Un piacevole thriller/horror sul filo dell’ironia: “Auguri per la tua morte” di Christopher Landon

Chi l’ha detto che gli horror sono tutti uguali e spesso banalità e scopiazzature? E’ vero che una volta le idee, come del resto in tutti i generi, mancavano e la fantasia pure, ma da qualche anno – soprattutto grazie al produttore Jason Blum con la sua Blumhouse – qualcosa è cambiato in meglio, tanto da dimostrare che basso costo non significa più bassa qualità e assenza di creatività. Basti ricordare la trilogia “La notte del giudizio” e “Scappa – Get Out”, oppure “Paranormal Activity”, da cui proviene il regista Christopher Landon (“Manuale Scout per l’apocalisse zombie”), sceneggiatore di tre sequel e poi passato dietro la macchina da presa proprio col quarto capitolo, “Il segnato”.

Ora firma il ‘piacevole’ “Auguri per la tua morte” (Happy Death Day), thriller-horror sceneggiato da Scott Lobdell, dove lo spunto (e una citazione omaggio) viene da “Ricomincio da capo” di Harold Ramis con Bill Murray. Infatti, alla protagonista, Tree Gelbman (la rivelazione Jessica Rothe), capita – dopo una sbornia colossale – di risvegliarsi da un terribile incubo in cui viene uccisa da un misterioso killer psicopatico mascherato (la maschera da bebè paffutello diventerà presto cult), nella camera dello studente del college, Carter Davis (Israel Broussard), che nemmeno ricorda di aver mai conosciuto.

Non ci sarebbe niente di strano se non fosse che è proprio il giorno del suo compleanno e, finita la giornata, ne inizia un’altra praticamente identica e si conclude sempre con la sua morte a pugnalate. Alla terza volta – la data è sempre quella del suo compleanno – Tree è decisa a identificare il suo assassino e così mettere fine a quella orribile e ripetitiva catena di eventi che preannunciano la sua morte violenta. Ma nessuno gli crede tranne Carter… Il resto è tutto da scoprire, sul filo dell’ironia e sui toni della teen comedy anni ’80 di cui Landon (figlio dell’attore Michael di “Bonanza”) sarà stato allora appassionato, anche se la conclusione – nel rispetto dei canoni del genere – può sembrare, in parte, prevedibile. Però il ritmo è vivace (senza tempi ‘morti’), gli attori funzionano nei ruoli giusti e la durata è standard (96’).

Nel cast Ruby Modine (Lori Spengler), Charles Aitken (Gregory Butler), Laura Clifton (Stephanie Butler), Jason Bayle (David Gelman), Rob Mello (Joseph Tombs), Rachel Matthews (Danielle Bouseman) e Billy Slaughter (Dr. Winter) da “La grande scommessa” a “I magnifici 7”. Il direttore della fotografia è l’australiano Toby Oliver, vincitore di tre premi in patria, e nel genere con “The Darkness”, “Scappa” e l’imminente “Insidious: The Last Key”. L’autore della colonna sonora Bear McCreary, attivissimo in tivù, ha vinto un Emmy per “Da Vinci’s Demon” ed è stato nominato per “Human Target”, “Black Sails” e “Outlander”.

Nelle sale italiane dal 9 novembre distribuito da Universal International Pictures Italia