“C’est la vie – Prendila come viene”

Ne avevamo già parlato in occasione della Festa del Cinema di Roma, dove era stato presentata in anteprima italiana, ma non potevamo che riparlarci in occasione dell’uscita in sala perché la nuova commedia del duo Eric Toledano & Olivier Nakache – già autori del campione d’incassi  “Quasi amici”-, “C’est la vie! – Prendila come viene”, con un superlativo Jean-Pierre Bacri (che, visto che è anche sceneggiatore, ha collaborato con i due autori), dimostra che l’eredità della ‘commedia all’italiana’ ce la sta portando via il cinema francese.

Una commedia corale su una squadra di catering, guidata dal piccolo imprenditore Max Angéli (un superbo Bacri), alle prese con un matrimonio che deve essere ‘perfetto’, cioè sofisticato e gradevole come pretende l’eccentrico sposo, da ogni punto di vista. Gli spettatori avanti con l’età, ricorderanno che le feste di matrimonio sono uno spunto già utilizzato – non solo – da Robert Altman per “Un matrimonio”, solo che Toledano & Nakache, affrontano il dietro le quinte e offrono il punto di vista soprattutto di quelli che ci lavorano perché tutto funzioni a meraviglia – e visto che i tempi son cambiati -, non sono tutti esperti e/o specialisti, anzi. Infatti, c’è chi è costretto (da professore disoccupato) a improvvisarsi cameriere, chi pretende di fare un servizio fotografico vecchio stile combattendo telefonini e headphone, chi non ha mestiere però ha bisogno di lavorare, chi lavora in nero per forza, chi è immigrato e via dicendo.

Una gustosissima commedia – film di chiusura al Toronto International Film Festival e, in concorso, a San Sebastian – attuale e corrosiva i cui riferimenti – secondo Toledano stesso – sono la commedia all’italiana degli anni d’oro e l’episodio finale dell’argentino “Storie pazzesche”, Toledano, tanto che l’autore ha confessato che già per “Quasi amici”, oltre la storia vera, si erano ispirati a “Profumo di donna” di Dino Risi. Quindi si ride e parecchio, grazie a un cast che offre il meglio del cinema e del teatro francese, anche in piccoli ruoli. Sullo sfondo (la ‘festa’ è in un magnifico castello nei pressi di Parigi) disoccupazione, crisi economica, sentimentale e dei ‘mestieri’.

Dal primo pomeriggio fino all’alba, seguiremo tutte le fasi dell’organizzazione della festa (il titolo originale è “Le sens de la fete”) di Pierre (Benjamin Levernhe) ed Elena (Judith Chemla), in oltre dodici ore una lunga serie di equivoci e abiti settecenteschi (come il castello), sorprese e colpi di scena, fino ad un finale in armonia (dopo la catastrofe o quasi) grazie alla magia della musica che non ha bisogno di linguaggi né di classi per accomunare tutti.

“Questo film – è sempre Toledano a parlare – è stato innanzitutto concepito nel 2015 quando Olivier e io ci sentivamo un po’ tristi: sentivamo la necessità di lavorare su qualcosa di più festoso. L’idea era quella di ridere, di divertirsi, descrivendo i difetti della società in cui viviamo. E quel desiderio è nato contemporaneamente all’idea di proporre il ruolo principale a Jean-Pierre Bacri…”

Vuol dire che a noi e al pubblico conviene che la coppia di autori, almeno ogni tanto, si senta triste visto l’esilarante risultato. Nel cast Gilles Lellouche (James), Jean-Paul Rouve (Guy), Vincent Macaigne (Julien), Alban Ivanov (Samy), Eye Haidara (Adèle), Suzanne Clément (Josiane), Hélène Vincent (la madre di Pierre), William Lebghil (Seb) e Kévin Azais (Patrice).

Nelle sale italiane dal 30 novembre distribuito da Videa

HANNO DETTO:

“Tirano fuori dal cilindro un altro trucco magico con una ventata di buon umore” (Screen International)

“Una commedia spassosa, divertente e piacevole” (Hollywood Reporter)