Tutta la magia del Lontano Oriente in mostra alle Scuderie del Quirinale con “Hiroshige – Visioni dal Giappone

Il suo sguardo fotografico ha influenzato molti artisti europei, da Van Gogh a Toulouse-Lautrec, da Degas a Monet, ora – proprio come prosecuzione delle iniziative avviate alle Scuderie del Quirinale nel 2016 per il 150° anniversario dei rapporti bilaterali Italia-Giappone – dal 1° marzo al 29 luglio 2018, si apre la mostra monografica “Hiroshige – Visioni dal Giappone”, dedicata a uno dei più influenti maestri giapponesi di metà Ottocento.

Inaugurata oggi, la mostra lunga cinque mesi presenta una selezione di circa 230 opere, silografie policrome e dipinti su rotolo, divise in 7 percorsi tematici, il progetto – curato da Rossella Menegazzo con Sarah E. Thompson, è una produzione Ales Spa Arte e Mondo Mostre Skira con la collaborazione del Museum of Fine Arts di Boston, da cui provengono le opere, e il patrocinio dell’Agenzia per gli Affari Culturali del Giappone, dell’Ambasciata del Giappone in Italia e dell’Università degli Studi di Milano.

Un suggestivo viaggio nella tradizione artistica e culturale del Giappone attraverso una rassegna dedicata a Utagawa Hiroshige (1797 – 1858), un grande artista delle silografie, conosciuto come il “maestro della pioggia e della neve”, celebre per le illustrazioni di paesaggi e vedute del Giappone nelle quattro stagioni e nelle varie condizioni atmosferiche. Immagini molto in voga nella cultura dell’epoca in quanto fonte di conoscenza del territorio ed elemento fondamentale nella costruzione del legame nazionale.

La bellezza dei luoghi, dove la natura spesso domina su tutto, e la vivacità delle attività umane, comunque ‘piccole’ rispetto alla magnificenza del paesaggio, sono esaltate dalla visione originale del maestro giapponese che, con le sue costruzioni innovative, ha segnato un cambio epocale all’interno del filone classico del paesaggio, appunto. La tecnica (c’è un interessante video) usata da Hiroshige, infatti, sfrutta l’asimmetria della composizione, ponendo in primissimo piano elementi di grandi dimensioni, come in una sorta di esagerato close-up fotografico, lasciando tutto il resto, in piccolo, sullo sfondo. Il suo sguardo, attraverso ‘l’inquadratura’ originale trasforma spesso il paesaggio in magiche visioni.

Le campiture piatte di colore e il gioco di linee curve e spezzate, la serenità oltre che lo sguardo fotografico, cui accennavamo prima, non solo hanno influenzato molti artisti europei ma – secondo gli esperti – hanno forse superato anche Hokusai, genio fuori dalle righe e dalla personalità tormentata di più difficile controllo.

Però Hiroshige si è anche occupato, soprattutto nei primi anni Trenta dell’800, di ‘riprendere’ pesci, uccelli e fiori in magnifiche pose. Infatti, proprio quel periodo, segnò l’apice della produzione ukiyoe e in cui furono realizzate le serie silografiche più importanti a firma dei maestri dell’arte del Mondo Fluttuante, che si confermarono – qualche decennio più tardi con l’apertura del Paese – come i più grandi nomi dell’arte giapponese in Occidente. Kuniyoshe aveva pubblicato nel 1829 con l’editore Kagaya la serie I 108 eroi del Suikoden che lo rese famoso, Hokusai produsse con Nishimuraya, tra il 1830 e 1832, le Trentasei vedute del monte Fuji (Fugaku sanj’ urokkei) che, per il grande successo ottenuto, si ampliarono a quarantasei fogli, mentre Hiroshige fece seguire, in risposta a questa, la sua serie intitolata Cinquantatré stazioni di posta del T’okaid’o, tra il 1833 e il 1834.

“Parto per un viaggio – diceva – lasciando il mio pennello ad Azuma (Edo, attuale Tokyo) per visitare i luoghi celebri della Terra d’Occidente”, da ‘Il Paradiso della Terra Pura’. E oggi ci rende partecipi di quel suggestivo itinerario.

Durante tutto il periodo della mostra saranno tantissime le occasioni per approfondire attraverso una serie di eventi collaterali organizzati in collaborazione con l’Istituto Giapponese di Cultura a Roma – dimostrazioni, laboratori, corsi tematici e conferenze aperti al pubblico di tutte le età – quelle tradizioni culturali e artistiche del Giappone che fanno da sfondo alle immagini del Mondo Fluttuante, fino ad arrivare alle più attuali forme di grafica e illustrazione contemporanea che nell’ukiyoe trovano le loro radici. Visioni appunto, come cita il titolo della mostra, che faranno immergere il pubblico nella bellezza del Sol Levante per (ri) conoscere l’arte e la cultura allora lontanissima.

A partire dal 21 settembre 2018 fino al 3 febbraio 2019, in collaborazione con Comune di Bologna – Istituzione Bologna Musei, la mostra sarà nelle sale espositive del Museo Civico Archeologico del capoluogo emiliano.

Scuderie del Quirinale – Via XXIV Maggio 16, Roma

Orari: dalla domenica al giovedì dalle 10.00 alle 20.00

Venerdì e sabato dalle 10.00 alle 22.30

La biglietteria chiude un’ora prima

Biglietti: intero 15,00 euro – Ridotto 13,00

Giovani da 6 a 17 anni 2,00 euro

Gratuito da 0 a 5 anni

Tutti includono audio guida

Infoline: 06 81100256

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