“I segreti di Wind River”

di José de Arcangelo

Neve e morte, segreti e menzogne, discriminazione e ingiustizia, razzismo e violenza sono gli ingredienti dello sconvolgente thriller “I segreti di Wind River” che segna il debutto nella regia dello sceneggiatore Taylor Sheridan, da “Sicario” di Denis Villeneuve a “Hell or High Water” di David Mackenzie, presentato due anni fa alla Festa del Cinema di Roma (ma non in sala) e candidato a quattro premi Oscar, inclusa la sceneggiatura.

Ispirandosi a storie vere e ignorate, Sheridan racconta una realtà scioccante e sepolta dando voce ai nativi americani perché ha davvero degli amici nella riserva e molti di loro ne hanno preso parte al film, non solo come comparse e attori, ma lo hanno anche aiutato moltissimo sia approvando la sceneggiatura sia dando fiducia e sostegno alla produzione e nelle riprese, soprattutto le tribù Arapahoe e Shoshone, mentre i Tunica-Biloxi della Louisiana lo hanno in parte finanziato.

Il cacciatore solitario Cory Lambert (un sorprendente Jeremy Renner, forte e vulnerabile al tempo stesso), durante un’incursione tra le nevi scopre il corpo senza vita della figlia di un suo caro amico indiano. Mosso da una tragedia personale mai cicatrizzata, decide di unirsi alla giovane agente Fbi Jane Banner (la rivelazione Elizabeth Olsen) in una pericolosa caccia all’assassino. Ma nell’apparente silenzio dei ghiacci si nasconde un’orribile verità che, forse, tutti conoscono ma eludono.

“Quando ho iniziato a pensare a ‘I segreti di Wind River’ – afferma l’autore -, il mio primo film da regista, volevo che fosse la conclusione di una trilogia tematica che esplora la moderna frontiera americana. Partendo dall’epidemia di violenza lungo il confine statunitense/messicano in ‘Sicario’ e poi passando al divario tra immensa ricchezza e povertà nella Comancheria del Texas in ‘Hell or High Water’, ‘I segreti di Wind River’ è il capitolo finale di questa trilogia”.

Infatti, il film – vincitore il premio alla Miglior regia nella sezione Un certain Regard al Festival di Cannes 2017 e presentato in anteprima al Torino Film Festival – è una sorta di western contemporaneo che si ispira a quello della frontiera, ambientato in luoghi lontani dalla ‘civiltà’ ancora oggi senza legge, duro e crudo, dove gli indiani di America sono ancora senza una via d’uscita, condannati ad una non esistenza, e dove non a caso la violenza contro le donne è estrema.

“I segreti di Wind River’ esplora forse l’aspetto più tangibile della frontiera americana – prosegue il regista – e il più grande fallimento dell’America: la riserva dei nativi americani. Da un punto di vista più intimo, è lo studio di come un uomo supera una tragedia senza mai porvi una vera fine. Da una prospettiva più ampia invece, è un approfondimento sulle conseguenze di com’è vivere in terre dove non si sarebbe mai voluto abitare”.

Anche la natura è matrigna, testimone impotente come i protagonisti stessi che non potendo imporre la giustizia sono costretti ad usare le armi della vendetta per sopravvivere.

“E’ un luogo brutale – conclude l’autore -, dove il paesaggio stesso è un antagonista. E’ un luogo in cui la tossicodipendenza e gli omicidi uccidono più del cancro, e lo stupro è considerato un rito di passaggio per le ragazze per diventare donne (sempre che riescano a sopravvivere ndr.). E’ un luogo in cui le leggi dello Stato lasciano spazio alle leggi della natura. Nessun posto in Nord America è rimasto così invariato nel secolo scorso e nessun posto in America ha sofferto tanto dei cambiamenti che vi hanno avuto luogo”.

In questo mondo crudele e spietato è Natalie (Kelsey Asbille), infatti, a rappresentare la speranza, la giovinezza e l’amore. Una combattente che diventa vittima.

Nel cast anche Jon Bernthal (Matt), Julia Jones (Wilma Lambert), James Jordan (Pete Mickens), Norman Lehnert (Dale), Gil Birmingham (Martin Hanson), Graham Greene (Ben), Martin Sensmeier (Chip), originario delle tribù Tingit e Koyukon-Athabaskan dell’Alaska; Eric Lange (dottor Whitehurst), Ian Bohen (Evan), Hugh Dillon (Curtis).

Nelle sale italiane dal 5 aprile distribuito da Leone Film Group con Eagle Pictures