Un uomo, un loden e una bara nella commedia on the road di Andrea Magnani “Easy – Un viaggio facile facile” con Nicola Nocella

Arriva nelle sale a fine agosto la commedia opera prima del friulano Andrea Magnani (già attivo sceneggiatore) “Easy – Un viaggio facile facile” con Nicola Nocella (Nastro d’Argento per “Il figlio più piccolo” di Pupi Avati), che ha trionfato al Festival di Locarno, in concorso nella sezione ‘Cineasti del presente’, seguita da altre due proiezioni a richiesta, entrambe sold-out. Una commedia esistenziale insolita, diversa e venata di humour nero che si colloca nel filone ‘col morto’ (o una bara), ma al tempo se ne distacca per originalità e poetica. Preceduto da un tour di anteprime che parte oggi da Lecce, per proseguire a Bari, Roma (il 24 agosto a Piazza Vittorio, ingresso libero), Milano e via dicendo, per approdare nei il 31 agosto, mentre l’uscita in Ucraina (produttrice di maggioranza in prima coproduzione con l’Italia) è prevista il 4 settembre in molte sale.

Isidoro, detto Easy, è un trentacinquenne (Nicola Nocella) con molti chili di troppo e una bella depressione: vive con la madre Delia (Barbara Bouchet) e passa il tempo davanti alla Playstation. Giornate tutte uguali, immobili, spese ingozzando psicofarmaci e meditando il suicidio. Almeno finché un giorno, il fratello Filo (Libero di Rienzo) non gli chiede di riportare a casa lo sfortunato operaio Taras, morto in un incidente sul lavoro, trasportando la sua bara fino in Ucraina.

Apparentemente niente di complicato, ma Isidoro è Isidoro e un lungo viaggio attraverso i Carpazi può rivelarsi davvero insidioso, soprattutto alla guida di un carro funebre! Un viaggio in cui il nostro imparerà a comunicare e a conoscere gli altri (che non parlano la sua lingua né lui la loro), ma soprattutto se stesso. Una sorta di rinascita attraverso la morte sui toni del western (il paesaggio, la musica, i toni), anzi dell’eastern.

“Nasco come sceneggiatore – confessa Magnani alla presentazione romana alla Casa del Cinema -, anche della fiction televisiva, ma quando c’è stata la crisi mi sono chiesto ‘e ora cosa faccio?’ Ho inseguito un sogno, ho smesso con la fiction e mi sono dedicato a questo progetto”.

“Easy racconta un viaggio insolito – prosegue – e, all’apparenza quasi inutile: il protagonista deve trasportare la salma di Taras, una persona che non conosce attraverso luoghi che non conosce. Luoghi spigolosi come l’Ucraina e i Carpazi, decisamente lontani dalla nostra consuetudine e dai nostri agi turistici. Lui, Isidoro, è un uomo ordinario costretto a fare un salto nel buio, geografico e metaforico, per riappropriarsi della sua vita. O meglio: per ottenerne una completamente nuova. Ci riuscirà? L’Ucraina si rivelerà un possibile punto di partenza o solo un complicato punto d’arrivo?”.

“Amo gli antieroi – aggiunge -, i perdenti, i falliti, Easy si sente prima o poi un perdente, un uomo in sovrappeso che non può ambire al ruolo protagonista, anzi mai qualcuno al di fuori di certi canoni riesce a farlo, ed è così che scopre di avere una propria vita”.

 

 

 

“Easy non è un perdente tout court – afferma Nocella, premiato dalla critica indipendente proprio a Locarno -, è stato un enfant prodige della F1, poi però all’improvviso ha perso tutto. Il suo è un percorso emotivo perciò ho pensato di cambiargli il respiro, da quello classico dell’ansia fino a quello dell’aprirsi da pilota che proprio alla fine ritrova. Anch’io, Nicola, che ho avuto una carriera altalenante, con Easy sono tornato a casa col mio Taras. E devo ringraziare tutto il cast italiano che è stato magnifico. Barbara è incredibile, Libero è generoso. Inoltre ho dovuto imparare le parole della canzone ‘Felicità’ perché per gli ucraini Al Bano e Romina sono delle vere star”.

Poi racconta del ‘viaggio’ dell’attore: “Per questo ruolo ho dovuto prendere 20 chili in più e in fretta, e avevo un affanno doppio ma, ho fatto in modo lavorando al tempo stesso su movimento e contenimento, e più esteriormente sul corpo di Easy, se poi pensi che lo salva la vodka e non è metafora ma vita, visto che il capo attrezzista Rostik  mi ha salvato con la samohonka, la vodka dei Carpazi. Andrea è riuscito a farmi fare quello che voleva. Io soffro di vertigine e la prima scena che ho girato è stato quella in cui mi butto dal 4° piano, poi sul ponte pendente – io vengo dalla scuola in cui bisogna andare avanti finché il regista non dà lo stop – non mi ha detto di fermarmi e mi sono ritrovato in mezzo. I loden erano nove, di sei taglie diverse, uno per ogni scena. Una notte dovevo affrontare la scena più importante, in cui Easy parla a cuore aperto con la bara di Taras, c’era una temperatura infernale, ma Andrea ha voluto più neve e vento finti perciò credo che il Loden mi abbia salvato la vita. E’ stato faticoso ma bello, emozionante”.

Infatti, nella scena sul fiume dove Easy cavalca la bara, “c’erano 3° o 4°, l’acqua era gelata e il fiume correva parecchio, ma non è stata la più terrorizzante. Il fatto è che ero convinto di girare una commedia e mi sono ritrovato a fare ‘Revenant’. Comunque avevo una griglia in cui potevo essere libero. La fatica c’è stata ma ne valeva la pena vedere Andrea contento perché è una persona speciale, che ammiro infinitamente”

Una commedia, anch’essa speciale, a tratti divertente a tratti commovente, quasi surreale, che vanta un ottimo cast: dalla star Ostap Stupka (Bogdan) a Veronika Shostak  (Julia),e poi Orest Garda, Lorenzo Acquaviva, Beso Moistsrapishvilli, Orest Syrvatka, Volodimir Kuchma, Nina Naboka, Nadia Magnani. Le musiche originali sono Luca Ciut; la fotografia da Dmitriy Nedria, il montaggio di Luigi Mearelli

Oltre il merito delle produzioni indipendenti Fresh Production, Pilgrim e Bartlebyfilm, “Easy” ha ottenuto – oltre al sostegno del Mibact – dell’Ukrainian State Film Agency e del Fondo per l’Audiovisivo per l’Audiovisivo del Friuli. E in particolare da Tucker Film, nata come società di distribuzione, che ha sostenuto la lavorazione del film e ora lo porta nelle sale italiane.