“The Party”

Sono ormai decine le “Cene con gli amici” e derivati – dall’ottimo “Carnage” di Roman Polanski a “Perfetti sconosciuti” di Paolo Genovese – che ad ogni ‘variazione’, quando non si tratta di veri e propri remake (non solo americani), ci si avvicina con diffidenza o pregiudizi.

“The Party” della già apprezzata Sally Porter – presentato alla Berlinale 2017 e, in anteprima italiana, alla Festa del Cinema di Roma – ha un’impostazione e una storia originali, sebbene rispetti la struttura dei precedenti: un gruppo di amici (7 personaggi in un interno londinese) si riunisce per una cena, una festa o un evento da cui affioreranno vizi e virtù (poche), segreti e bugie, intelletto e politica, conflitto e rabbia.

Infatti, siamo invitati al “Party” (in inglese si gioca sul doppio significato della parola, festa ma anche Partito) per celebrare la vittoria di Janet, appena nominata Ministro della salute del Governo Ombra, ovvero il coronamento della sua carriera politica. Si tratta di festeggiare con gli amici più intimi – liberal chic -, così pian piano che arrivano gli ospiti la festa volge inaspettatamente al peggio quando Bill – marito di Janet che ha rinunciato alla sua carriera per sostenere la moglie – fa una rivelazione esplosiva. Non bisogna svelare altro per non guastare allo spettatore le sorprese e i colpi di scena, sostenuti da dialoghi brillanti (soprattutto nella versione originale inglese) e di una buona dose di graffiante ironia. Quindi uno spietato e gustoso ritratto di gruppo.

E per raccontarcelo (in tempo reale, 71’) l’autrice di “Orlando” si avvale di un cast di prim’ordine: dal grande Timothy Spall (Bill, il marito) all’ecclettica e bilingue Kristin Scott-Thomas (Janet), dall’inimitabile Patricia Clarkson (April) al sempre ottimo Bruno Ganz (Gottfried, il suo ‘disprezzato’ compagno); da Cillian Murphy (Tom, marito di una cara amica che, forse,  non arriverà mai) a Emily Mortimer (Jinny) e Cherry Jones (Martha), la coppia omosessuale in ‘dolce attesa’. E di una fotografia in bianco e nero che sottolinea contrasti e chiaro oscuri di personaggi e situazioni, firmata dal russo Alexey Rodionov (“Va’ e vedi”).

“The Party” – scrive la regista nelle note – “è una commedia che vira in tragedia, in cui una festa tra amici volge al peggio nell’arco di pochissimo tempo. Sotto pressione, in un ambiente circoscritto, tutto ciò che è nascosto emerge in superficie e la nostra casa, che consideravamo come un rifugio, può rapidamente trasformarsi in una prigione. Volevo che si ridesse ma sul filo del rasoio, osservando questo gruppetto di persone che fallisce nel disperato tentativo di mantenersi coerente con la linea di partito su cosa è moralmente giusto e politicamente di sinistra”.

Nelle sale italiane dall’8 febbraio distribuito da Academy Two

HANNO DETTO

“Un manuale di humour britannico” (My Movies)

“Irresistibile” (La Repubblica)

“La migliore commedia dell’anno” (Vogue)

“Scoppiettante” (Il Foglio)