“La casa sul mare”

di José de Arcangelo

Presentato in concorso all’ultimo  Festival di Venezia (premi Signis e Unimed alla regia) “La casa sul mare” (La villa) di Robert Guédiguian, sceneggiato con Serge Valletti, interpretato dai suoi attori feticcio, stavolta non è ambientato nell’amata Marsiglia ma poco lontano, sulla Costa Azzurra.

Infatti, in una calanca vicino a Marsiglia, in pieno inverno, l’attrice Angèle (Ariane Ascaride musa e moglie del regista), il professore Joseph (Jean-Pierre Darroussin) e il ristoratore Armand (Gérard Meylan) si riuniscono intorno per star vicini al vecchio padre morente (Fred Ulysse). E’ il momento per loro di misurare quanto è rimasto in loro degli ideali che il padre gli ha insegnato, le loro fughe, i loro rimpianti, i loro rancori, anche perché Angèle dà la colpa della morte incidentale della figlia al padre. Ma l’arrivo di alcune barche di immigrati clandestini dal mare sconvolgerà i loro pensieri, cambierà la loro esistenza e, forse, resteranno ‘a casa’ per sempre.

Guédiguian fa un bilancio di vita di tre fratelli di origine operaia, tre sessantenni alle prese con i cambiamenti della società contemporanea, fondendo vita vissuta e finzione cinematografica, anche se il suo cinema è stato sempre guidato dal realismo poetico dei vecchi maestri del cinema francese, da Renoir a Pagnol, col senno di poi e su una generazione che è anche la sua, passata dai movimenti rivoluzionari alla fine delle ideologie, e che ora affronta l’ennesimo confronto generazionale.

E’ il ritorno alle radici, alla famiglia e alla casa dove sono cresciuti. Angèle viene sedotta da un giovane ammiratore, Benjamin (Robinson Stévenin) che fa il pescatore, ma che l’adora fin dall’infanzia e possiede le locandine di tutti i suoi successi teatrali; Joseph ha una giovane amante, Bérangère (Anais Demoustier, da “Una nuova amica” di Ozon), ex studentessa; mentre Armand è intestardito a continuare l’attività del padre, quello che ha costruito la ‘villa’, accogliente (il terrazzo circolare ne è il cuore) ma non fastosa né monumentale. E visto che il regista lavora spesso con gli stessi attori, i flashback della loro giovinezza vengono direttamente da “Ki lo sa” (1986), dove i tre protagonisti non avevano compiuto trent’anni.

Malinconico e commovente, “La casa sul mare” coinvolge soprattutto gli spettatori della sua generazione, ma la riflessione esistenziale e sociale è rivolta a tutti. Nel cast anche Yann Trégouet (Yvan), Jacques Boudet (Martin), Geneviève Mnich (Suzanne) e Haylan Bechir (ragazzina rifugiata).

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