Al 75° Golden Globe vincono le attrici: l’inimitabile Frances McDormand e la giovane Saoirse Ronan

‘The Women in Black’ trionfano alla cerimonia dei 75° Golden Globe e sbaragliano (quasi) tutte le previsioni, facendo scricchiolare il maschilismo hollywoodiano. Tutte in abito nero, attrici, sceneggiatrici e registe si sono presentate alla cerimonia di premiazione in segno di protesta contro le continue molestie sessuali nella mecca del cinema (e della televisione).  E se il Miglior film drammatico: “Tre manifesti a Ebbing, Missouri” è diretto dal maschio Martin McDonagh (nelle sale italiane dal 18 gennaio) – un bellissimo film diretto da un ottimo regista – ha vinto anche perché la protagonista è una donna combattiva e per niente rassegnata, interpretata da una sempre intensa Frances McDormand che, non a caso, si è aggiudicata il premio per la miglior attrice protagonista in un film drammatico.

E le colleghe nominate, comunque, non riuscivano a uguagliarla: Jessica Chastain per “Molly’s Game”, Sally Hawkins per “The Shape of Water”, Michelle Williams per “Tutti i soldi del mondo. “Tre Manifesti”  ha vinto anche il premio per la Miglior Sceneggiatura dello stesso regista e per il Miglior attore non protagonista: Sam Rockwell, un bravissimo attore tornato alla ribalta proprio con questo film. Gli altri nominati erano Willem Dafoe (“The Florida Project”), Armie Hammer per (“Chiamami col tuo nome”), Richard Jenkins (“The Shape of Water”) e il grande Christopher Plummer (“Tutti i soldi del mondo”).

Sconfitto del tutto, quindi, “Chiamami col tuo nome” del nostro Luca Guadagnino che su 5 nomination non ha preso nemmeno un riconoscimento, così come “Dunkirk” di Christopher Nolan.

Il Golden Globe per il Miglior film commedia o musicale è andato all’indipendente
“Lady Bird”, opera seconda (la prima, “Nights and Weekends”, era co-diretta da Joe Swanberg)  dell’attrice, sceneggiatrice e regista Greta Gerwig, a cui è andato anche il premio per la Miglior attrice in commedia o musicale: Saoirse Ronan (da “Espiazione” a “Brooklyn”), che ha trionfato su Emma Stone per “La battaglia dei sessi”, Margot Robbie per “I, Tonya”, Helen Mirren per “Ella & John” di Paolo Virzì e le già pluripremiate Meryl Streep per “The Post” e Judi Dench per “Victoria & Abdul”.  Gli altri film candidati erano: “The Disaster Artist”, il thriller-horror sui toni della commedia “Scappa – Get Out”,  il musical “The Greatest Showman” e “I, Tonya”, passato al Festival di Roma. Ma “Lady Bird” non era tra le nomination per la Miglior regia. E, per quanto riguarda l’Oscar, è stata Kathryn Bigelow la prima a vincerlo per la regia di “The Hurt Locker” (2008), mentre ai Golden Globe è stata soltanto candidata.

Infatti, il Miglior regista è Guillermo Del Toro per “The Shape of Water”, che concorreva anche come Miglior film drammatico, e ha sconfitto altri suoi colleghi ‘maschi’, ovvero il Martin McDonagh di “Tre manifesti a Ebbing, Missouri”, Christopher Nolan per “Dunkirk”, Ridley Scott per “Tutti i soldi del mondo” e Steven Spielberg per “The Post”. Infatti, ha fatto notare Barbra Streisand che è di trent’anni fa, nel 1984, quando vinse come regista per “Yentl”, che le nomination per la Miglior regia sono sempre dominate dai maschi.

Il Miglior attore in un film drammatico è l’irriconoscibile Gary Oldman/Churchill de “L’ora più buia”, vincitore contro il Timothée Chalamet di “Chiamami col tuo nome”, il redivivo Daniel Day Lewis de “Il filo nascosto”, Tom Hanks per “The Post” e Denzel Washington per “Roman J Israel, Esq.”

Mentre il Miglior attore in un film commedia o musicale è risultato James Franco per “The Disaster Artist”, sullo Steve Carell di “La battaglia dei sessi”, la rivelazione Ansel Elgort di “Baby Driver”, lo scatenato Hugh Jackman di “The Greatest Showman” e l’eclettico Daniel Kaluuya di “Scappa – Get Out”.

Miglior attrice non protagonista nella stessa categoria: Allison Janney per “I, Tonya” che, comunque, non è all’altezza della protagonista Margot Robbie. Le sue ‘rivali’ erano Mary J. Blige per “Mudbound”, Hong Chau per “Downsizing”, Laurie Metcalf  per “Lady Bird”, e Octavia Spencer per “The Shape of Water”.

A sorpresa il Golden Globe per il Miglior film straniero al turco “Oltre la notte” di Fatih Akin  – su terrorismo e giustizia con protagonista una donna – che ha vinto sul cileno “Una donna fantastica” di Sebastian Lelio, “Per primo hanno ucciso mio padre” di Angelina Jolie e soprattutto sul russo “Loveless” e sullo scandinavo (Svezia, Danimarca, Germania) “The Square” di Ruben Ostlund, Palma d’Oro a Cannes.

Scontato il Golden Globe per il Miglior film d’animazione all’irresistibile “Coco” che ha sbaragliato la concorrenza: “Baby Boss”, “The Breadwinner”, “Ferdinand” e “Loving Vincent”. Miglior colonna sonora ad Alexander Desplat per “The Shape of Water”. La Miglior canzone è ‘This is Me’, unico riconoscimento al musical “The Greatest Showman”.

Il Premio alla Carriera Cecil B. De Mille a Oprah Winfrey che, per l’occasione, ha annunciato la sua candidatura alla presidenza per il prossimo mandato, mentre per quanto riguarda il piccolo schermo, le serie vincitrici hanno al centro della storia  delle donne: “The Handmaid’s Tale” e la protagonista Elisabeth Moss; la miniserie “Big Little Lies”, Nicole Kidman e Laura Dern (non protagonista); per la commedia “The Marvelous Mrs. Maisel”, l’attrice Rachel Brosnahan. I maschi di turno: Ewan McGregor (“Fargo”), Aziz Ansari (“Master of  None”, commedia), Sterling K. Brown (“This is Us”, drammatico) e Alexander Skargard (“Big Little Lies”).