Arriva a Natale il musical voluto da Hugh Jackman “The Greatest Showman”: “Un inno alla diversità”

Arriva proprio a Natale – nelle sale italiane dal 25 dicembre – il nuovo film con Hugh Jackman e da lui ardentemente voluto, “The Greatest Showman”, diretto dall’esordiente Michael Gracey – da un soggetto di Jenny Bicks, sceneggiato con Bill Condon – che narra in musical la storia del grande P.T. Barnum. Il regista e gli sceneggiatori sono giovani di talento alla prese per la prima volta con un lungometraggio di queste dimensioni, mentre le musiche sono dei premi Oscar Justin Paul e Benji Pasek, John Debney e Joseph Trapanese.

“Qualche anno fa avevo fatto uno spot con Hugh – esordisce il regista in videoconferenza Skype da Londra alla Casa del Cinema di Roma – ed era rimasto molto contento, così durante il party di chiusura mi disse ‘dobbiamo fare un film insieme’. Tutti dicono così, ma lui è stato sincero e tempo dopo mi ha mandato la sceneggiatura, è stata una prima scelta, anzi l’unica. A quel punto abbiamo sistemato il copione con Bicks e Condon, ma un musical tipo ‘Moulin Rouge’ richiede tantissimo tempo,  e le musiche dovevano essere originali, infatti ci abbiamo messo quasi tre anni”.

“E’ importante notare – ribatte Jackman – che per Barnum, nato in povertà, non si tratta di successo e neanche solo di un sogno, ma di una necessità di sopravvivenza, del coraggio di un combattente che non accettava un ‘no’, un uomo con lo spirito dell’azzardo che ha cambiato per sempre l’intrattenimento. E’ tipico, tutti noi cerchiamo di raggiungere un equilibrio fra lavoro e famiglia (il maggior ostacolo ndr.), ma è difficile trovarlo. Io ho la fortuna di avere una moglie fantastica da prima di tutto questo, della celebrità, che mi ama veramente e se lavoro troppo mi dice ‘è ora che torni qui’.”

“Sono affascinato dal personaggio – prosegue -, è dirompente, determinato. Un uomo che vuole arrivare dove pensa e lo fa alla grande. Sempre ottimista, duro, con dei difetti, una profonda rabbia contro il mondo, e poi amato per il suo successo. Diceva ‘sono più interessato a vincere che al premio’ e poi ‘ho  avuto le peggiori recensioni e le ho fatto ristampare perché la cattiva pubblicità funziona sempre’.”

“C’è un chiaro riferimento a ‘Freaks’ di Tod Browning – ammette il regista -, ma ormai si ha smesso di chiamarli così, e non volevo stigmatizzarli, volevo mostrare cosa significa essere diverso, ho cercato di umanizzare persone diverse”.

“Percorre tutta la mitologia degli ‘X-Men’ – precisa Jackman -, nell’Ottocento venivano chiusi nelle cantine, oppure nascosti in una stanza, dalle stesse famiglie; erano considerati maledetti da Dio, oppure vittime di uno sfruttamento incredibile, in una sorta di schiavitù. Invece, Barnum li ha portato alla luce del sole e sono diventati addirittura ricchissimi. Ho amato il film anche per questo, è una sorta d’inno alla diversità. E’, infatti, il cuore di tutto, e quando ho ascoltato per la prima volta ‘This is Me’ (il tema del film ndr.) mi sono commosso fino alle lacrime. E poi ho figli adolescenti e non c’è teen-ager al mondo che non si senta un po’ ‘freak’ e cerchi di conformarsi a un modello sociale. Il film racconta che non bisogna consumare energie nel cercare di conformarsi ma per essere se stessi, fieri di quello che si è”.

“Il mio personaggio – afferma Zac Efron – aveva tutto quello che si può desiderare e il suo sogno era fare soldi, aveva la fama ma era infelice, comunque solo, quando incontra Barnum e poi Kitty/Anne, capisce che la vita è molto di più. Trova l’amore proprio il primo giorno, quando arriva al ‘museo’ (non ancora diventato ‘circo’ ndr.), un rapporto tabù all’epoca (interrazziale ndr.), mi sono identificato col diverso e con Phillip, un amore di cui ancora oggi si sente parlare. Però insieme sono più forti, in una costante battaglia tra mente e cuore”.

“Questo film affronta una serie di temi – aggiunge Jackman -, la nascita dell’America moderna, l’invenzione, l’accettazione della diversità. Rende omaggio a chi siamo, alla voglia di essere così, il fatto di far vivere quelle persone credo tocchi chiunque, e sia la parte più potente del film, perché nonostante sia ambientato nell’Ottocento, è moderno, attuale”.

“Amo il musical – riprende Efron -, ne sono cresciuto, c’è qualcosa nel rappresentare questo personaggio che fa parte del mio sangue, e c’erano una serie di sfide nuove che mi hanno divertito”.

“L’amore proibito che prova – dichiara Zendaya -, è la cosa che più mi ha colpito del mio personaggio, è una che cerca di restare viva in un mondo che sceglie chi devi amare o meno. Un tema importantissimo anche oggi. Io sono nata da una coppia interrazziale e quindi so bene che il tuo cuore deve essere sempre più forte di tutto e di tutti”.

Nel cast anche Michelle Williams (la moglie Charity Barnum), Rebecca Ferguson (Jenny Lind), Paul Sparks (James Gordon Bennett), Keala Settle (la donna barbuta), Sam Humphrey (Charles Stratton, il ‘nano’), Austyn Johnson (Caroline Barnum) e Cameron Seely (Helen Barnum), le figlie.