“Dark Night”

Presentato al Sundance Film Festival 2016 (in concorso) e vincitore del Premio Lanterna Magica (sezione Orizzonti) alla 73° Festival di Venezia 2016 , “Dark Night” è liberamente ispirato al tragico Massacro di Aurora (Colorado), e sceneggiato e diretto da Tim Sutton. Il film fotografa sei personaggi sconosciuti, compreso il giovane killer, alla vigilia dell’attentato criminale che, purtroppo, ricorda tanti altri (da Columbine alla Florida), omicidi di massa spesso senza causa.

Un film indipendente che, con uno stile tra il documentaristico e il dramma psicologico ricostruisce in modo sobrio e allo stesso tempo sconvolgente il disagio e la solitudine, l’incertezza e la depressione, il pessimismo e l’autodistruzione di sei giovani individui che galleggiano in un vuoto di rapporti e relazioni, fra armi e nuove tecnologie, incertezza e disperazione, tanto che ciascuno di loro potrebbe essere l’autore del folle gesto.

Le loro azioni e il loro vissuto sembrano condurli a pian piano verso il dramma finale – che non vedremo sullo schermo -, lo stesso che si consumò nel multiplex Century 16 alla prima di “The Dark Knight Rises” (Il cavaliere oscuro – Il ritorno), di Christopher Nolan.

E i giovani protagonisti – quasi tutti debuttanti e/o non professionisti – esprimono efficacemente lo stato d’animo dei personaggi: Robert Jumper (Jumper), Eddie Cacciola (veterano), Aaron Purvis (Aaron), Shawn Cacciola, Anna Rose Hopkins (Summer), Karina Macias (cantante, ex fidanzata di Jumper).

La fotografia di Hélène Louvart sottolinea la grandiosità e la bellezza del cielo, ora scintillante ora cupo, sotto i quali i protagonisti si sentono, forse, piccoli e disorientati, oppressi e depressi, mentre le canzoni e le musiche di Maica Armata esprimono la loro angoscia e incertezza. Il tutto raccontato in soli 85’, fra tensione, paura e suspense quotidiana.

“Per girare ‘Dark Night’ – confessa Tim Sutton, che ha deciso di fare cinema dopo aver visto “I 400 colpi” di François Truffaut – ho avuto 16 giorni. Avevo una sceneggiatura molto precisa. Ho tagliato alcune scene che pensavo non aiutassero la narrazione. Ci sono altre scene che mi sono davvero piaciute ma che ho tagliato. L’andamento narrativo doveva essere come un imbuto, in un certo senso, sempre più stretto. E’ un film abbastanza duro così com’è e non volevo portare la gente fuori da questa spirale. E così siamo andati avanti in termini di atmosfera da thriller, piuttosto che rappresentare momenti reali. Era molto importante per me che il film facesse sentire come se qualcuno potesse morire da un momento all’altro. C’è sempre qualcosa là fuori, fuori dallo schermo”.

“Dark Night” ha ricevuto il Premio del pubblico al Luxembourg City Film Festival e ha partecipato, inoltre, a una decina di festival internazionali, dall’Argentina (Buenos Aires FilmFest) alla Nuova Zelanda.

Nelle sale italiane dal 1° marzo 2018 distribuito da Mariposa Cinematografica e 30Holding