Intervista “vintage” inedita a Monica Bellucci agli esordi sul grande schermo internazionale

Monica Bellucci, bellissima top model italiana, da qualche anno è passata (quasi) definitivamente al cinema. Una brillante carriera in pochissimi anni che dal mondo dorato della moda l’ha portata a quello non meno dorato della celluloide. Dopo il debutto nel film-tv di Dino Risi “Vita coi figli”, Monica è stata protagonista di “La riffa” di Francesco Laudadio, “Ostinato destino” di Gianfranco Albano, nella recente commedia di Carlo Vanzina “I mitici”, ma soprattutto una delle ‘fidanzate’ del “Dracula” di Francis Ford Coppola.

“Abbiamo girato molto più materiale di quello che si è visto al cinema – dice dell’opera di Coppola -, ma comunque è stata una bellissima esperienza lavorare con un cast fantastico e un regista geniale”.

E si inalbera quando la si definisce o modella o attrice.

“Detesto i cliché – afferma -, odio che mi si metta addosso il francobollo di top model o altro. Non faccio foto di moda come prima perché non mi interessa più e, soprattutto, perché non ho il tempo. Ma può capitare che accetti di fare un servizio fotografico tra un film e l’altro. Una volta le bellissime erano le dive come Ava Gardner e Marilyn Monroe che, grazie alla luce del fotografo, diventavano sublimi, anche quando interpretavano il ruolo di una ragazza povera. Oggi le attrici sono più vulnerabili, più vere, mentre le top model sono delle donne bellissime rese ancora più belle dalla luce del set, dal maquillage. Però sono donne fuori dalla realtà, fuori dal mondo. Oggi sono loro a toccare l’immaginario collettivo come facevano le dive di una volta. Sono loro le donne dei sogni”.

C’è un genere di film che le piacerebbe interpretare?

“Non c’è un genere in particolare che preferisca, mi piacciano i film fatti beni, che raccontano una storia. Penso che a fare un buon film sia prima di tutto la storia, poi il regista e infine gli attori”.

Ora la Bellucci si appresta a partecipare a uno degli episodi della produzione internazionale Rai “La Bibbia” – le riprese inizieranno ad agosto in Marocco – dove interpreterà il ruolo della moglie del Faraone, accanto a Ben Kingsley, Dominique Sanda e Valeria Cavalli. Ma prima deve fare un salto a Parigi per un nuovo provino. Poi, ricorda che la sua recente partecipazione, in giuria, al Mystfest di Cattolica è stata una bella esperienza.

“Mi ha fatto molto piacere essere fra i giurati. Fra tanti addetti ai lavori ero la persona meno condizionata, quella con l’atteggiamento più istintivo, da spettatore comune”:

Anche se è stata una dark lady in “Ostinato destino” e, in un certo senso, ne “La riffa”, Monica dice di essere una ragazza più che normale e di non sapere qual è il suo uomo ideale.

“Mi piacciono sia i mori con gli occhi scuri che i biondi con gli occhi azzurri. L’uomo per piacermi deve avere delle qualità e degli atteggiamenti che mi sconvolgano, non lo so di preciso…”

Monica non si sente una ‘bellezza dall’altro mondo’ e si giustifica dicendo che in Italia ci sono tante ragazze bellissime.

“Neanche a scuola – confessa – ero l’unica bellezza”. Ma poi ammette che a volte veniva usata dai compagni come scudo perché il professore non li interrogasse: bastava che lei gli parlasse ed erano salvi. Se nell’adolescenza andava in discoteca e usciva con le amiche, oggi la Bellucci evita la vita mondana ed è gelosissima della sua privacy.

“Non penso di aver mai parlato del mio privato – dichiara -, non mi piace. La prova è che non sono neanche nel mirino dei giornali scandalistici. Secondo me, questa ‘pubblicità’ non serve, è controproducente”.

Lasciato da parte il privato, Monica fa però qualche confessione personale.

“A volte – dice – passo dal grande stress alla pigrizia totale, tanto che se non ho altro da mangiare in casa mi accontento di latte e biscotti”.

Il rapporto con i genitori, così come con gli amici del liceo, è sempre quello di una volta. Magari oggi “è solo telefonico, più platonico, ma per niente cambiato”. Del resto l’attrice dice che per suo padre è giusto quello che è giusto per lei, mentre secondo sua madre non doveva mettersi in discussione passando dalla moda al cinema.

E gli inizi come fotomodella?

“Ho sempre amato la fotografia – confessa -, conoscevo tutti i grandi fotografi ed ero abbonata a ‘Photo’. Mi ero già iscritta a Giurisprudenza, ma un giorno decisi di andare a Milano e mi presentai ad un’agenzia. Ho provato a farlo e mi è andata bene. Avevo diciannove anni e per me significava l’indipendenza, nonostante fosse stata sempre una figlia molto libera. Credo che se le fotomodelle italiane in campo internazionale sono poche è dovuto a un problema culturale, di libertà mentale. In Italia è quasi inconcepibile che una ragazza giovanissima vada in giro per il mondo a lavorare lontana dalla famiglia”.

Com’è il mattino per lei?

“Al risveglio? Se c’è il sole sono di buon umore. Perciò mi piace Roma dove il sole non manca mai.

A proposito, che rapporto ha con Roma?

“Di amore-odio. L’immagino come una grande pantofola. Da una parte mi ci trovo bene, dall’altra mi annoio”.

Luglio 1994