“I Primitivi”

Un riuscitissimo lungometraggio d’animazione (i vecchi cari pupazzi di plastilina per intenderci) “I primitivi” firmato Nick Park, autore con Peter Lord e Steve Box rispettivamente del Premio Oscar “Wallace & Gromit – La maledizione del coniglio mannaro” (ma ha vinto altre 3 statuette con i corti precedenti), “Galline in fuga” e dei personaggi di “Vita da pecora”. E per finire questo “Early Man” (titolo originale), – prodotto dalla sua premiatissima Aardman – ci sono voluti sei anni di duro lavoro, ma ne è valsa la pena.

Un film d’animazione intelligente, ironico e gustosissimo che racconta una vicenda ambientata nella preistoria ma con tanti riferimenti all’attualità, soprattutto al mondo del calcio. All’alba dei tempi per il primitivo e giovane Dag, la vita è ‘perfetta’ insieme alla sua adorabile e bizzarra tribù. Ma l’Età della Pietra volge al termine e la tranquillità viene spazzata via dall’arrivo della prepotente Età del Bronzo, guidata dal perfido e avido Lord Nooth che confina l’intera comunità nelle desertiche e pericolose ‘badlands’, per sfruttare le le ricche miniere.

Però la guerra – voluta da Dag ma contro il parere del prudente e pigro anziano (32 anni!) Barbo – tra i due popoli si svolgerà in un ‘primitivo’ campo di calcio! Ovvero la sfida è “il mio regno per un pallone”. Infatti, “I primitivi” riusciranno a vincere la partita con l’aiuto di Ginna, una ragazzina ‘nemica’ che accetta di aiutarli perché, in quanto donna, i suoi concittadini non la fanno giocare (il calcio femminile è stato ufficializzato negli ultimi vent’anni). E tutti capiranno quanto sia importante il ‘gioco di squadra’ cioè che l’unione fa la forza, quello che è sempre più raro nel calcio, non solo.

Un cartone animato per tutti che usa le nuove tecnologie senza rinunciare alla tradizione, rendendo lo spettacolo più piacevole e meno ‘freddo’, e non privo di citazioni e omaggi, da “Fuga per la vittoria” di John Huston (1981) allo stesso “Galline in fuga”.

“E’ una storia dallo stile epico – ha detto Nick Park a cui in realtà il calcio non interessa – con un taglio preistorico. Parla di un omino che decide di salvare la sua tribù. Quando l’Età del Bronzo arriva nella sua valle, sottrae alla sua gente il suo territorio esiliando tutti nelle terre selvagge, Dag si batte per riprenderselo. Guardando i dipinti nelle caverne scopre che la sua tribù un tempo giocava a calcio, un gioco che è diventato quasi una religione per la gente dell’Età del Bronzo; così porta a casa un pallone e allena la sua tribù per battere il nemico”.

Per “I primitivi” sono stati creati 273 pupazzi, realizzati da 23 diversi artisti in 30 mesi di lavoro. Tra questi l’amico fedele di Dag, un ‘porcocane’, sorta di cinghialetto preistorico. Ogni singolo personaggio ha richiesto più di 10 settimane di lavoro, e la squadra dei modellatori ha realizzato un totale di 18 ‘Dag’, e di 8 pupazzi per ciascun membro della tribù dell’Età della Pietra. Il numero incredibile di 3.000 bocche intercambiabili è stato realizzato a mano per il film.

Le note voci italiane sono di Riccardo Scamarcio (Dag), nella versione originale il premio Oscar Eddie Redmayne;  Paola Cortellesi (Ginna), che ha detto: “ormai solo nei cartoni posso fingermi ragazzina”), Salvatore Esposito (Lord Nooth), al posto di Tom Hiddleston e reduce della serie “Gomorra”; Greg (Grullo), Chef Rubio (Gordo), all’anagrafe Gabriele Rubini, ex rugbista e ironico chef televisivo; e Corrado Guzzanti (il capo tribù Barbo) che sostituisce il pluripremiato Timothy Spall.

Nelle sale italiane dall’8 febbraio distribuito da Lucky Red in 350 copie