“Succede” di Francesca Mazzoleni riporta sullo schermo cuore e atmosfere del libro omonimo di Sofia Viscardi

di José de Arcangelo

Finalmente, dopo l’americano “Lady Bird”, anche in Italia un romanzo di formazione visto da un’adolescente, nell’opera prima di Francesca Mazzoleni, tratta dal romanzo/diario di Sofia Viscardi. Infatti, in “Succede” stavolta non si tratta del consueto punto di vista, spesso del regista o dell’autore del romanzo, bensì di quello della stessa ragazza e dei suoi amici. Ed è soprattutto lo sguardo femminile a colpire, quasi sempre assente persino nel cinema hollywoodiano.

“La proposta è piombata nella mia vita perché i produttori stavano cercando un regista per la trasposizione cinematografica del libro, l’ho letto subito e in cui ho trovato tanti elementi comuni a cui mi potevo agganciare perché è un racconto universale fatto dall’interno da una ragazza giovanissima. Volevo mantenere la spontaneità senza filtri del libro, fra naturalismo e verità”.

Sceneggiato dalla regista con Paola Mammini e Pietro Seghetti, “Succede”, infatti, racconta la vera quotidianità degli adolescenti, in una sorta di naturalismo magico che ben si adatta alla storia e ai protagonisti perché proviene dall’interno degli stessi ragazzi, rispettando le loro abitudini, il loro linguaggio e la loro dimestichezza con le nuove tecnologie. Affronta il mondo di una generazione nata e cresciuta insieme ai nuovi media o social che dir si voglia.

Non è un caso se il romanzo è tratto da una sorta di diario da cui sceneggiatori e autrice hanno colto il cuore e l’atmosfera giusti, un mondo in cui gli adulti si dimostrano più ingenui e impreparati dei loro figli adolescenti.

“Non è proprio la mia vita – afferma la scrittrice -, non si tratta di un’autobiografia, ma di un’esperienza importante, speciale. Il film non solo è stato per me un sogno che si è avverato ma, ancor di più, un progetto in cui ho creduto e credo tantissimo. Ho voluto fortemente prendere parte a ogni fase: sono andata sul set quasi tutti i giorni per godermi in pieno questa esperienza e posso dirmi contentissima. Mi è piaciuta la magia, il clima familiare che regnava sul set. Credo non tradisca l’atmosfera ma che si tratti di un arricchimento”.

Emozioni e sentimenti, sensazioni e umori di Margherita alias Meg (Margherita Morchio) e dei suoi amici, Olimpia detta Olly (Matilde Passera), Tom (Matteo Oscar Giuggioli) e Sam (Brando Pacitto), il cugino ‘romano’ di Olly; quattro ragazzi che condividono tutto: da un’alba milanese a un nascondiglio sul tetto; e poi le sneakers blu, la camicia di jeans, la musica nelle cuffie, whatsupp e videochiamate, la scuola e i primi baci, la vera amicizia e i misteri dell’amore. Il tutto in quel periodo della vita – che per noi adulti forse è preistoria – quando ogni evento è di estrema importanza, ogni emozione è assoluta, dove il passato e il futuro non contano quasi perché solo il presente esiste per essere vissuto intensamente.

“Qualcosa in comune io e Meg l’abbiamo – confessa la protagonista Morchio, omonima del personaggio -, anch’io sono timida e razionale, ho fatto il primo provino nel marzo 2017, quando frequentavo la scuola di teatro. Poi mi hanno richiamato per fare tanti altri e a luglio mi hanno preso”.

“Seguivo Sofia su instagram – ribatte Matilde Passera, Olly – tra i 14 e i 19 anni, ho fatto il casting così per gioco, perché c’erano più di mille persone prima di me. Mi hanno fatto fare un video su di me. Dopo una settimana hanno voluto rivedermi e, dopo una serie di provini, abbiamo fatto due settimane di preparazione, soprattutto sui dialoghi”.

“E’ stato un po’ per caso perché allora stavo finendo ‘Gli sdraiati’ – dice Giuggioli – quando ricevo una chiamata dell’agenzia ed ero titubante. Ho fatto un’intervista e poi ho capito che sarebbe stato una sorta di laboratorio in cui, grazie al coach, siamo cresciuti e abbiamo compreso tante cose anche sul set”.

“Faccio sempre lo sfigato – dichiara Pacitto, il più noto perché reduce dal grande successo televisivo “Braccialetti rossi” -, sebbene in storie e luoghi diversi, però non conoscevo Milano, dove si ritrova una realtà molto diversa tanto che ora mi piace tantissimo”.

“Avere la possibilità di un esordio al femminile – conclude la regista – non è fondamentale, ma è bello trovare fiducia (dei produttori Francesca Cima, Nicola Giuliano, Carlotta Calori, Luca Elmi dr.) e voce che non si trovano spesso nel nostro cinema.  Per quanto riguarda l’adattamento cinematografico, mi è sembrato importante cogliere e preservare un aspetto fondamentale del libro di Sofia, ovvero che si tratta di un diario, una confessione sincera e priva di filtri, ad opera di una sedicenne che racconta i suoi coetanei”.

Quindi, un più che piacevole film che dovrebbe conquistare proprio i giovanissimi perché sente, vive e parla come loro, dato che l’autrice del libro già molto tempo prima aveva conquistato il web.

Oltre ai quattro protagonisti – le ragazze per la prima volta sullo schermo – recitano Giovanni Anzaldo (Max), Giampiero Judica (Luca), Mathilde Ilariucci (Stefania), Sabrina Paravicini (Cristina) e Francesca Inaudi (Ginevra, madre di Tom). La fotografia è firmata da Valerio Azzali e le musiche da Lorenzo Tomio, mentre nella colonna sonora si trovano temi di The Vaccines, Part Time Friends, The Chainsmokers, Birthh, Awolnation, The Strokes, Neimy, Kasabian, Trisomie 21.

Nelle sale italiane dal 5 aprile distribuito da Warner Bros. Pictures Italia