“Nella tana dei lupi”

di José de Arcangelo

Un thriller d’azione duro e crudo basato sul classico dualismo, da una parte il capo di un’abile banda di rapinatori di banca e dall’altra lo ‘sceriffo’ della tempratissima squadra speciale anticrimine di Los Angeles: “Nella tana dei lupi” che segna il debutto nella regia dello sceneggiatore Christian Gudegast, attivo nel campo da oltre vent’anni, da “Black Ocean” e “Speed Racer”  a “Il risolutore” e “Attacco al potere 2”.

Naturalmente il riferimento è Michael Mann – soprattutto “Heat – La sfida” – perché si tratta di un poliziesco mozzafiato, senza tempi morti e con ottime scene d’azione che si distaccano chilometri dai dozzinali film d’azione odierni che eccedono in sparatorie (che non mancano), esplosioni ed effetti speciali digitali, e spesso inverosimili. Infatti, Gudegast opta per un ritorno al realismo per coinvolgere e sconvolgere lo spettatore, e sui ritratti psicologici dei due antagonisti per dare credibilità alla vicenda.

Mentre l’imprendibile banda di rapinatori dello Stato, guidata dall’impassibile Ray Merriman (l’efficace Pablo Schreiber, fratello da parte paterna di Liev) sta preparando il colpo del secolo alla Federal Reserve Bank di Los Angeles, le vite dei suoi uomini si intrecciano a quelli degli agenti della poco ortodossa squadra speciale anticrimine di ‘Big Nick’ O’Brien (Gerard Butler, ormai specialista del genere).

E quello che apparentemente potrebbe sembrare il solito faccia a faccia tra buoni e cattivi pian piano si rivelerà uno scontro a fuoco senza esclusione di colpi di scena in cui i due gruppi rivali si affronteranno senza scrupoli e ad armi pari. Anche perché niente è bianco o nero, qualcuno fa il doppio gioco e, ovviamente, nessuno è un eroe.

In raro equilibrio tra poliziesco e noir psicologico (tutto al maschile), “Den of Thieves” (titolo originale) si rivela un thriller avvincente e spietato, concepito nel 2002 dall’allora sceneggiatore Gudegast che, leggendo il saggio “Where the Money Is” che spiega come LA sia diventata la capitale mondiale delle rapine in banca, ha notato una foto su Los Angeles Times, scattata alla Federal Reserve Bank: un’enorme vasca piena di dollari. Il libro e l’immagine gli hanno fornito l’ispirazione per la storia (scritta con Paul Scheuring) che sarebbe poi diventata l’ossatura di un copione senza sbavature.

“Mi affascinava – dichiara il neo regista – la specificità dei rispettivi mondi” e anche il modus operandi dei due schieramenti. Capire cosa facevano e perché lo facevano è diventata la forza motrice del film”.

Nel cast Curtis ’50 Cent” Jackson (Enson Levoux), O’Shea Jackson Jr. (Donnie Wilson), Meadow Wilson (Holly), Maurice Compte (Benny ‘Borracho’ Magalon), Brian Van Holt (Murph Connors), Evan Jones (Bo ‘Bosco’ Ostroman), Mo McRae (Gus Henderson), Kaiwi Lyman (‘Tony Z’ Zapata), Eric Braeden (Ziggy Zerhusen) e Jordan Bridges (Lobbin’ Bob).

Il direttore della fotografia è Terry Stacey, il montaggio serrato è firmato Joel Cox (con David Cox e Nathan Godley), mentre le musiche originali da Cliff Martinez.

Nelle sale italiane dal 5 aprile distribuito da Universal International Pictures e Lucky Red