Ritratto di famiglia con tempesta

La vita che volevamo (sognavamo) e non è stata, la testardaggine di continuare a sbagliare per riprovarci, o di non voler vedere la realtà. Questo e altro in “Ritratto di famiglia con tempesta” scritto e diretto dal giapponese Hirokazu Kore-Eda – legittimo erede di Ozu del ventunesimo secolo -, presentato l’anno scorso al Festival di Cannes nella sezione Un Certain Regard, e vincitore negli Usa dell’Online Film Critics Society Award per il Miglior film straniero.

Un cinema apparentemente realistico, locale e quotidiano, ma che in realtà diventa universale attraverso la riflessione di autore, personaggi e spettatori. Perché le tre generazioni saranno ‘costrette’ a restare una accanto all’altro (gomito a gomito) nella piccola casa della nonna – ma in Giappone sono quasi tutte così (vista la mancanza di spazio e la superpopolazione) – a causa di un tifone (il 24° della stagione che viene annunciato fin dall’inizio del film) e prenderanno coscienza della loro esistenza. Forse.

Ryota (Hiroshi Abe, di “Thermae Romae”), è il classico perdente: scrittore fallito, giocatore d’azzardo, investigatore privato per caso, ex marito di una moglie (Yoko Maki) che ormai ha perso ogni fiducia e speranza (ha una relazione con un altro uomo), padre maldestro di un bambino che conosce appena (lo vede una volta al mese), è lui il fragile figlio di un’anziana madre amorevolmente rassegnata e disincantata (inimitabile Kiki Kilin), alla quale entrambi figlio e figlia sfruttano e/o rubano i soldi della pensione. Alla fine, in una lunga notte di tempesta, i quattro personaggi sono costretti a condividere gli stessi metri quadrati fino all’alba,  e tutto sembra fatto apposta per attutire gli spigoli del presente e del futuro. Ma ci riusciranno?

Piccoli gesti e ironia (soprattutto l’anziana), malinconia e cialtroneria, solitudine e disagio, amarezza e sofferenza, ma tutto senza eccessi né sentimentalismi, anzi con un retrogusto da commedia esistenziale dove i personaggi sono amati così come sono (con vizi e virtù), tanto che ogni spettatore potrà identificare (o identificarsi) in qualsiasi di loro, o riconoscere situazioni e fatti già vissuti o di cui è stato testimone.

Nel cast Lily Franky (la sorella), Sosuke Ikematsu, Yuri Nakamura, Kazuya Takahashi, Yukiyoshi Ozawa, Taijo Yoshizawa (Shingo Shiraishi, il figlio). Nelle sale dal 25 maggio distribuito da Tucker Film.