“Poesia senza fine”

Finalmente nelle sale – anche se in uscite evento e/o riprese a richiesta – il nuovo film “Poesia Senza fine” (Poesia sin Fin”, 2016) del maestro surrealista Alejandro Jodorowski che, come nel precedente “La danza della realtà” (2013), continua la sua visionaria autobiografia. Quindi, il film è ancora ambientato e girato nel paese di origine dell’autore, il Cile e in una Santiago magica e pericolosa, esotica e fantastica in cui pullulano fermenti artistici. Infatti, l’adolescente Alejandro – nonostante l’opposizione del padre-padrone, ebreo e comunista, severo e maschilista – scopre la sua vena poetica ed è costretto a lasciare la casa paterna.

A cavallo tra gli anni Quaranta e Cinquanta, il giovane Jodorowsky si libera dalle limitazioni imposte dalla famiglia, e, trascinato nel mondo artistico e culturale di Santiago del Cile, afferma la sua indipendenza e scopre la poesia.

Immerso nel mondo artistico e bohémien di un periodo pieno di contraddizioni sociali, politiche e culturali, fa la conoscenza dei poeti Enrique Lihn, Stella Díaz e Nicanor Parra (fratello della cantautrice Violeta, di “Gracias a la vida”), promesse della letteratura moderna sudamericana. Circondato da quest’universo di intellettuali e sperimentazione poetica, vivrà un periodo autentico, pervaso di sensualità e follia, libertà e creatività. Ma poi, alla vigilia dell’ascesa del generale Ibáñez, deciderà di lasciare Santiago per recarsi a Parigi in cerca di nuovi orizzonti perché si sente “morto fra i morti e ogni cammino è il suo cammino”.

 

Un affascinante viaggio, tra sogno e realtà, memoria e ricordo, vita e morte, riflessione e storia, in cui Jodorowsky afferma che una volta diventati anziani si impara a “staccarsi di tutto anche di se stessi, come una folgorante farfalla ”. Pieno di riferimenti e omaggi, tra cui “Les enfant du Paradis” di Marcel Carné e al Pierrot di Jean-Louis Barrault (1945). Nel film, presentato alla Quinzaine des Réalisateurs del Festival di Cannes 2016, al Festival di Locarno e premiato al San Francisco International Filmfest 2017, interpretano lo stesso Alejandro Jodorowsky (alter ego anziano di se stesso), i suoi figli Adan Jodorowsky (il regista da giovane e anche autore delle musiche), Brontis Jodorowsky (Jaime), che rivedremo in “Animali fantastici: I crimini di Grindelwald”; Axel Jodorowsky, Jeremìas Herskovits (Alejandro bambino), Leandro Taub (Enrique Lihn), Carlos Leay (angelo della morte), Pamela Flores (Sara / Stella Diaz) e Bastian Bodenhofer (generale Carlos Ibáñez del Campo). Una co-produzione Cile, Francia e Gran Bretagna.

Al cinema Farnese di Roma il 21 gennaio ore 22.30 e il 22 gennaio ore 18.20 e 22.30, e dal 25 al 31 gennaio alle ore 22.30, distribuito da Mescalito Film