Tre concerti italiani per il musicista cubano Alfredo Rodriguez, allievo di Quincy Jones

Tre concerti italiani a fine mese per il musicista cubano Alfredo Rodriguez. Il 29 marzo all’Auditorium Parco della Musica di Roma ; il 30 all’Auditorium Corelli di Fusignano (RA) e il 31 marzo al Blue Note di Milano. “The Little Dream”, la traccia che dà il titolo al quarto album in studio del compositore e pianista cubano Alfredo Rodríguez, rispecchia la speranza che i bambini hanno nella costruzione di un futuro migliore, dove piccoli sogni si trasformano in realtà grandiose.

Non c’è esempio migliore di questo della storia personale di Rodríguez: dalle sue umili origini a Cuba fino alla scoperta di Quincy Jones, che lo spinge a lasciare la sua famiglia per emigrare negli Stati Uniti e inseguire il proprio sogno. Negli ultimi dieci anni, Rodríguez è passato da un giovane artista semisconosciuto a candidato al Grammy® acclamato a livello mondiale con tre pubblicazioni su Mack Avenue Records: “Sounds of Space” (2011), “The Invasion Parade” (2014) e “Tocororo” (2016).

AlfredoRodriguez3.jpgIn un periodo in cui i governi vogliono costruire muri invece di ponti, Rodríguez riflette su quanto siano importanti i sogni, specialmente per i giovani e i bambini di oggi, per plasmare un futuro più unito e luminoso per tutti.

“Il titolo del mio nuovo album – spiega Rodríguez – è la mia risposta alla nostra situazione mondiale. Il titolo deriva dal mio fascino per il mondo dei sogni, che è una bellissima manifestazione della nostra realtà. Il mio sogno più grande è quello in cui tutti gli esseri umani vivono felici e in pace. I bambini sono la speranza e la risposta alla creazione di un mondo di amore, pace, unità e comprensione”.

Due musicisti si sono uniti a Rodríguez in “The Little Dream” e hanno contribuito a dare forma al sound dell’album: il percussionista Michael Olivera e il chitarrista e bassista Munir Hossn. Quincy Jones continua a contribuire come produttore e Rodríguez non smette mai di imparare dal suo mentore.

“Quincy mi impressiona sempre – afferma – e per un giovane musicista è un’incredibile opportunità essere affiancato da una leggenda. Quincy ha influenzato la mia vita in così tanti modi positivi; lui è il mio mentore e il musicista più aperto che conosco. La sua influenza mi ha reso una persona migliore e un musicista migliore”.