Laura Morante e Rocco Papaleo sono “Bob & Marys” per Francesco Prisco

di José de Arcangelo

Un’inedita coppia cinematografica, Laura Morante e Rocco Papaleo, per una commedia originale d’ambiente napoletano: “Bob & Marys”, scritta, sceneggiata (con Annamaria Morelli e Marco Gianfreda) e diretta da Francesco Prisco, già apprezzato per “Nottetempo” (2014) e l’episodio “Luba” di “Vieni a vivere a Napoli”, ma anche tanti cortometraggi, spot e tivù.

La storia, ovviamente, è cambiata e raccontata senza scendere troppo in particolari che avrebbero messo in una situazione scomoda i malcapitati e probabilmente l’autore.

“Un fatto realmente accaduto allo zio di un mio amico e che mi ha letteralmente folgorato – afferma il regista – e la storia di questa coppia mi ha subito interessato perché c’era il materiale necessario per un film. Ho voluto subito approfondire, conoscere i veri protagonisti, capirne di più. Un incubo durato per loro tre mesi declinato in forma di commedia”.

Ecco la vicenda: Roberto (Papaleo) e Marisa (Morante) sono una matura coppia che conduce una noiosa vita priva di scosse: istruttore di scuola guida lui, operatrice volontaria lei, vivono in un equilibrio di grigia routine. Al punto che lei confessa la sua fobia per gli scarafaggi e così poter cambiare casa ad ogni costo, rinunciando a quella di famiglia rimasta tale quale era negli anni Cinquanta.

Ma appena entrati nella nuova casa ricevono la ‘visita’ di spietati criminali che la riempiono di scatoloni dal contenuto misterioso, ovviamente illegale. “Accùppatura” è il nome di questa pratica criminale che costringe la coppia a custodire in casa merce illecita, senza possibilità alcuna di denunciare il fatto e, soprattutto, col grave rischio di passare un guaio con la legge. Non solo.

Poco a poco però, sotto scacco dei malviventi e sotto gli sguardi sospettosi del vicinato, Bob & Marys, invece di soccombere, ritrovano la forza ribelle e fantasiosa della loro giovinezza e la voglia di reagire al sopruso al ritmo di rock’n’roll.

“Ho trovato la storia e i personaggi sorprendenti – afferma Laura Morante – ma pensavo lui avrebbe voluto due attori napoletani perché io ero fuori contesto (è toscana di origine ndr.), ma pensai ‘forse ci vuole spaesati’. Però quando mi è arrivata la sceneggiatura l’ho trovata originale e tutti i personaggi divertenti. Di solito nelle commedie funzionano due o tre protagonisti, invece in questo caso funzionano tutti e così rendendo omaggio all’intero cast, perché è molto più difficile fare un piccolo ruolo”.

“Roberto è un uomo arrendevole – dice Papaleo che ha accettato con entusiasmo -, originariamente è uno spirito libero… un hippy che avrebbe voluto girare il mondo col suo camper ma i fatti della vita lo hanno portato ad abbandonare i suoi sogni. Ma l’evento che travolge la sua vita è questa invasione che lo costringe a una impennata rocambolesca e a ritrovare quella sua vitalità da anni sopita. Questa energia la ritrova insieme a sua moglie Marisa che gli dà la forza di reagire al sopruso e di conseguenza alla sua rinuncia”.

“Con Laura ho un buonissimo rapporto – aggiunge sulla sua partner sul set -, c’è un ottimo scambio tra di noi. Insieme abbiamo lavorato anche col regista, calibrando al meglio i nostri personaggi. Laura è un’attrice che ammiro, dalla personalità importante e mi piace molto ascoltare il suo racconto”.

“Rocco è una persona tranquilla, divertente – ribatte la Morante -, non è competitivo, perché in questo lavoro anche un uomo può essere competitivo con una donna. Abbiamo fatto dibattiti semi seri sui nostri personaggi anche insieme al regista”.

“Papaleo e Morante – aggiunge l’autore – hanno aderito al progetto senza remore, un attimo dopo aver letto la sceneggiatura, entusiasti dei loro ruoli e della storia. Loro due sono il motore del film, il vero valore aggiunto. La perplessità di tutti, e forse anche la loro, era proprio quella legata alla verosimiglianza della coppia sullo schermo. ‘Troppo buffo lui per una bella come lei’, mi ripetevano. A film finito, dico che non avrei potuto fare una scelta migliore. Rocco e Laura hanno sposato la causa sotto ogni aspetto. Si sono messi in discussione e hanno cercato di offrire tutto ciò che potevano, ‘attorialmente’ e creativamente. Vedere due professionisti di questo calibro trasformarsi nei personaggi che avevo in testa, è stato entusiasmante”.

Infatti, ci troviamo davanti a un gradevole divertimento su come, in alcuni casi, si può (potrebbe) sconfiggere una delle tante attività della malavita, non solo napoletana. In questo modo l’incubo diventa un gioco seppur pericoloso. E il film funziona soprattutto per il lavoro con e degli attori, e per una cura formale al di sopra della media. Forse unica pecca il ritmo che si rivela non sempre quello giusto e l’ironia troppo sottile per diventare davvero corrosiva.

“Una storia di questo tipo – dice il regista – ti mette davanti a due strade: un racconto drammatico, di vite al limite, di crimine torbido e violenza, oppure, quella che ho scelto io, la commedia sociale, con qualche venatura black e un pizzico di grottesco”.

Nel cast di ottimi caratteristi anche Simona Tabasco (Ursula), Andrea Di Maria (Mario), Francesco Di Leva (Accùpatore 1), Antonino Iuorio (Accùpatore 2), Gianni Ferreri (Gennaro), Giovanni Esposito (Metallino) Enzo Salomone (Don Nicola) e Massimiliano Gallo (avvocato Aiello).

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