaris’ (34 opere e due sculture), prodotta e patrocinata dalla direttrice del museo privato moscovita. Ci auguriamo – conclude – che tutto questo possa dare adito a un sodalizio di interscambio artistico e culturale tra la fondazione Zeffirelli e il Museo AZ di Mosca”.

“Tarkovskij e gli altri artisti della collezione privata – dice Zoya Kosheleva, esperta d’arte e cinema – rappresentano un’intera generazione di artisti russi formatasi nel periodo del disgelo, una generazione unita dallo stesso desiderio di libertà, un periodo di breve libertà che però è continuata per tanti anni. Nell’installazione sono accolti tanti oggetti e opere d’arte importanti per Tarkovskij, tra cui cinque quadri, un busto di Socrate, una venere e una maschera di Pushkin, il poeta russo paragonato a Dante che aveva scritto proprio sulla libertà, che per l’artista significa esprimersi e offrire opere d’arte”.

“Un gruppo artistico molto unito – dichiara lo storico dell’arte Andrej Sarabyanov -, alcuni in vita altri purtroppo scomparsi, diversi ma uniti, nonostante gli stili diversi, e chiamati negli anni ’60 anticonformisti, avanguardisti oppure autori del rinascimento sovietico, definizioni spesso contrastanti. Ma, forse, ancora non abbiamo trovato un modo giusto per definirli, anche se hanno avuto un posto importante nell’arte russa”.

“Crediamo che questa mostra – conclude la Kosheleva – permetterà agli italiani, ricercatori inclusi, e ad un pubblico internazionale di sentirsi dentro l’opera di magnifici artisti i quali, nonostante le loro opere siano sparse in tutto il mondo, non sono conosciuti in Europa come noi vogliamo”.

Avvalendosi dell’idea del regista come procedimento formale foriero di significati profondi, la curatrice del progetto Polina Lobacevskaja – purtroppo assente per problemi di salute – sceglie di collocare nelle sale del complesso barocco di Palazzo San Felice un’installazione futuristica che ricorda una stazione spaziale, dotata di 22 schermi per la proiezione di video che saranno composti da materiali fotografici e cinematografici unici legati all’opera di Andrej Tarkovskij.

Nella stessa sede saranno collocati anche i migliori lavori degli artisti russi della seconda metà del Novecento: Anatolij Zverev, Francisco Infante, Dmitrij Plavinskij, Dimitrij Krasnopevcev, Vladimir Jankilevskij, Vladimir Jakovlev, Lidija Masterkova, Petr Belenok, Ulo Sooster, Vladimir Nemuchin, Ernst Neizvestnyj, per un totale di 32 quadri e due sculture.