“The Disaster Artist”

Al peggio non c’è mai fine, nemmeno al cinema, questo è il cattivo esempio proposto da “The Disaster Artist” di e con James Franco – nomination agli Oscar per la Miglior sceneggiatura non originale – perché non di tratta di una parodia né di un semplice remake o della solita storia del “sogno americano”. E’ la storia della disastrosa carriera, anzi ‘dell’opera prima’ di un attore, regista, sceneggiatore e produttore di se stesso che – egocentrico e senza talento – è riuscito a fare un film talmente disastroso (‘il peggiore mai realizzato’) da diventare, col tempo, un vero e proprio cult comico.

Tratto dal libro “The Disaster Artist: My Life Inside ‘The Room’, The Greatest Bad Movie Ever Made” di Greg Sestero & Tom Bissell, sceneggiato da Scott Neustaudter e Michael H. Weber, narra la storia (vera) dall’inizio, ovvero dall’incontro tra Greg/Mark (Dave Franco) e l’enigmatico e ambiguo Tommy/Johnny Wiseau (James Franco) alla scuola di arte drammatica, diretta da Melanie Griffith (in ruolo cameo). Folgorato dalla ‘selvaggia’ prova di Tommy, Greg ne fa subito amicizia e, spinti dalla comune ammirazione per James Dean, i due decidono di partire alla volta di Los Angeles alla conquista del loro sogno.

Mentre, Greg/Mark viene preso nell’agenzia di Sharon Stone (anche lei in cameo) soprattutto per la sua bellezza fisica che per le doti d’attore, il bizzarro e senza nessun altro talento che il look, Tommy/Johnny viene soprafatto dai rifiuti/allontanamenti. E, visto che non ha problemi di soldi (non si è mai saputo da dove provengano) decide di fare il suo film ad ogni costo. “The Room” (2003) all’anteprima, anziché un film d’autore, si rivela un capolavoro involontario del grottesco, ma ottiene al botteghino soltanto 1.800 dollari in due settimane. Però negli anni successivi diventa un cult movie. A sua volta, in America il film di Franco – alla fine dei titoli di coda vedrete i due ‘Tommy’ a confronto – è già campione d’incassi.

Il precedente ‘illustre’ dell’eccessivo Wiseau, assolutamente senza talento ma con tanti soldi e un indefinito accento (fa pensare a qualche lingua slava ma lui afferma di essere di New Orleans), è il più prolifico Ed Wood, che però qualche talento lo aveva e prediligeva l’horror. Ora le nuove tecnologie permettono a tutti di autoproclamarsi registi e non solo di se stessi, e se il pubblico li premierà, forse, saremo testimoni della sua fine, almeno in quanto Settima arte.

Nel cast di amici/colleghi del regista, Seth Rogen (Sandy, direttore fotografia), Ari Graynor (Juliette/Lisa), Alison Brie (Amber), Jackie Weber (Carolyn/Claudette), Paul Scheer (Raphael), in ruoli cameo Josh Hutcherson (Philip/Denny) e Zac Efron (Dan/Chris R.).

Nelle sale italiane dal 22 febbraio distribuito da Warner Bros. Entertainment Italia