“Come diventare vivi” di Giuseppe Montesano, non solo per ‘lettori selvaggi’

Un libro, anzi un saggio/guida destinato ai ‘lettori selvaggi’ – non solo -, presenti e futuri, per ricordare che leggere significa acquistare conoscenza, stimolare la nostra mente attraverso la curiosità e la voglia di imparare, quindi conoscere il mondo, la storia e gli altri. Questo e altro è “Come diventare vivi – Un vademecum per lettori selvaggi” di Giuseppe Montesano (Bompiani).

Il tutto in un fantastico viaggio dagli albori della scrittura all’impero del digitale che ci trasforma – soprattutto se siamo in ininterrotta connessione – in una specie di zombi, senza più la fantasia di conoscere e di comunicare, riducendoci ad ‘analfabeti emotivi’, diversi ma simili agli ‘analfabeti funzionali’ prodotti, forse, dalla cattiva scuola o da una trascurata educazione, mentre il lettore ‘selvaggio’ è il lettore compulsivo che legge non solo romanzi. Infatti, non solo la letteratura ma tutte le arti fanno parte della esperienza di conoscenza e di una esperienza di vita. Mentre internet e i diversi social media ci sviano, ci allontanano dalla realtà, non stimolano l’immaginazione  e/o si sostituiscono ai libri e persino e giornali, e persino alle relazioni sociali, pubbliche e private.

Non è un caso se l’autore dedica il suo volume “ai miei alunni del liceo Cartesio, quei cari nativi digitali che quando ho parlato con entusiasmo di e-book hanno detto ‘sì, occhei, ma per me un libro deve essere di carta, che sono arrivati la mattina esaltati per ‘Il maestro e Margherita’, che hanno messo negli stereo degli automobili i preludi di Wagner, che hanno detto che Platone ‘è troppo grande’…”

Perché non solo i lettori selvaggi hanno la possibilità di leggere e di scoprire il mondo, basta avvicinarsi pian piano alla lettura ed evadere le giustificazioni tipo ‘non ho tempo’, ‘sono stanco’, e riflettere sul tempo che spesso, tranne quando lavoriamo, sprechiamo in ‘cose’ inutili. Inoltre da quando imperversano cellulari, headphone, tablet e via dicendo, il tempo di un percorso in bus, in metro o sul treno ci restiamo attaccati, anche senza un vero scopo.

Montesano analizza tutto questo, citando studi, inchieste, saggi e riflessioni recenti sul preponderante potere dei nuovi media, ma anche ci fa fare un percorso – scorrevole e godibilissimo – attraverso il pensiero e l’opera di scrittori, filosofi, artisti; dall’antico Egitto a Socrate, da Isaia a Baudelaire. E così scopriamo che bellezza, storia e amore sono i motivi che, attraverso i libri e l’arte, ci rendono vivi.

“La terra promessa dei lettori selvaggi – scrive – non è nel culto del futuro, e nemmeno nel culto del passato: è sul ponte oscillante gettato tra il passato e il futuro”, quello che ai giorni nostri si tenta spesso di scavalcare, anziché percorrere.

L’opera precedente di Giuseppe Montesano è, appunto, “Lettori selvaggi”, il suo viaggio attraverso la creatività umana “dalla preistoria a Bob Dylan” (Giunti, 2016), Premio Viareggio-Rèpaci. Collabora con il quotidiano “Il mattino”.