“Napoli velata”

Ferzan Ozpetek torna con un suggestivo e coinvolgente thriller dei sentimenti ambientato in una Napoli inedita, quella dei misteri e della magia, della sensualità e dell’arte, dell’ambiguità e della passione. Una “Napoli velata” che attira e respinge, ancestrale e contemporanea, accogliente e minacciosa. Quella in cui, una sera a una festa, Adriana (una sorprendente Giovanna Mezzogiorno, 15 anni dopo “La finestra di fronte”) incrocia gli sguardi seducenti e provocatori del giovane Andrea (Alessandro Borghi), attraente e sicuro di sé, mentre sullo sfondo – dietro un velo – si celebra la ‘figliata’.

Lei non riesce a sottrarsi a quello invito sensuale e i due trascorrono la notte insieme, una focosa notte di passione e sesso. La loro relazione non è ancora definita: avventura di una notte, infatuazione o amore? I due, comunque si danno appuntamento per il giorno dopo, e in lei sembra crescere rapidamente un sentimento più forte, forse un grande amore che potrebbe cambiarle la vita. Ma la situazione precipita quando Andrea non si presenta all’appuntamento e lei, medico legale, viene coinvolta in un delitto dai contorni inquietanti. Adriana finisce nell’incertezza e, involontariamente, è costretta a percorrere la più segreta zona d’ombra della propria personalità.

Nonostante non si tratti di un film di genere, è meglio non ‘svelare’ altro, visto che non solo la città è velata, ma anche i suoi protagonisti.

“Racconto i segreti di una città che conosce oro e polvere – ha dichiarato Ozpetek alla presentazione -, una città pagana e sacra al tempo stesso. E dentro la cornice del thriller scoppia una potente storia d’amore”.

Infatti, tra ragione e follia, magia e sensualità, un mistero avvolge l’esistenza di Adriana preceduta dall’ipnotica visione della tromba delle scale, scenario del delitto passionale del prologo.

“Durante il mio soggiorno a Napoli – confessa Ozpetek, anche sceneggiatore con il fedele Gianni Romoli e Valia Santella -, alcuni anni fa per curare la regia de ‘La Traviata’ al San Carlo, mi è capitato di assistere alla ‘figliata’. E’ un rito arcaico legato profondamente alla cultura napoletana dei ‘femminielli’ e che mette in scena il parto maschile. Mi aveva molto colpito il fatto che tra gli spettatori e gli ‘attori’ venisse steso un telo semi trasparente perché doveva essere soltanto intravisto, perché la verità va più sentita che guardata direttamente nuda e cruda negli occhi. Così come la scultura marmorea del ‘Cristo velato’ il velo, proprio coprendole, rivela ancora meglio le forme del volto. Il velo non occulta ma svela. Questo inno all’ambiguità mi sembrava una sintesi perfetta di una città in cui convivono, quasi in perfetto amalgama, religione e scienza, paganesimo e cristianesimo, superstizione e razionalità”.

E così il pluripremiato regista di origine turca, dopo la Roma di tanti suoi film, la sua Istanbul della precedente opera, e la Lecce delle sue commedie (“Mine vaganti e “Allacciate le cinture”), ‘scopre’ una Napoli millenaria dove tutto si fonde e si confonde, tanto la protagonista quanto lo spettatore, attratto da un enigma – fra realtà e incubo – che forse non lo è, o risiede solo nella nostra mente, quella che spesso vela ma non sempre svela i nostri segreti più oscuri.

“Napoli ha sempre un doppio fondo – ha detto la Mezzogiorno -, non è mai solo quello che vedi. Adriana è un donna integerrima, normale, professionista che viene rapita da una notte d’amore. E’ stata un’esperienza molto profonda e commovente, perché c’è più lavoro umano di altri film, ed è stato emozionante lavorare ancora insieme a Ozpetek”.

Nel cast anche Anna Bonaiuto (Adele), Peppe Barra (Pasquale), Biagio Forestieri (Antonio), Luisa Ranieri (Catena), Maria Pia Calzone (Rosaria, l’ispettore), Carmine Recano (Domenico), le irriconoscibili Lina Sastri (Ludovica) e Isabella Ferrari (Valeria), amiche o streghe?; Angela Pagano (custode), Maria Luisa Santella (Donna Assunta), Loredana Cannata (Liliana).

La fotografia è firmata Gian Filippo Corticelli che ricrea la giusta atmosfera e la bellezza di luoghi e ambienti, mentre il montaggio è di Leonardo Alberto Moschetta, e le musiche originali di Pasquale Catalano. Canzoni e brani, funzionali alla storia: “Vasame” di Enzo Gragnaniello cantata da Arisa, “Senza Voce” di Gragnaniello cantata da Pietra Montecorvino, “Ritmo Terra e Cuore” di Stanislao Roggiero eseguita da Stany Roggiero e i Bottari della cantica popolare di Macerata Campania, “Tanos” di Lino Cannavacciuolo, “Ghir Enta” di S. Bendjael cantata da Souad Massi, “Sexy Rouge” di Pierre Terrasse.

Nelle sale italiane dal 28 dicembre distribuito da Warner Bros. Entertainment Italia