“L’ora più buia”

Candidato a 6 premi Oscar (Film, Attore protagonista, Fotografia, Scenografia, Costumi, Trucco e acconciature), “L’ora più buia” (Darkest Hour) di Joe Wright (da “Espiazione” ad “Anna Karenina”) è ambientato nell’ora più buia (da titolo) dell’Inghilterra, durante la Seconda guerra mondiale. Infatti, è il momento cruciale della scelta – dopo le dimissioni forzate di Chamberlain -, da parte del Primo ministro britannico Winston Churchill (Gary Oldman, grande e irriconoscibile, già vincitore del Golden Globe), tra l’armistizio con la Germania nazista o l’intervento nel conflitto vero e proprio.

Di fronte all’avanzata dell’esercito tedesco e all’imminente invasione della Gran Bretagna, Churchill è chiamato a decidere tra la tutela del Paese in nome di una pace apparente e temporanea (voluta dai conservatori) e la difesa dei propri ideali di autonomia e libertà. Ma la sua battaglia non si svolge solo in Parlamento e per vie diplomatiche, ma ovunque, per le strade, in metropolitana, nei rifugi per ottenere il consenso degli elettori, di ogni cittadino, quelli che dovranno pagare il prezzo più alto.

Dal fronte di Dunkerque (vedi “Dunkirk” di Christopher Nolan, anch’esso 8 nomination), insieme ai soldati francesi, ai bombardamenti nazisti su Londra. Al fianco dell’uomo politico – diventato un’icona e salvatore della Patria, dell’Europa e del mondo -, dietro le quinte della Storia (ma non troppo), la moglie Clementine (la sempre brava Kristin Scott Thomas) e la giovane segretaria personale Elizabeth Nel (Lily James, già “Cenerentola” per Kenneth Branagh e in “Baby Driver”).

“L’ora più buia” è un film atipico perché non è proprio un biopic (affronta solo un periodo della vita, soprattutto pubblica, di Churchill), ma neanche il tipico film di guerra perché tutto ambientato in interni o quasi (il fronte è lontano, i bombardamenti ‘si sentono’), ma affronta quel buio momento storico e il dramma  dell’uomo che riuscì a ‘fermare’ Hitler, rifiutandosi di accettare i suoi ricatti, con la giusta retorica e sobrietà.

Nel cast anche Ben Mendelsohn (Re Giorgio VI), Stephen Dillane (Visconte Halifax), Nicholas Jones (Sir John Simon), Samuel West (Sir Anthony Eden), David Schofield (Clement Atlee) e Ronald Pickup (Neville Chamberlain, primo ministro uscente), non dimenticato protagonista dello sceneggiato “Verdi”(1982) e di tanti film e serie tivù, da “Mai dire mai” a “Downton Abbey”.

Nelle sale italiane dal 18 gennaio distribuito da Universal International Pictures Italia