Un ritratto dell’uomo e dell’artista “Caravaggio l’Anima e il Sangue”

Michelangelo Merisi da Caravaggio non è nuovo al cinema italiano e internazionale (dal “Caravaggio, il pittore maledetto” di Goffredo Alessandrini, 1941, a quello di Derek Jarman del 1986 e al televisivo di Angelo Longoni con Alessio Boni, 2007), ma ora arriva in sala un film nuovo di zecca, né documentario né fiction, anzi un concentrato di entrambi che va alle fonti originali per tracciare un ritratto dell’uomo e dell’artista, particolare e moderno, anzi eccezionale proprio come lui: “Caravaggio l’Anima e il Sangue” del messicano Jesus Garcés Lambert, non nuovo a queste operazioni (BBC, National Geographic, ZDF, CBS e Artè), e a cui dà voce Manuel Agnelli (frontman degli AfterHours), prodotto da Sky, Magnitudo Film e Nexo Digital, che lo distribuisce, non solo in Italia in 330 copie, ma in tutto il mondo (60 paesi).

“E’ stato un lavoro diverso dal solito – esordisce Agnelli –, perché si tratta di dar voce ed espressione a un artista libero e quindi moderno; per me un arricchimento e una sfida. Lui ha vissuto in un certo periodo storico in cui gli artisti erano asserviti del potere, avevano bisogno di mecenati, poi sono diventati disdicevoli e la qualità ci ha rimesso. Oggi è completamente diverso perché nessuno possiede una sua verità né è disposto a difenderla così tanto come lui. Era anche un personaggio contraddittorio e perciò mi sono ritrovato in lui e ho capito i suoi problemi con i suoi committenti, solo che io non devo rischiare la testa. Mi sono divertito e soprattutto molto emozionato”.

“Non è un personaggio semplice – afferma il regista Garcés -, volevamo far rivivere i diversi stati d’animo, l’emotività, la sensazione che ognuno ha di fronte a Caravaggio, una storia che senti soprattutto con la pancia, tra amore e disperazione, che racconta anche un’epoca simile a quella che viviamo oggi. E ho avuto un grande gruppo di tecnici e creativi che mi hanno permesso di farlo”.

Infatti, “Caravaggio l’Anima e il Sangue” ci restituisce un ritratto inedito e sorprendente anche delle opere, che prendono vita e corpo, si confondono con la realtà dando una percezione quasi tattile. Un effetto ottenuto grazie all’impiego di evolute elaborazioni grafiche e di lavorazione della luce in CGI, che ha avuto come obiettivo primario restituire l’enfasi dell’illuminazione dipinta – Caravaggio è stato un maestro della luce, un ‘fotografo’ ante litteram -, dettagli, abiti figure, illuminati e adombrati dalle pennellate del pittore.

“E’ visto attraverso un’ottica dei nostri tempi – dichiara Claudio Strinati, storico dell’arte ed esperto di Caravaggio, consulente e uno dei partecipanti al film -, un tentativo per ridarci la complessa psicologia del personaggio tramite testi rinvenuti negli archivi. Un personaggio ossessionato dal male e dal buio, una sorta di Batman – secondo l’ultima rilettura di Christopher Nolan -, un giovane che vede morire i genitori (uno uccisi dagli uomini, l’altro dalla peste), ed entrambi lottano contro il buio che hanno dentro, non hanno superpoteri ma delle straordinarie capacità tecniche e creative per combattere il male e portare il bene”.

L’uomo e l’artista Caravaggio viene raccontato attraverso un’approfondita indagine investigativa effettuata attraverso documenti originali preziosissimi, tra cui quelli custoditi all’Archivio di Stato di Roma: verbali, processi, denunce, mostrati per la prima volta sul grande schermo. La narrazione si sviluppa su due livelli: da un parte la digressione artistica, con il racconto dei luoghi e delle opere dell’artista, affidata alla consulenza scientifica e agli interventi, oltre il Prof. Strinati, della Prof.ssa Mina Gregori (Presidente della Fondazione di Studi di Storia dell’Arte Roberto Longhi) e della Dott.ssa Rossella Vodret (curatrice della recente mostra “Dentro Caravaggio” a Palazzo Reale di Milano). Dall’altra l’uomo Caravaggio viene esplorato attraverso scene ‘fotografiche’, evocative e simboliche, che diventano metafore della condizione esistenziale dell’artista, consentendo di entrare in contatto con la sua mente, i suoi impulsi irrefrenabili, il suo vissuto interiore.

Il tutto in 5 città e oltre 15 luoghi d’arte per 3 settimane di riprese, un team di produzione di oltre 60 persone, oltre 200 ore di girato, per un film d’arte, il quinto prodotto da Sky, che sperimenta – tra i primi in Italia – l’ultra risoluzione di girato in sorgente in 8K che permette di carpire dettagli dell’opera non visibili a occhio nudo, di percepire la singola pennellata restituendo così la voluttuosità e la consistenza materica dell’opera di Caravaggio, cogliendo la dimensione intima e coinvolgente delle sue opere. E il formato Cinemascope 2:40 consente una visione più ‘allungata’ e ‘orizzontale’ dell’immagine, che si avvicina molto di più all’effettiva visione dell’occhio umano, con il risultato di rendere l’immagine percepita meno rafforzata e artefatta, aiutando così l’esperienza visiva ed emotiva dello spettatore. Inoltre, il trattamento di post produzione della luce, protagonista nella rappresentazione delle opere, che regala un’esperienza di immersione di fortissimo impatto visivo, assolutamente inedita e pioneristica.

Infine, il film compie un’operazione senza precedenti, grazie alla preziosa collaborazione con Vatican Media (già Centro Televisivo Vaticano), l’Arciconfraternita Vatica di Sant’Anna dei Parafrenieri e la Fabbrica di San Pietro. Attraverso  evolute tecniche digitali, il film effettua il riposizionamento virtuale dell’opera “La Madonna dei Parafrenieri” ()oggi nella Galleria Borghese) nella sede a cui era originariamente destinata, ovvero l’attuale Altare di San Michele Arcangelo nella Basilica di San Pietro, proprio di fianco al Baldacchino del Bernini. Uno straordinario effetto visivo e prospettico ormai perso.

Nelle sale di tutta l’Italia il 19, 20 e 21 febbraio 2018 distribuito da Nexo Digital