Parlano le voci italiane de “I Primitivi”, il nuovo cartone animato di Nick Park

Arriverà nelle sale italiane l’8 febbraio, il nuovo lungometraggio d’animazione (sulla base dei vecchi pupazzi di plastilina) da ‘solista’ di Nick Park, autore con Peter Lord e Steve Box rispettivamente di “Wallace & Gromit – La maledizione del coniglio mannaro” e “Galline in fuga”, che ora dopo sei anni di lavoro ha sfornato “I primitivi” (Early Man), prodotto dalla sua Aardman e distribuito da Lucky Red.

A presentare il film d’animazione a Roma è toccato alle voci italiane, tranne Riccardo Scamarcio (il protagonista Dag, in originale dal premio Oscar, Eddie Redmayne), bloccato a Parigi per impegni di lavoro e maltempo: Paola Cortellesi (Ginna), Salvatore Esposito (Lord Nooth), Greg (Grullo), Chef Rubio (Gordo) e Corrado Guzzanti (Barbo).

Un cartone intelligente e divertente che racconta una storia ambientata nella preistoria ma con tanti riferimenti all’attualità, soprattutto al mondo del calcio. Per il primitivo e giovane Dag la vita è perfetta insieme alla sua bizzarra tribù. Ma la tranquillità dell’Età della Pietra viene sconvolta dall’arrivo della potente Età del Bronzo, capeggiata dallo spietato Lord Nooth che confina l’intera comunità nelle badlands, per sfruttare le miniere di bronzo, appunto. Ma la sfida tra i due popoli si combatterà in un campo di… calcio! Ovvero il loro regno per un pallone.

“Il personaggio di Ginna è bellissimo – esordisce la Cortellesi – perché nell’evoluta Età del Bronzo non le fanno fare quello che le piace in quanto donna. Ma riuscirà a giocare a calcio con un cavernicolo e dando una mano a loro li farà scoprire quanto sia importante il gioco di squadra. Ringrazio che mi abbiano chiamato perché ormai solo col doppiaggio posso interpretare una ragazzina”.

“Il mio è un po’ reazionario – ribatte Guzzanti che sostituisce il pluripremiato Timothy Spall -, anzi tradizionalista e pigro, ama la sua tribù ma vuole che continui a vivere come prima. In realtà io sono un po’ di pietra ma mi avvicino di più allo stato minerale che a quello animale, infatti sono di pongo. In quel periodo i nuclei umani erano lontani e separati, tanto che molti progressi hanno messo millenni per arrivare dall’altra parte del mondo. Io mi identifico proprio con la saggezza dell’età, allora a 32 anni erano nella terza età. Barbo ha un aria paciosa, non vuole esplorare cose che si possono rivelare complesse, pericolose, complicate. Mentre nell’altra era c’è la crisi”.

 

 

“Abbiamo fatto una sorta di mix di dialetti e lingue, dall’altoatesino al giapponse – spiega il napoletano Esposito, ‘Genny’ della serie ‘Gomorra’ – per un personaggio che potrebbe essere un antenato dei vichinghi, ossessionato dal denaro, anzi dal bronzo, un cattivo a tutti gli effetti. Ma se loro non avessero avuto la curiosità di scoprire certe cose, come la ruota e simili, che sono alla base della civiltà moderna, forse non saremo a questo punto. Inoltre, credo sia molto importante il discorso dello sport che dovrebbe praticarsi a scuola anche da noi, come in quasi tutto il mondo”.

“Lo so io che ho simulato di masticare un pallone (nel film ndr.) con una mano in bocca – ribatte Rubio, ovvero Gabriele Rubini, ex giocatore di rugby e oggi personaggio tv -, i soldi riescono a rovinare tutto, se il rugby si sposta dalla parte dei soldi finirà come il calcio, perché tutto si ripete. Anche la fame ha un ruolo importante, dato che il mio personaggio si chiama ‘Gordo’ (in spagnolo ‘ciccione’ ndr.) perché c’è stata anche un’evoluzione gastronomica, e soprattutto in questo siamo rimasti primitivi, e l’animale esce fuori”.

“Avevo già doppiato sia personaggi in carne e ossa sia cartoni – precisa Greg -, il mio è un personaggio naturale, ingenuo, esposto e senza filtri, un personaggio genuino. Mentre il mio ‘primitivo’ viene fuori quando qualcuno si comporta male o esprime concetti non affini, tanto che gli darei una tortorata in testa, anzi un colpo di clava”. Anche lui come gli altri conferma che è la fame a far emergere il (nostro) lato primitivo.

Mentre Guzzanti afferma che i primitivi di oggi “sono quelli che trascurano le regole della civiltà, ad esempio a Roma non si usa più la freccia; quelli che mettono in discussione cose acquisite del vivere civile”.

Poi ognuno confessa qual è il loro cartone preferito che, varia a secondo della generazione a cui appartengo: Disney (“Taron e la pentola magica”) e da grande Tim Burton per Rubio; un po’ tutti giapponesi, (da “Candy Candy” a “Chobin”) e Disney (“La carica dei 101” e “Aladdin”) fino a “Shrek” per Cortellesi; sempre Disney (folgorato da “La carica dei 101” e “Gli Aristogatti”, tranne “La bella addormentata”) e i corti di Hanna & Barbera per Guzzanti; sempre anime giapponesi (da “Mazinga” a “Dragon Ball”) fino al poetico “Up”, per Esposito che dice “sono dell’86, quindi generazione anni ‘90”.