Il ‘Cinepanettone’ compie 35 anni e celebra con una compilation e un libro “Super Vacanze di Natale”

Sono passati ormai circa 35 anni dalla genesi e dalla regolare produzione annuale di ‘cinepanettoni’, quel cinema popolare che prese l’eredità dalle commedie vacanziere di una volta o quelle a episodi (il vero maestro del genere è stato Steno che però aveva sempre un tocco elegante e quasi mai volgare), in coppia e non, di un regista o più, che venivano lanciate proprio nel periodo delle feste. Ma anche della ‘cosiddetta ‘commediaccia’ anni Settanta che puntava tutto o quasi su una ‘volgarità’ quasi tutta di battute – riferimenti e rimandi – o scenette a sfondo sessuale, dove la donna era ovviamente ‘oggetto’. E non bisogna dimenticare che anche la commedia hollywoodiana, negli anni Novanta, ha fatto un salto di ‘volgarità’ anziché di qualità, a partire da “Tutti pazzi per Mary” e dalla serie “American Pie”. Questione di gusti, direte, ma anche e soprattutto d’incassi.

La lungimiranza del produttore Aurelio De Laurentiis (e del figlio Luigi) e dei fratelli Vanzina (sceneggiatori e registi dei capostipite) è stata un confezione di lusso, in località esotiche in giro per il mondo – da Miami a Las Vegas, dall’India al Brasile, da Londra ad Amsterdam per fare qualche esempio -, la presenza di top model internazionali e guest star come Albertone e Stefania Sandrelli,. Ma è stata soprattutto la coppia Christian De Sica-Massimo Boldi, formatasi nel secondo film, a trainare un pubblico che, probabilmente, andava al cinema in una o due occasioni all’anno: Pasqua e soprattutto Natale e dintorni. Quindi, la ‘commediaccia’ era passata dalla serie B alla serie A con strepitoso successo.

Amato e odiato con la stessa intensità da critica e pubblico, sopravvalutato, sottovalutato e rivalutato, i De Laurentiis sono arrivati a produrre una vera saga sui toni della commedia. Ora, dopo la crisi provocata dallo scioglimento della coppia protagonista, del cambio generazionale nel grande pubblico (quello dei primi film ha ormai superato gli anta, i giovani preferiscono le nuove tecnologie alla sala) e dal tentativo di cambiamento con l’approdo, negli ultimi anni, della coppia Lillo & Greg, i produttori Luigi e Aurelio De Laurentiis hanno deciso di prendersi una pausa di riflessione e, intanto, hanno pensato ad una sorta di ‘compilation’, ovvero un film di montaggio e hanno affidato la regia a Paolo Ruffini, appassionato della saga, noto ed esperto cinefilo, che li definisce “Hard Pop”.

“L’idea è di mio figlio – esordisce Aurelio De Laurentiis alla presentazione romana -, di prendersi una pausa in occasione dei 35 anni e di celebrarlo ma non girarlo. Paolo è un outsider, un appassionato che non abbiamo dovuto imprigionare per fargli visionare km e km di film, a cui ha sacrificato qualcosa come 1.100 ore. Ma non si tratta di clip messi insieme, ma di un nuovo montaggio, in capitoli ideali, per vedere che in un altro contenitore trovano nuova vita”.

E sul pubblico ricorda: “Lo spettatore si sganasciava pensando che l’oggetto delle burle fosse quello seduto accanto a lui. E per lungo questo è stato il mio divertimento preferito”.

“Per celebrarla abbiamo scelto uno della new generation – ribatte il figlio Luigi -, Paolo è un conoscitore della saga, anche delle battute ormai entrate nel parlato d’intere generazioni; abbiamo lavorato per sei mesi insieme, visto 80 e passa ore di film. E il risultato dovrebbe riuscire a coinvolgere tutti con 85’ di risate, perché almeno noi continuiamo a ridere”.

 

“Il mondo dei film di Natale è più bello – chiosa Ruffini -, la parolaccia non è mai offensiva, la leggerezza vince sempre, oggi non è più riproducibile, perché bisogna adeguarsi ad un certo tipo di linguaggio, tanto che i colleghi hanno paura dei commenti su Facebook. Quelli erano film di una scorrettezza meravigliosa, anche il pubblico era più leggero con un cinema popolare che ho amato veramente. Vorrei ringraziare tutti e in particolare Pietro Morana (il montatore ndr.) perché abbiamo lavorato cento ore insieme, ci siamo devastati ma eravamo contenti perché abbiamo fatto qualcosa di storico, su temi, personaggi e attori mitici”.

“Man mano i tempi sono cambiati – prosegue -, si parla di un certo Donald Trump, di Berlusconi (anche di Craxi, Cossiga… ndr.), di un’Italia che non cambierà mai. In 33 film visionati non c’è una goccia di sangue, e mi chiedo cosa sia volgare e cosa non lo è. Massimo Boldi si è mostrato nudo almeno 8 volte (su una di De Sica ndr.), ma sfido chiunque a dire che è volgare, credo sia buffo, un bambino lo scambierebbe col Gatto Silvestro. Boldi-De Sica credo siano una coppia unica al mondo perché nessuno dei due è spalla dell’altro, anzi sono due comici protagonisti. Boldi più fisico, De Sica più di situazioni. E’ incredibile come questi film, dai Vanzina a Parenti, esempio di evasione siano stati oggetto di polemiche e discussioni. Comunque, hanno reso la mia vita più bella, così per me è stato come se mi avessero dato la chiave per aprire uno scrigno. Un’operazione di recupero, un duro montaggio e su tutto vince il film; non ho messo le scene che preferivo perché ad un certo punto il film si scrive da solo, fino al finale conviviale che vi prego di non svelare. Volevamo creare un film a sé, ma è proprio il ritmo del film a vincere, dentro ci sono risate, anche una certa nostalgia, ma secondo me prevale l’elemento epico. Credo che la scena di Boldi seduto sul water che scende su una pista di sci sia mitica”.

Una saga dall’incasso complessivo pari a 400milioni di euro, oltre 200 attori tra protagonisti e personaggi secondari (dai giovanissimi Claudio Amendola e Micaela Ramazzotti a Nino Frassica e Ornella Muti), più di 50 volti internazionali, circa 30 cameo e partecipazioni, da Leslie Nielsen a Bo Derek, da Luke Perry a Cindy Crawford; circa 50 location nazionali e internazionali, colonne sonore e brani musicali importanti quasi (o più) del cast, da Rod Stewart ai Queen, da Whitney Houston a Prince, da Vasco Rossi a Venditti, da Lucio Dalla a Edoardo De Crescenzo, da Bob Sinclair ad Annie Lennox, da Bob Marley a Lionel Ritchie, da George Michael ai Beach Boys.

Quindi, una compilation in cui “sono contenute le sequenze più memorabili, gli sketch più divertenti, le gag più esilaranti delle pellicole natalizie che Filmauro ha prodotto negli ultimi 35 anni”, parola di Ruffini.  Secondo noi – che non avevamo visto tutti – la migliore sequenza è quella del duetto Christian De Sica-Nadia Rinaldi (Anni ‘90) che si parlano al cellulare (i primi, quelli più grandi dei telecomandi) e si scontrano letteralmente nel traffico romano, in un ‘romanacio’ verace.

Per l’occasione esce in libreria e in edicola (allegato al Corriere della Sera, Oggi e Gazzetta dello Sport) “Super Vacanze di Natale – Il libro” (Mondadori Electa). Arricchito di foto di scena, locandine, immagini di backstage, testimonianze inediti. 35 anni di storia italiana raccontati attraverso le interviste ai protagonisti della serie che raccontano aneddoti e i retroscena più appetitosi. Non mancano i contributi di grandi professionisti e di giornalisti e critici cinematografici.

Nelle sale italiane dal 14 dicembre distribuito da Filmauro