Il libro di Laura Corbu, “La mia ombra è un leone danzante” (Gattomerlino), autobiografia “fra paura, profondità e poesia”

di José de Arcangelo

Presentato ieri al Gattomerlino Spazio di Roma il libro di Laura Corbu “La mia ombra è un leone danzante” (edizioni Gattomerlino). Un racconto autobiografico, “la storia di una grave forma di mania di persecuzione – scrive Piera Mattei nella postfazione che ha letto in apertura di serata -, scatenata da una passione amorosa non adeguatamente ricambiata. Sono rimasta colpita dalla sincerità e limpidezza di quella scrittura, dal suo pudore senza pudore”.

Subito dopo ne hanno parlato i relatori della serata letteraria.

“Ho sentito una forte emozione come quella che si sente davanti alle rovine di Monterano – afferma lo psicologo Sandro Montanari -, fra meraviglia e malinconia, perché il libro esprime senza filtri rapporti, descrive rabbia, impotenza, solitudine, quei sentimenti che portano a chiudersi. Lei non parla e, nel suo silenzio, si nasconde nella fantasia della diversità. La sua scrittura ha una struttura metrica che chiamerei jazz e descrive aspetti di vita cosciente e incosciente, lineare nella vita quotidiana, ma sospesa tra due confini”.

“Laura ha avuto tanti dinieghi nella sua vita – dichiara Francesca Farina -, a partire dalla balbuzie che l’ha costretta ad una sorta di chiusura totale e all’autolesionismo, la lettura e la scrittura però le hanno aperto il mondo. Poi quell’amore devastante per cui non viveva più, il tentato suicidio. La sua esistenza è una via crucis laica; ma il suo racconto senza sbavature l’ha portata a riappropriarsi di se stessa”.

FotoGatto2“Rivela e nasconde – conclude Elio Pecora, poeta, scrittore e saggista -, la prima parte è la malattia, la seconda è il racconto della paura di ricadere. Un’autobiografia fra paura e profondità, con momenti di poesia. Durante la malattia sente di sprofondare nella paura di sé. Vede tutto il mondo ostile, sprofonda nel baratro di non accettarsi. Per l’amore ha una propensione al dire poetico. Nella seconda parte lo stile è diverso, più vigilato, in cui scopre altro per rivelarsi e trova la liberazione anche dall’amore. Una crescita interiore”.

“La paura è sempre più forte dell’idea della salute – chiude -, oggi dovremo essere tutti perfetti, ma è una chimera come la felicità. Una sensibilità estrema esalta contrasti e se oggi siamo più malati è perché la nostra società è consumata, decadente. La sua è un’avventura non molto diversa dagli altri e Laura è meno malata di quello che lei crede. Dentro c’è un’aspirazione alla perfezione che l’ha allontanata. La bipolarità di cui si parla è una condizione ‘normale’. Chi ha oggi una soddisfazione completa della vita? Viviamo tutti un’alternanza continua, di quella ‘ondulazione continua al dolore’ di cui parlava Leopardi e poi Schopenhauer, nutrita da straordinari fantasmi”.