Scienza, questione di donne

  Ribelli, anticonformiste, determinate; in occasione della festa della donna, il profilo umano e scientifico di tre scienziate pioniere nei loro ambiti di ricerca, ingiustamente dimenticate dal mondo accademico: Hertha Ayrton, Gerty Cori, e Lise Meitner

di Elio Nello Meucci

  Le donne e la scienza, un binomio che ha prodotto menti geniali. Nomi che negli archivi della memoria non trovano riscontro, ma che hanno dato invece un contributo significativo alla ricerca: Hertha Ayrton, Gerty Cori, e Lise Meitner, sono solo tre delle molteplici scienziate mai ‘riconosciute’ dal mondo accademico del ‘900.  Non solo ricercatrici, ma donne dall’indiscutibile forza di carattere dimostrata nell’affrontare la causa scientifica, contro ogni ostacolo, soprattutto di ‘genere’. Infatti le accademie, come gli istituti di ricerca più importanti, erano chiusi nelle loro torri d’avorio e non avevano ancora aperto le porte alle donne, costrette a lavorare all’ombra di esponenti di spicco della società scientifica di allora.

  Nel 1881 Herta Ayrton si diplomò con onore in matematica all’ università di Cambridge, infatti non le fu permesso di laurearsi. Qui iniziò gli studi sull’arco elettrico, ampiamente utilizzato nelle illuminazioni stradali dell’epoca. Se oggi riusciamo a guidare lungo strade illuminate lo dobbiamo proprio a questa scienziata. Inoltre Hertha fu sempre una ragazza combattiva, partecipò alla lotta per il voto alle donne e divenne amica di Emmeline Pankhurst (guida e ispiratrice del movimento delle suffragette). Fu la prima donna ad entrare nel British Institute of Electrical Engineers e a tenere una conferenza alla Royal Society (ma non fu mai accettata tra i suoi membri in quanto sposata).

meitner

  La natura della radioattività e la fissione nucleare erano i suoi campi di ricerca, Lise Meitner, fisica austriaca, merita una menzione speciale. Dovette scontrarsi non solo con il rifiuto come scienziata, ma anche con il crescente antisemitismo per le sue origini ebraiche. Amica di Albert Einstein e Marie Curie, lavorò per tre anni, non pagata, come assistente al Max Planck, dove conobbe Otto Hahn con il quale instaurò una collaborazione duratura. Scappata in Svezia dopo l’emanazione delle leggi razziali, non smise mai la collaborazione con il noto chimico, e pur avendo condiviso con lui le scoperte sulla fissione, che videro la luce nel 1939, non ottenne mai il Nobel per la chimica che fu assegnato solo a Hahn nel 1944.

gerty cori-4

  La prima donna a ricevere il Nobel per la medicina, nel 1947, fu Gerty Cori, in coppia con il marito Ferdinand Cori. Malgrado le competenze, la scienziata ebbe moltissime difficoltà nel trovare una posizione di ruolo nel mondo accademico. Quando gli fu conferita l’onorificenza, il marito disse: «Questo premio è soprattutto per mia moglie […]. I nostri sforzi sono stati complementari e senza l’aiuto l’uno dell’altro, non avremmo raggiunto i risultati che abbiamo conquistato insieme». Gli anni degli studi sul glicogeno, fonte di energia per le cellule, furono molto intensi. Gerty era malata da tempo di displasia mieloide, una patologia che comporta il malfunzionamento del midollo osseo, e malgrado la malattia proseguì le sue ricerche con risultati eccellenti pubblicando anche degli articoli sulla sintesi del glucosio nei bambini, migliorando così le conoscenze sul diabete e sull’attività enzimatica ancora poco conosciuta.

  La vita di queste grandi scienziate è un segno di come le aspirazioni personali e l’abnegazione al lavoro possano portare a risultati incredibili anche in periodi preclusi al mondo della ricerca femminile come i primi decenni del ‘900.