Thor: Ragnarok

Ecco il terzo nel capitolo della saga fumettistica – il più riuscito, dopo il shakespeariano di Kenneth Branagh e l’anonimo sequel di Alan Taylor – della trilogia dedicata al mitico supereroe Marvel in “Thor: Ragnarok”, nei cinema italiani ed europei dal 25 ottobre (in America esce il 3 novembre, dopo l’anteprima del 10 ottobre a Los Angeles, insieme a Cina, Giappone e India). Un personaggio creato nel lontano 1962 da Stan Lee (immancabile nel solito, gustoso, cameo) e Jack Kirby (disegni), ispirato alla divinità scandinava del tuono (nella mitologia norrena), del fulmine e la tempesta, protettore dell’umanità.

Il nuovo film è diretto dall’attore e regista neozelandese Taika Waititi (“What We Do in the Shadows” e “Hunt for the Wilderpeople”, oltre due video “Team Thor”), ed è sempre interpretato da Chris Hemsworth affiancato dai ‘fedeli’ Anthony Hopkins (Odino), Tom Hiddleston (Loki, l’ambiguo e ambizioso fratello), Mark Ruffalo (Bruce Banner / Hulk), Idris Elba (Heimdall), e le new entry Cate Blanchett (irriconoscibile nel ruolo di Hela, nerissima dark lady e sorella), Karl Urban (Skurge), dalla trilogia del “Signore degli anelli” a quella del nuovo “Star Trek”, e Jeff Goldblum (Grandmaster), sempre dotato di un’ironia e una verve inimitabili che chiama Thor ‘zio del tuono’, mentre Tessa Thompson, sopravvissuta Valchiria, è diventata una disillusa mercenaria. Manca all’appello Natalie Portman – ma già si sapeva – che ha rinunciato al ruolo di fidanzata, e viene ‘giustificata’ con una battuta dallo stesso Thor. Ruoli cameo anche per Benedict Cumberbatch, ovvero Doctor Strange, Sam Neill e dello stesso regista Waititi in quello di Kor.

Sceneggiato da Eric Pearson, Craig Kyle e Christopher Yost, “Thor: Ragnarok” racconta come il compimento della profezia Ragnarok, appunto la distruzione di Asgard, sia imminente. Infatti, dopo l’esilio del padre Odino, da parte del fratello Loki, Thor dovrà prima affrontare e sconfiggere Surtur (voce di Clancy Brown), poi la dea della morte, ovvero la sorella Hela, liberatasi dalla prigione infernale, in cui era stata mandata dal padre. Nel frattempo finisce nella prigione del Grandmaster, costretto a fare il gladiatore e affrontare nell’arena (ovvero dall’impero romano al reality show) nientemeno che uno stralunato Hulk – colpito da crisi di panico oltre che d’identità -, mentre Loki, continua a tessere nuove trame e inganni. Ma, naturalmente, riusciranno a fuggire e catapultarsi tutti insieme (anche la Valchiria) per salvare la civiltà di Asgard dagli eserciti della malvagia Hela.

 Non mancano certo azione e avventura, caratteristica tipica sia dei fumetti che dei blockbuster, ma “Thor: Ragnarok” è un coinvolgente mix di fantascienza, anzi ‘mitologico’, fantasy e commedia (l’umorismo è una costante dei fumetti Marvel, ma di solito al cinema viene spesso trascurata), dove gli effetti speciali digitali vengono usati quasi come un (costoso) ornamento in un impianto da film indipendente a basso costo, ma veramente originale e creativo, ricco di particolari e di citazioni. E soprattutto è fedele allo spirito dell’originale, né mancano i richiami alla realtà contemporanea, fra esilio ed emigrazione/ immigrazione (e montagne di spazzatura), sottolineati da “Immigrant Song” dei mitici Led Zeppelin e dalle note della colonna sonora di “Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato”, firmata Bricusse & Jeffrey, quello di Mel Stuart (1971) con Gene Wilder.

Uno spettacolo godibile per tutti, segno che l’avventura e l’azione non devono per forza significare spensieratezza e superficialità, anche perché questi supereroi mettono ben in mostra il loro lato umano, fra debolezze e ingenuità, tanto che lo stesso Thor può sbagliare o inciampare in qualsiasi momento, come tutti noi.

Nelle sale italiane dal 25 ottobre distribuito da The Walt Disney Company Italia