La stagione dinamica della IUC con tanti grandi interpreti

 

  Sarà il soprano Anna Caterina Antonacci (nella foto a lato) ad aprire, il 14 ottobre prossimo, “una delle stagioni più dinamiche del panorama musicale italiano”: si tratta della IUC (Istituzione Universitaria dei Concerti), con sede nell’aula magna dell’università di Roma, avendo con sfondo il grande affresco di Sironi. l’inciso riportato sopra l’ha stilato l’ufficio stampa, ed è quanto di più pertinente si possa affermare scorrendo il ricco e variegato programma. Star internazionale (ma senza “recitare la parte della primadonna”, parola di Muti), Anna Caterina Antonacci affronterà entrambi i ruoli del Combattimento di Tancredi e Clorinda, il capolavoro di Monteverdi, di cui ricorrono ì quattrocentocinquanta anni dalla nascita. Oltre ai personaggi ariosteschi del titolo, ce ne sarà un terzo, la maga Armida, sicché non c’è dubbio che si prepara un bel match, dove sul ring salirà soltanto Anna Caterina moltiplicata per tre. E’ questo anche il primo dei concerti dedicati alla musica barocca. Ci sarà poi il violoncellista Edgar Moreau con musiche di Hasse, Platti, Durante, Vivaldi, Telemann, Boccherini, mentre l’Ensemble Barocco di Napoli ha scelto i compositori di quattro capitali del mare: oltre Napoli, Venezia, Londra, Amburgo. Infine, un  titolo, Le violon noir, e un soggetto, che potrebbero ispirare uno scrittore di gialli: Guido Remonda, con la Camerata Ducale, suona infatti composizioni del violinista Leclair sullo Stradivari che gli appartenne, e tenendo stretto il quale venne assassinato.

  Grandi solisti anche per il pianoforte, indubbiamente lo strumento più amato dal pubblico. Il primo è l’iraniano Ramin Baharani, l’innamorato di Bach, autore di un simpatico libro dal titolo Come Bach mi ha salvato la vita, volutamente scritto per essere compreso anche dai più giovani. E Bach is in the air è il titolo che presiede il concerto del 7 novembre, un progetto presentato per la prima volta in Italia e destinato a diventare disco. Sedicenne e già star internazionale dopo il debutto a Pietroburgo con Valery Gergiev, è il russo Alexander Malofeev che si presenta con un programma indubbiamente variegato, tanto per citare l’aggettivo guida della rassegna: Chopin (Sonata n. 2 Maria funebre), Prokofiev, Ravel (Gaspard de la nuit), Rachmaninov. Ancora un rappresentante della grande scuola russa: Alexei Volodin, con la Kreisleriana di Schumann, la Ballata  n.2 di Chopin e la monumentale Sonata in si minore di Liszt. In gennaio la coreana Ilia Kim con tutto Debussy. E ancora Fazil Say con Chopin, Beethoven, Satie e due sue composizioni, Black Earth, ispirata a una canzone popolare turca e The Art of piano, omaggio alle vittime dell’attacco terroristico dell’Isis ad Ankara dell’ottobre 2015. Il pianista non si accontenta di rendere omaggio al suo paese con la sua arte, ma è solito esprimere liberamente le sue critiche al regime di Erdogan. Da ultimo, l’inossidabile coppia Canino-Ballista, coadiuvati dalla voce di Mariano Rigillo, in musiche di Ennio Morricone (ma non quelle dei suoi film).

  Altri famosi interpreti:  Schomo Minz, Isabelle Faust,  il virtuoso della chitarra Manuel Barrueco, l’argentino Daniel Melingo, ambasciatore del tango popolare e colto,  il Quartetto Borodin e il Quartetto Guadagnini, il Signum Sahophone Quartet e tanti altri ancora.

Ivana Musiani