Giovanna Mangiù è “Rosalina come la polvere e il fuoco”, da Catania a Verona

  Una giovane attrice siciliana, Giovanna Mangiù, è in scena in questi giorni con la Sycamore T Company in “Rosalina come la polvere e il fuoco” di Silvia Guidi, giornalista e suora laica. La pièce, in cartellone al teatro “L’Istrione” di Catania domenica 18 marzo, sarà presentata a Verona il 22 aprile, durante il festival  Shakespeare 2018 e a Roma dopo l’estate.

  Rosalina è la prima fidanzata di Romeo, al quale lascia perché entra in convento, presto rimpiazzata da Giulietta. Il testo è un modo non  banale per parlare della Grande Bellezza della vita consacrata, tanto spesso fraintesa, messa in ridicolo o ridotta a macchietta (talvolta anche da chi, in buona fede, cerca di parlarne in modo positivo, ottenendo l’effetto contrario). Oltre la protagonista, davvero brava, lo spettacolo vanta la regia di Michele Giovanni  Cesari, attore di teatro, conosciuto soprattutto perché ha  partecipato a diverse serie televisive, da “Un posto al sole” a “Un medico in   famiglia”. Una regia che stupisce, soprattutto per profondità di sguardo e serietà di lavoro sul testo, data la (giovanissima) età del  regista.

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NOTE DI REGIA:

  “Lo spettacolo Rosalina come la polvere e il fuoco nasce da una necessità di messa in scena per il Festival Shakespeariano del 2018 a Verona ‘Shakespeare2018’. Abbiamo lavorato sulla versione iniziale del  testo originale di Silvia Guidi, in forma di monologo, ampliando l’arco narrativo ed accentuando il contesto storico, allo scopo di  descrivere il più dettagliatamente possibile l’essere umano nei suoi  sentimenti e nel rapporto con Dio. Rosalina, personaggio secondario  di Shakespeare, cerca la sua rivalsa e trova qui lo spazio per  tornare a raccontarsi e ad affrancarsi da quel poco che viene detto  di lei, dall’opinione superficiale del pubblico in merito a quello che lei realmente desidera. Vuole dare chiarimenti sul suo personaggio, per raccontare veramente ciò che è e affinché non si  travisi il suo senso d’essere. L’innesto di passi di Pirandello e Rilke partecipa a quest’intento: esprimere la necessità che Rosalina ha di essere, esistere, far arrivare correttamente chi è come essere umano. Anche nella rappresentazione del rapporto Uomo-Dio è  l’aspetto umano che prende il sopravvento. Nella resa di questa  componente, la regia vuole evitare i filtri del personaggio e del suo ruolo che meglio si scoprirà nel corso del testo, ma mettere a fuoco il rapporto diretto più umano con l’entità divina, nei suoi accessi più intimi e profondi. Ho inserito dei video in cui un telo di plastica bianco avvolge la protagonista, rappresentando la sua lotta di uscita e di pulizia per ritornare verso Dio. Le due poesie di Khalil Gibran e Menister Eckhart rappresentano bene le essenza di un’interpretazione religiosa più profonda. Le musiche elettroniche di Murcof, dj messicano, giocano in contrasto con la soavità delle immagini, portando a rompere gli schemi di un’ovvietà di comunicazione con lo spettatore. Lo specchio in scena offre uno strumento di confronto per Rosalina con se stessa, a cui solo il finale troverà una risposta”.

Michele Giovanni Cesari

“Rosalina – come la polvere e il fuoco” di Silvia Guidi con Giovanna Mangiu’. Regia di Michele Giovanni Cesari, costumi Annalisa Milanese drammaturgia Silvia Guidi, foto di scena Manuela Giusto, disegno locandina Josephine Alia Art&Sketch, social media manager Martina Mecacci.