“Dancer” Sergei Polunin

Arriva nei cinema italiani da domani, il documentario “Dancer” di Steven Cantor (nomination agli News & Documentary Emmy Awards e vincitore all’Atlanta Film Festival con “What Remains”) che ricostruisce la vita e la carriera del bad boy della danza Sergei Polunin, considerato dal New York Times “il ballerino più dotato della sua generazione”. La pellicola, travolgente, emozionanti e a tratti commovente, segue attraverso interviste (dalla prima maestra, Galina Ivanovna, ai compagni di ballo nella prestigiosa accademia inglese e al suo ultimo tutor Igor Zelinsky) e materiale d’archivio la straordinaria storia dell’enfant prodige della danza internazionale divenuto a soli 19 anni il più giovane primo ballerino del Royal Ballet di Londra e considerato uno dei più geniali e controversi danzatori contemporanei.

‘Il James Dean, il Bad Boy della danza, il ballerino festaiolo’ come lo hanno ribattezzato i media inglesi in riferimento alla sua attrazione per gli eccessi autodistruttivi, emerge come un personaggio romantico e tormentato, che ha saputo rendere popolare il balletto classico grazie a un talento naturale, “aiutato” – quando ormai aveva deciso di ritirarsi – da un efficacissimo video virale, diretto da David LaChapelle, che lo vede esibirsi in una sua coreografia mozzafiato sulle note di “Take Me to Church” di Hozier.

Ribelle, iconoclasta, una vera e propria star, Sergei Polunin è uno dei tanti figli della povertà nell’Ucraina degli anni ‘90. Nel suo paese di origine “tutti erano poveri, nessuno aveva soldi. E quando tutti sono poveri, non senti le differenze”, diceva. Polunin è cresciuto in una famiglia che ha fatto grandi sacrifici per permettere a lui, giovanissimo e formidabile ballerino, di proseguire la sua formazione, con la speranza di un futuro migliore. Il padre si è spostato in Portogallo, la nonna in Grecia per trovare un lavoro che gli permettesse di frequentare la costosa Royal Ballet School. La madre è stata costretta a ritornare in patria per non restare a Londra illegalmente e mettere in pericolo la carriera del figlio. Infatti, la sua infanzia e la lontananza dalla famiglia sono i suoi rimpianti.

Il regista Cantor svela questa parte della vita di Polunin attraverso gli innumerevoli home-video girati dalla madre, risorsa rarissima nell’epoca pre-digitale. L’accesso a questi materiali permette di tracciare il percorso intimo e artistico del ballerino “troppo bravo per essere vero”, dalle prime piroette già all’età di otto anni (sulle note di “Caruso” di Dalla cantata da Pavarotti, la sua preferita) nella natia Kherson, al suo ingresso nella Royal Ballett Academy di Londra.

E poi gli scandali, i party, i tatuaggi, le droghe, gli abusi e, all’apice del successo, l’abbandono della prestigiosa accademia inglese per tornare in Russia dove ancora una volta deciderà di lasciare perché “odiavo che la danza fosse un obbligo”, ma ritornerà trionfante con una sua coreografia ‘libera’ sulle note trascinanti di “Take Me to Church” nel video di David LaChapelle (oltre 15 milioni di visualizzazione su youtube). Ultimamente ha intrapreso la carriera di attore con un piccolo ruolo in “Assassinio sull’Orient Express” (conte Rudolf Andrenyi, ma lo rivedremo in “The White Crow”, “Red Sparrow” e “Lo schiaccianoci e i quattro regni”.

Sergei Polunin, l’enfant terrible della danza mondiale, sarà l’ospite d’eccezione all’Anteo Palazzo del Cinema di Milano, il 7 febbraio, alle ore 21, per presentare il documentario in uscita nei cinema d’Italia dal 5 febbraio con Wanted Cinema. Polunin sarà inoltre, nel pomeriggio dello stesso giorno, presso il nuovo spazio Wanted Clan, in via Vannucci, per incontrare i fan.

Il documentario, al momento, è programmato a Milano nei cinema Anteo e Beltrade. E poi nei cinema Bellinzona di Bologna (8/02); al nuovo Eden di Brescia (05/02); al Boldini di Ferrara (07/02); al cinema del Carbone di Mantova (08/02); alla Sala Truffaut di Modena (02/02); al cinema Edison di Parma (5,6 e 7 febbraio); al Rosebud di Reggio Emilia (19/02); al Multisala Barberini, Cinema Farnese e Multisala Madison di Roma (dal 5 febbraio). A Firenze al cinema La compagnia.

Per informazioni http://wantedcinema.eu/