Loveless

Dall’autore dei capolavori “Il ritorno” (opera prima, Leone d’Oro a Venezia) e “Leviathan” (Miglior sceneggiatura a Cannes, Golden Globe e nomination all’Oscar), Andrey Zvyagintsev, un altro film importante, sconvolgente, inquietante e spietato sulla famiglia del terzo millennio. Premio della Giuria all’ultimo festival di Cannes, Premio EFA per fotografia e musiche originali, e candidato dalla Russia agli Oscar, “Loveless” narra in modo sobrio, apparentemente freddo, anzi agghiacciante, la disgregazione familiare e la mancanza di sentimenti nella società contemporanea, quindi non solo in Russia. Egoismo e ambizione, ambiguità e dubbio, pessimismo e speranza, indifferenza e sacrificio.

Sceneggiato dal regista con Oleg Negin, racconta la misteriosa scomparsa di un ragazzo e le estenuanti ricerche da parte del coordinatore dei volontari (Aleksey Fateev) che perlustra il paese e l’intera zona per cercarlo, senza ricompensa, come fosse l’unico scopo della sua vita.

“Uno scopo – dice il regista – che dà senso ad ogni sua azione. Questo è l’unico modo per combattere la brutalità e il caos del mondo”.

Zhenya (Maryana Spivak) e Boris (Aleksey Rozin) hanno deciso di divorziare, ma non in modo pacifico, dato che la coppia è carica di rancori, risentimenti e recriminazioni. Entrambi hanno già un nuovo compagno con cui iniziare una nuova fase della loro vita. C’è però un ‘ostacolo’ difficile da superare: il futuro di Alyosha (Matvey Novikov), il loro figlio dodicenne, che nessuno dei due, apparentemente, ha mai amato davvero. Il ragazzino un giorno scompare senza lasciare traccia…

“Mi piacerebbe riuscire a tracciare – scrive il regista nelle note – delle linee di collegamento tra ‘Loveless’ e il film di Ingmar Bergman ‘Scene da un matrimonio’, trasposto in un’epoca diversa e recitato da altri personaggi: cittadini contemporanei, privi di qualsiasi forma di autocoscienza o dubbio, una coppia della classe media della Russia di oggi”.

E questo suo nuovo film è già un grande passo, visto che Zvyagintsev riesce a trasmettere allo spettatore, attraverso uno stile apparentemente sobrio e grigio, emozioni e sentimenti (universali), angoscia e poesia. Il tutto anche grazie a un ottimo gruppo di attori, e al già premiato direttore della fotografia Mikhail Krichman. Le musiche originali sono di Evgueni & Sacha Galperin. Una coproduzione fra Russia, Francia, Belgio e Germania.

Nelle sale italiane dal 6 dicembre distribuito da Academy Two