Folco Quilici, “il mondo come il cortile di casa, la casa come il mondo”

Con Folco Quilici, scompare a quasi 88 anni, uno dei più grandi documentaristi italiani e del mondo, ma anche scrittore di saggi e reportage sulla fauna, la flora, i costumi e la cultura dei cinque continenti, dall’America Latina all’Africa, dalla Polinesia – che fece conoscere agli italiani (non solo) in tempi non sospetti, all’Italia stessa. Non solo un documentarista, quindi – ha diretto anche un film di finzione, “Dagli Appennini alle Ande” nel 1959, con cui, ispirandosi al capitolo omonimo del romanzo “Cuore” di Edmondo De Amicis, sceneggiato con Giuseppe Mangione, scopriva luoghi, costumi e paesaggi dell’Argentina dell’800 ­– ma anche scrittore non solo delle avventure e dei percorsi in fondo al mare. Infatti, aveva privilegiato indagare anche e soprattutto i fondali marini, isole lontane e luoghi sconosciuti anche ai turisti.

Nato il 9 aprile 1930 a Ferrara, Quilici figlio del giornalista Nello Quilici (morto sull’aereo di Italo Balbo abbattuto dal nemico) e della pittrice Emma Buzzacchi, dopo aver incominciato come cineamatore, si è specializzato in riprese sottomarine, diventando molto popolare anche all’estero, e infine in regia presso il Centro Sperimentale di Cinematografia. Nel 2006, la rivista Forbes lo ha inserito tra le cento firme più influenti del mondo grazie ai suoi film e ai suoi libri sull’ambiente e sulle culture.

Nel 2008 gli è stato consegnato il Premio “La Navicella d’Oro”, conferitogli dalla Società Geografica Italiana, con la seguente motivazione “in oltre mezzo secolo di costante attività professionale ha configurato un personale modello di viaggiatore capace di esplorare e testimoniare con persuasivo rigore e poeticità i territori più rilevanti della cultura geografica, storica e artistica della società umana del passato e del presente, pervenendo a risultati stilistico – espressivi di notevolissimo valore e di ampia valenza comunicativa”.

Tra i suoi medio-metraggi di particolare impegno, furono presentati fuori concorso alla Mostra del Cinema di Venezia: da “Paul Gauguin” (1957) a “L’angelo e la sirena”  (1980). Da ricordare inoltre “Botticelli, una nuova primavera” (1982). Nel 1970 ha realizzato tre film “Firenze 1000 giorni”, sull’alluvione del 1967 e l’opera di salvezza del suo patrimonio culturale.

Folco Quilici ebbe una candidatura all’Oscar per il Miglior documentario nel 1971 per “Toscana”, uno dei quattordici film de “L’Italia vista dal cielo” alla quale hanno collaborato nomi di massimo prestigio come Calvino, Sciascia, Silone, Praz, Piovene, Comisso. Nel 2000, per la rete televisiva franco-tedesca Arté ha prodotto e diretto i lungometraggi “Kolossal” (1999/2000) e “Il Mondo di Pinocchio” (2002). Nel 2004, per il l’Istituto Luce, il lungometraggio “L’Impero di Marmo” (Premiato al Festival Internazionale del Cinema Archeologico Agon, Grecia, nel 2006) e il film-documentario “L’Ultimo Volo” (Premio Acqui Storia 2010). Successivamente “Lazio – Paesaggio e Storia” (Premio Bellezze d’Italia 2012).

 

Suoi film dedicati al rapporto tra uomo e mare, sono stati distribuiti in tutto il mondo: “Sesto Continente” (Premio Speciale alla Mostra del Cinema di Venezia del 1954), “Ultimo Paradiso” (Orso d’Argento al Festival di Berlino del 1956), “Ti-koyo e il suo pescecane” (Premio Unesco per la Cultura del 1961), “Oceano” (Premio Speciale Festival di Taormina del 1971 e Premio David di Donatello 1972), “Fratello Mare” (Primo Premio al Festival Internazionale del Cinema Marino, Cartagena, 1974) e “Cacciatori di Navi”, 1991 (Premio Umbria Fiction, 1992).

Nel 1965 la Esso gli affidò la realizzazione di una serie di film sull’Italia filmata dall’alto tramite elicottero. Nel periodo che va dal 1966 al 1978 furono realizzati 14 di tali documentari, tutti aventi come titolo “L’Italia vista dal cielo”. A questi si affiancarono sedici volumi illustrati. I commenti dei quattordici filmati furono affidati a importanti letterati e storici d’arte dell’epoca come Cesare Brandi, Mario Praz, Italo Calvino (“Ti-koyo e il suo pescecane”), Guido Piovene, Michele Prisco, Ignazio Silone e Mario Soldati. Nei cinema e non solo in Italia, altri suoi film sono stati: “Il Dio Sotto la Pelle” girato in viaggio per il mondo, Concha de plata al Festival Internazionale di San Sebastian, nel 1974. Infatti, Quilici considerava “Il mondo come il cortile di casa e la casa (in Umbria) come il mondo”.

Nel 1964 ha tolto il suo nome dal film “Le schiave esistono ancora” a causa della sua divergenza con il produttore Malenotti, non solo per il titolo arbitrariamente scelto ma per l’inserimento nel film stesso di numerose scene false, che lo accomunavano alle pellicole di Gualtiero Jacopetti (“Mondo cane” e derivati), il suo rivale che amava i particolari scabrosi o macabri, quasi da snuff-movie.

Nel 1976 chiamato da Dino De Laurentiis collabora alla realizzazione delle riprese subacquee del film di Michael Anderson “L’orca assassina” sceneggiato da Luciano Vincenzoni che in molte occasioni ricorderà l’apporto di Quilici determinante per la riuscita delle riprese.

Il suo ultimo film per il grande schermo è stato “Animali nella Grande Guerra” (2015), dedicato agli animali che parteciparono al conflitto non solo come aiuto ma soprattutto come vittime stesse.

Vasta anche l’attività televisiva di Folco Quilici: “Djerid, i tre volti del deserto” (1957/1958), “Alla scoperta dell’Africa” (1964/1965), “Malimba” (1966), “Alla scoperta dell’India” (1967/1968), nata – si dice – da un equivoco perché il regista proponeva un film sull’indiani d’America e colse l’occasione al volo; “Islam” (1969/1970), “L’Alba dell’Uomo” (1970/1975), “Mediterraneo (1971/1976)”, “I Mari dell’uomo” (1971/1974), “L’Uomo Europeo” (1976/1979), “Festa Barocca” (1980/1982), “La grande époque” (1984/1985), “Il Rischio e l’Obbedienza” (1991/1992), “Archivi del Tempo” (1980/1984), “L’Avventura e la Scoperta” (1984/1992), “Viaggi nella Storia” (1988/1992), “Arcipelaghi” (1993/1995), “Italia infinita” (1996/2002), “Alpi” (1998/2004), “Di Isola in Isola” (2004/2005), “Energia” (2011/2012), “L’Italia di Folco Quilici” (2012/2013).

FILMOGRAFIA

1952 “Pinne e arpioni”

1954 “Sesto continente”

        “Trofei d’Africa”

        “Storia di un elefante”

        “Brazza”

1955 “Tam tam mayumme”

         “L’ultimo paradiso”

1957  “Paul Gauguin”

1959 “Dagli Appennini alle Ande”

1962 “Ti-Koyo e il suo pescecane”

1964 “Le schiave esistono ancora”

1966 “Alla scoperta dell’Africa”

1967 “Basilicata e Calabria”

1970 “Una spiaggia lontana”

1971 “Oceano”

1974 “Il dio sotto la pelle”

1975 “Fratello mare”

1979 “Invito allo sport” (Tv serie)

1986 “Codex Purpureus Rossanensis” (corto)

1987 “Immenso oceano, di pace e di guerra” (corto)

        “Imago Urbis”

1990 “Cacciatore di navi” (Tv Movie)

2005 “Apollo di Veio” (corto)

2015 “Animali nella Grande Guerra”