“Il filo nascosto”

Paul Thomas Anderson – da “Magnolia” a “The Master” -, sceneggiatore e regista, disegna il meticoloso ritratto di un artista in un viaggio creativo e amoroso ne “Il filo nascosto” (Phantom Thread), il suo ottavo lungometraggio e il secondo con Daniel Day-Lewis. Un mélo d’autore, ipnotico ed emozionante, candidato a 6 premi Oscar (Miglior film, Migliore regia, Miglior attore protagonista, Miglior attrice non protagonista, Musiche e Costumi), anche se non è tra i favoriti, meriterebbe quello principale ma, probabilmente, si aggiudicherà quello per gli attori (il quarto per Day-Lewis, il primo per la Manville) e i costumi.

Ambientato nel mondo della moda nella Londra anni Cinquanta, racconta la storia del famoso stilista Reynolds Woodcock (Day-Lewis, 3 premi Oscar per “Il mio piede sinistro”, “Il petroliere” e “Lincoln”, che ha annunciato il suo ritiro definitivo dal grande schermo) e di sua sorella Cyril (la sorpresa Lesley Manville), riferimenti del mondo glamour della moda britannica, vestendo la nobiltà, le star del cinema, le ereditiere, gli esponenti dell’alta società, dame e debuttanti con lo stile unico della House of Woodcock.

Le donne entrano ed escono dalla vita di Woodcock, regalando allo scapolo d’oro ispirazione e compagnia, finché non incontra una giovane di carattere, Alma (Vicky Krieps, una vera rivelazione), che presto entra nella sua vita, prima come musa e poi come amante. E la sua esistenza, finora controllata e pianificata, maniacale e sobria, con massima cura e cautela, viene lentamente sgretolata dall’amore.

Anderson – anche direttore della fotografia e tra i produttori – costruisce ma mano un ritratto d’artista in un percorso creativo e delle donne che lo circondano, e una riflessione sull’amore che tutto sconvolge e travolge, e che spesso distrugge o salva, a seconda della sua intensità e dei soggetti coinvolti. Una passione che diventa ossessione tra potere e ribellione, felicità e sofferenza, sadismo e masochismo, sacrificio e redenzione.

Nel cast Sue Clark (Biddy), Joan Brown (Nana), Harriet Leitch (Pippa), Dinah Nicholson (Elsa), Julie Duck (Irma), Maryanne Frost (Winn) e Camilla Rutherford (Johanna). Contribuiscono alla riuscita dell’opera i costumi di Mark Bridges, il dipartimento trucco e parrucco guidato da Sarita Allison, le scenografie di Dennis Schneggn (supervisore), Chris Peters, Adam Squires e Véronique Melery. Le musiche sono di Jonny Greenwood.

Nelle sale italiane dal 22 febbraio distribuito da Universal International Pictures Italia