Miss Sloane

Non è tratto da una storia vera, non è nemmeno ispirato a un personaggio realmente esistito, ma è specchio della realtà. In “Miss Sloane”, il regista John Madden (premio Oscar per “Shakespeare in Love), grazie alla sceneggiatura dell’esordiente Jonathan Perera – ex avvocato del Regno Unito -, costruisce un avvincente thriller politico contemporaneo sulla vera attività dei ‘lobbisti’, personaggi di cui tutti sentiamo parlare ma che in realtà quasi nessuno conosce fino in fondo.

Infatti, “Miss Sloane – Giochi di potere” racconta in modo semplice e chiaro – ma non didattico -, il mondo dei power-broker e dei mediatori politici, dove la posta in gioco è spesso altissima. Elizabeth Sloane (una sempre camaleontica Jessica Chastain) è una lobbista straordinaria, la più ricercata a Washington e dintorni. Famosa per la sua astuzia e una lunga catena di successi, ha sempre fatto di tutto pur di vincere, ma quando deve affrontare l’avversario più potente della sua carriera, scopre che la vittoria può costare un prezzo troppo alto, non solo economicamente parlando. Infatti, si tratta di dover fare in modo che vinca (o perda, visto che la donna ha cambiato studio legale ma non la squadra) l’area parlamentare che vuole introdurre una legge con cui tutte le donne abbiano il ‘porto d’armi’. Ovviamente, i promotori fanno appello al diritto di difendersi delle donne però quello a cui puntano sono gli interessi economici. Ed è tutto una questione di potere.

“Benché avessi un’idea dell’argomento – afferma Madden -, non sapevo esattamente cosa faccia un lobbista, e immagino che sia lo stesso per molti. La sceneggiatura era intelligente, sorprendente, veramente apprezzabile. E’ ambientata in un mondo dove la strategia è tutto. Il linguaggio naturale dei personaggi è ironico e indiretto, per questo è un film estremamente intelligente, ma anche molto divertente e con svolte inattese. Il pregio maggiore di questa sceneggiatura è che non prospetta mai esiti scontati”.

Tra ironia e dialoghi brillanti, finzione e realtà, le oltre due ore (132’) di film scorrono velocemente alla scoperta di un mondo sconosciuto alla maggioranza della cittadinanza che però gioca e combatte alle nostre spalle, e nel quale siamo soltanto un numero, un voto in più da una parte o dall’altra. Però se stavolta Elizabeth rischia tutto, ha come ogni lobbista che si rispetti, sempre un asso nella manica, anzi un colpo di scena.

Inoltre, il fatto che la protagonista sia una donna non è casuale, visto che permette di scoprire ogni sfumatura della questione, tra pubblico e privato. E’ soprattutto, “uno studio avvincente di un personaggio straordinario e ossessivo – aggiunge Madden -, determinato sia dalla sua intelligenza e abilità che dal suo essere donna. E più inaspettato di tutti è il ritratto della vita emotiva di un’eroina che si rifiuterebbe di ammettere di averne una”.

Madden, poi, per rappresentare una storia molto ‘verbale’ e quasi tutta in interni, usa una certa vivacità e immediatezza nel racconto, grazie anche al lavoro del direttore della fotografia Sebastian Blenkov e soprattutto del montatore Alexander Berner. La Chastain è, invece, affiancata da una efficace squadra di attori, tra giovani in ascesa e veterani: il sempre bravo Mark Strong (Rodolfo Schmidt), Gugu Mbatha-Raw (Esme Manucharian), Alison Pill (Jane Molloy), Michael Stuhlbarg (Pat Connors), Jake Lacy (Robert Forde), Chuck Shamata (Bob Sandford), Douglas Smith (Alex), Sam Waterston (George Dupont), da “Urla del silenzio” (nomination all’Oscar) a “Law & Order – I due volti della giustizia” e John Lithgow (senatore Sperling), da “Voglia di tenerezza” e “Doppia personalità” a “Interstellar” e tantissimo teatro.

Nelle sale italiane dal 7 settembre presentato da O1 Distribution