Dal Festival di Venezia approda la banda di “Brutti & Cattivi” di Cosimo Gomez, ladri diversamente abili

Presentata in concorso nella sezione Orizzonti dell’ultimo Festival di Venezia, “Brutti e cattivi” è una dark comedy originale, oltraggiosa e bizzarra in cui riferimenti fin dal titolo vanno dalla commedia all’italiana – con Ettore Scola in testa -, al pulp e se volete al trash.

Nelle sale italiane dal 19 ottobre, l’opera prima dello scenografo fiorentino Cosimo Gomez (si è formato con il due volte premio Oscar Danilo Donati), è infatti un mix esplosivo di film di generi politicamente scorretto, tra humour nero e ironia al vetriolo.

“Dopo vent’anni da scenografo, spinto dalla passione per la scrittura e dallo stesso Donati – confessa il regista – mi è venuto in mente il desiderio di passare dietro la macchina da presa e proporre un raccontino al premio Solinas che poi ha vinto (come miglior soggetto ndr.). La storia di un gruppo di disabili, anche se è una parola che non mi piace e cerco di non usarla. Sono persone ai margini della società, alcune sono mie amici, che mi hanno detto quanto sia fastidioso essere trattati con pietismo o addirittura con paura”.

Infatti, “Brutti e cattivi” narra le vicende di una banda di ladri ‘diversamente abili’, sceneggiata con Luca Infascelli, prodotta da Casanova Multimedia con Rai Cinema.

“Mi sono divertito – aggiunge Gomez – soprattutto con la scorrettezza dell’approccio a questo mondo, sfruttando il cliché della rapina in banca; ci abbiamo creduto fin dall’inizio e senza alcun limite. I riferimenti vanno ovviamente da ‘Freaks’ di Tod Browning, che per me è una specie di santino, a quella commedia meravigliosa soprattutto di Scola, Monicelli, Germi, e poi quella americana e inglese da Tarantino e Guy Ritchie ai fratelli Coen”.

“L’assenza di certi punti fermi vengono anche dal contesto sociale – ribatte Infascelli -, tutti vogliono prendersi la rivalsa sulla società, forse anche da  una certa debolezza famigliare”.

Il Papero (Claudio Santamaria), Ballerina (Sara Serraiocco), il Merda (Marco D’Amore) e Plissé (Simoncino Martucci) si improvvisano rapinatori per il colpo che cambierà la loro vita. Non importa se il primo è senza gambe, Ballerina la sua bellissima moglie senza braccia, se Merda è un rasta tossico e Plissé un nano rapper. Sono solo particolari.

Anche se, dopo il riuscito colpo, le cose si complicano perché ogni componente dell’improbabile banda sembra avere un piano tutto suo per tenersi il malloppo. Quindi, inganni e tradimenti a sorpresa e a catena, inseguimenti e cruente vendette, mafia cinese e feste di Halloween (quasi un film, musical, nel film), esecuzioni sanguinose e colpi di scena.

“E’ il nostro lavoro – dice Santamaria del suo personaggio, il più sgradevole e volgare -,ognuno di noi ha orchestrato e pensato a personaggi credibili, visti attraverso il loro lato grottesco, per cui si ha bisogno anche del dolore, anche quando si ride. Io, anzi il Papero, ha il sogno di avere le gambe per rendere tangibile il mito di Tex Willer”.

“Lessi la sceneggiatura – ribatte la Serraiocco – e, dopo aver visto il libro con i disegni, sono rimasta affascinata da un personaggio senza braccia che mi metteva alla prova. La trasformazione fisica del personaggio della dark lady senza sensi di colpa né pudore, è stata una specie di sfida. E poi avevo visto e conosciuto una ballerina senza braccia proprio all’Accademia”.

“Vederla fare delle cose straordinarie con i piedi al provino – precisa Gomez -, mi ha subito convinto che era quella giusta. E al primo incontro aveva scritto il suo nome con i piedi. Marco è stato la prima scelta di questo meraviglioso gruppo di attori”.

“Non ho dato niente ma ricevuto tanto – aggiunge D’Amore -, soprattutto capelli (ha la tipica acconciatura giamaicana con le treccine ndr.). Sono onorato di essere a fianco di Fabrizio Mosca (il produttore ndr.) che mi ha fatto debuttare nel cinema e ora in questo film. Non sono interessato al personaggio ma alle storie e ai contenuti. In questo caso fare un’opera prima così coraggiosa con dei personaggi bizzarri”.

“Sembrava scritto su di me – confessa il rapper Simoncino -, sono contento. Quando mi è stato proposto quattro anni fa mi sono entusiasmato subito. E’ un po’ la mia vita e ne sono onorato”.

Infatti, aggiunge Mosca, produttore insieme a Luca Barbareschi: “Ci sono voluti quattro anni e mezzo di pazienza ma alla fine abbiamo portato in porto il progetto. Solo quando c’è passione e convinzione in una storia forte e originale alla fine riesci a convincere tutti”.

“Mi hanno fregato – dice Fabiano Lioi che è il ‘barbone a rotelle’ – perché io le gambe ce l’ho, quindi handicap su handicap”.

“Non ho il dono della sintesi – conclude il regista -, non ho voluto la disabilità al centro del film, ma la rapina in banca fatta da persone intelligenti ma anche infami, credo che il background (l’inizio è il breve racconto del passato dei protagonisti ndr.) sia un escamotage narrativo per renderli tridimensionali, perciò la scelta veloce delle biografie fotografiche su ognuno. Un sistema che permette al pubblico di impadronirsi dei personaggi. Un album di famiglia sconosciuta”.

Una scelta azzeccata, visto che è la parte migliore del film, dato che il finale ‘fiabesco’ tende a spegnere la miccia al racconto esplosivo. Ottima la resa visiva di questa commedia che deve molto a “Brutti, sporchi e cattivi” soprattutto sul versante grottesco, nel disegno del personaggi (col senno di poi) e nelle periferie romane, addirittura inedite. Personaggi “Brutti e cattivi ma anche puri – come confermano Gomez e Infascelli – perché non usano quella maschera dell’ipocrisia che oggi molti usano per nascondere disonestà e corruzione”. Quindi il lato oscuro che si nasconde sotto la ‘bella’ apparenza fisica di (quasi) tutti noi.

Nel film recitano anche Narcisse Mame (Don Charles, finto prete); Aline belibi (Perla, la prostituta dal cuore d’oro), Giorgio Colangeli (commissario Parisi), Filippo Dini (il Pollo), Rosa Canova (Katia), Maria Chiara Augenti (Mimma), Adamo Dionisi (Walter Masini), Rinat Khismatouline (Borush), Shi Yan Shi (Shi Juan), Xu Guo Qiang (boss Shi Peijun), Xianbin Zhang (Shi Dong), Stephanie Maria Diano (dea Mami Wata).

L’adatta ed efficace fotografia è firmata Vittorio Omodei Zorini e le musiche originali da Paolo Vivaldi e da The Sweet Life Society (original Soundtrack).

Nelle sale italiane dal 19 ottobre presentato da O1 Distribution in oltre 200 copie