Galeno ai raggi X

di Elio Nello Meucci

  Il risultato di un’analisi ai raggi X ha rilevato una traduzione in siriaco, risalente al VI secolo d.c., di un trattato di medicina, scritto da Galeno di Pergamo e rinvenuto tra le pagine di pergamene riciclate dai monaci amanuensi per vergare inni sacri.

  I raggi X, applicati allo studio di testi antichi possono riportare alla luce importanti reperti nascosti tra le pagine logore e consunte dei libri. Le parole grattate via dai monaci medioevali con un ‘bianchetto’ dell’epoca (strati di calcio), per essere riutilizzate a fini religiosi, nascondono un importante reperto della cultura ellenica. Oggi, grazie a sofisticate apparecchiature come un acceleratore di particelle e all’intelligenza artificiale, che permette di rielaborare i testi antichi, possiamo annoverare un nuovo reperto tra quelli già esistenti e attribuiti al medico greco Galeno. Lo studio portato avanti nel Synchrotron National Accelerator Laboratory (SLAC) di Stanford (USA), ha permesso di gettare le basi per nuove ricerche anche in ambito archeologico. Utilizzare una tecnologia nata per  la produzione di raggi X , la cosiddetta radiazione di sincrotrone, ha permesso di leggere tra le righe di un testo antico senza causarne danni. La scansione sta producendo grandi quantità di dati, che vengono progressivamente rielaborati. Questi serviranno a digitalizzare in HD le 26 pergamene esaminate, per poi riunirle virtualmente con le altre che componevano l’intera opera di Galeno e che oggi sono sparse in tre continenti, incluse quelle conservate in Vaticano e all’Università di Harvard

  Il sincrotrone (un acceleratore di particelle), è stato il primo strumento a rilevare una traduzione in siriaco di un testo di Galeno, secondo secolo d.c., tra le pagine di un libro di inni sacri risalente al medioevo. Da un punto di vista pratico i sincrotroni sono l’evoluzione delle macchine per la produzione di raggi X a catodo in uso fin dall’inizio del ventesimo secolo. La radiazione viene utilizzata per lo studio della fisica dello stato solido e delle superfici. Quando si applica questa tecnologia ai testi antichi il risultato è di non interrompere il testo sovrastante, «Puoi vedere sotto la superficie senza alcun danno al manoscritto», afferma Kristen St. John, responsabile dei servizi di conservazione presso le biblioteche della Stanford University. I gesti lenti e precisi dei conservatori delle biblioteche della Stanford University hanno permesso di rimuovere le pagine dalla copertina rilegata in pelle del libro degli inni. Di montare ciascuna foglia di pergamena su un tappetino per archivio, allestito individualmente. I singoli tappetini sono stati collocati in un telaio di alluminio per fissare le pagine mentre i ricercatori del laboratorio del sincrotrone esaminavano il testo sottostante con i raggi X.

  La sezione del manoscritto in esame presso lo SLAC è apparsa per la prima volta in Germania agli inizi del 1900 e ricerche in corso indicano che proveniva originariamente dal monastero di Santa Caterina sulla penisola del Sinai. Tutte le pagine sottoposte a scansione verranno convertite in immagini digitali ad alta risoluzione che verranno aggiunte a quelle rese disponibili gratuitamente online dall’Istituto Schoenberg per gli studi sui manoscritti presso le biblioteche dell’Università della Pennsylvania. Alcune parti dell’originale manoscritto siriaco erano state rimosse e finite nelle biblioteche di tutta l’Africa, Europa e Stati Uniti, comprese quelle dell’Università di Harvard, Parigi, la penisola del Sinai e il Vaticano. Questi sono stati ripresi in ogni sede con telecamere specializzate e ogni istituzione ha accettato di aggiungere le proprie immagini al set di dati online. Ciascuna pagina è come una tessera di un mosaico che descrive le nozioni di medicina note nei primi secoli dopo Cristo in Medio Oriente.

  In principio fu Galeno, medico e filosofo di Pergamo, a trascrivere testi di medicina per imperatori e gladiatori, in seguito molti accolsero le teorie proposte nel testo Sulle miscele e sui poteri delle droghe semplici, vero bestseller dell’epoca. Ancora oggi i preparati provenienti da ‘droghe’ grezze o da sostanze chimiche, appartengono alla così detta farmacia ‘galenica’.