Scarpe rosse in cammino contro il femminicidio

  “Zapatos Rojos” è un progetto d’arte pubblica dell’artista messicana Elina Chauvet. Consiste in un’installazione composta da numerose paia di scarpe rosse da donna, per puntare il dito contro l’omertà che avvolge la scomparsa e l’uccisione di centinaia di donne a Ciudad Juárez e per dire basta alla violenza di genere. Ogni paio di scarpe, rappresenta una donna e la traccia di una violenza subita. Sistemate ordinatamente lungo un percorso, le scarpe ne ridisegnano lo spazio e l’estetica, visualizzando una marcia di donne assenti, un corteo che sottolinea il dolore che tale mancanza provoca tanto a livello sociale quanto nei propri cari.

  “Zapatos Rojos” è dunque un appello rivolto a tutti per manifestare la propria solidarietà verso le donne che hanno subito violenza, per le donne uccise o rapite e di cui si sono perse le tracce.

  In particolare, il progetto rimanda alla situazione di Ciudad Juárez, città di frontiera nel nord del Messico dove, a partire dal 1993, centinaia di donne vengono rapite, stuprate e assassinate. Si uccidono le donne a Juárez perché si può fare: c’è impunità, c’è una cultura machista che non educa al rispetto della donna. Non vi è Stato e i cartelli del narcotraffico si scontrano per il controllo del mercato della droga e degli esseri umani.

  E’ qui che, nel 2009, “Zapatos Rojos” ha preso vita, con un’installazione composta da 33 paia di scarpe e da lì il progetto è partito per dirigersi verso altre città del mondo, arrivando per la prima volta in Europa, a Milano, nel 2012, poi a Genova, Lecce, Torino, Bergamo, e altre città d’Italia, per diventare così il simbolo della lotta contro il femminicidio.

  Scarpe rosse come il sangue, per ricordare le donne che hanno perso la vita in Italia per mano degli uomini. Un modo particolare per sottolineare un crimine odioso e inaccettabile e chiedere alla politica e alle istituzioni di affrontare questa emergenza con misure concrete e urgenti, di proteggere le vittime e agire con la prevenzione. Un messaggio in aiuto lanciato alle donne vittime di violenza perché escano dal silenzio e denuncino il disagio in cui vivono e i propri aguzzini.

  Ringrazio le amiche che, sensibilizzate dalla mia iniziativa, mi hanno aiutata per realizzare questa installazione al Consolato Italiano di Nizza in occasione della mia mostra personale di pitture e sculture “al Femminile” inaugurata l’ 8 marzo 2018, per la “Giornata Internazionale della Donna”.

                                                                                                Serenella Sossi