“Il tuttofare”

di José de Arcangelo

Ancora un’opera prima che si ispira alla gloriosa ‘commedia all’italiana’, ma stavolta soprattutto ai cinici personaggi e ai suoi grandi interpreti, soprattutto Vittorio Gassman e Alberto Sordi, ai quali Sergio Castellitto – protagonista accanto al giovane Guglielmo Poggi -, dice di rendere omaggio aggiungendo nella lista anche Ugo Tognazzi e Marcello Mastroianni. “Il tuttofare”, debutto nella regia dello sceneggiatore Valerio Attanasio (da “Gianni e le donne” a “Smetto quando voglio”), narra una storia e una mentalità dure a morire nel nostro Paese, fra opportunismo e cialtroneria, clientelismo e corruzione, onestà e malavita, in una società dove è cambiato il modo (di fare) ma non il fine.

Antonio Bonocore è un giovane e brillante praticante legale che lavora – senza contratto e per 300 euro al mese – come assistente del famoso professor Toti Bellastella (Castellitto), principe del foro e docente di Diritto penale. Per Bellastella, Antonio (ma lui lo chiama con qualsiasi nome inizi con la A) fa di tutto, dal segretario al cameriere, inclusa la spesa e persino lo chef, precipitandosi ogni giorno dall’agro romano (dove il padre pensionato ha preso un casale con l’intenzione di dedicarsi all’agricoltura bio) al centro della Capitale, dopo due ore di trasporti pubblici (nella realtà ormai diventata ‘normalità’).

Ma il suo zelo polivalente non basta: per fargli compiere il salto di qualità Bellastella propone al fedele praticante (l’unico meritevole) il sacrificio personale (promettendogli diecimila euro al mese) di sposare l’amante argentina Isabel (Clara Alonso, già vista in “Violetta”) e permetterle di acquisire la cittadinanza italiana. Anche perché lo studio legale è della moglie Titti (Elena Sofia Ricci) che lui chiama ‘la iena’. Riuscirà Antonio a mediare fra la sua coscienza e il desiderio di affermarsi in un mondo dominato dalle raccomandazioni? Non solo, ovviamente.

Una commedia (quasi) nera, divertente al punto giusto (in realtà si ride amaramente, soprattutto di noi stessi) raccontata con ironia dallo stesso Bonocore andando indietro nel tempo (si parte da quella che ‘sembra’ la scena finale) per concludersi con un e vissero felici e contenti ‘all’italiana’, non graffiante al punto giusto. Vedere per credere, dato che come esordio nella regia, il film non è ovviamente perfetto, ma al di sopra della media, mentre Attanasio si rivela una bella promessa.

Nel cast anche Luca Avagliano (Mariano), Domenico Centamore (Ciccio Gambino), Mimmo Mignemi (Totonno Malaspina), Roland Litrico (Sasà Malaspina), Beatrice Schiros (Presidente della corte) e Tonino Taiuti (Mario Bonocore, il padre). Fotografia di Ferran Paredes. Montaggio Giuseppe Trepiccioni. Musica Aldo e Pivio Descalzi.

Nelle sale italiane dal 19 aprile presenta da Vision Distribution in 325 copie