Il sole è buio

Presentato sabato 13 maggio 2017, presso la Casa del Cinema di Roma – preceduto da un’anteprima nella sede Rai di Potenza e di alcune proiezioni in scuole e università del sud nello scorso anno -, “Il sole è buio” (2016) è un docu-film sulla violenza di genere, firmato dal regista Giuseppe Papasso.

Scritto da Papasso stesso con la partecipazione di Alessandro Haber (che recita anche una poesia di una delle vittime), è un’opera tra documentario e fiction girata fra Taranto, la Basilicata, Napoli e Roma che tenta di mettere a nudo il fenomeno della violenza sui minori, soprattutto sugli adolescenti.

“Una cruda condanna alla società del disimpegno che nega, archivia e nasconde il proprio turbamento”. Sì, perché si tratta spesso di gravi ingiustizie compiute ai danni della vittima e dei suoi famigliari anziché sul carnefice, come racconta il padre di Carmela, un’adolescente che, dopo essere stata stuprata, è stata allontanata dalla famiglia, e portata in un istituto per l’assistenza psicologica permanente, ma in questo modo, è stata privata dall’enorme affetto e comprensione dei genitori. Non è un caso, se Carmela si è poi suicidata buttandosi dal balcone. Un’altra tragica vicenda viene raccontata, invece, da una madre, perché spesso questi tragici episodi portano, oltre un grande dolore, anche incomprensioni, divisioni o separazioni in seno alla famiglia.

Lo spunto di partenza è stata proprio un’intervista radiofonica al padre di una ragazza, vittima di violenza sessuale. Un docu-film necessario – alcune vicende sono state narrate dalle stesse ragazze ma poi rilette e/o ricostruite con la collaborazione di un’attrice – toccante e coinvolgente, visto soprattutto dalla parte dei genitori, i quali raccontano allo spettatore il loro dramma e la loro sofferenza, difficile da cancellare, così come è impossibile dimenticare.

Un dramma che purtroppo colpisce tutte le ragazze del mondo, infatti, l’Unicef sostiene, nel rapporto Hidden in Plain Sight, che nel mondo circa 120 milioni di ragazze sotto i vent’anni (una su dieci) hanno subito qualche forma di abuso sessuale e che per un terzo delle adolescenti la prima esperienza sessuale è stato un atto forzato. Quindi si tratta di un fenomeno che spesso non vogliamo vedere né accettare, ma che colpisce tutte le fasce della nostra società.

“Il sole è buio”  – che speriamo venga proposto sul piccolo schermo quanto prima, la sua destinazione ideale, e non in seconda o terza serata – lo dovrebbero vedere insieme genitori e figli. Il film, inoltre, conta sul commento musicale del Maestro Ennio Morricone, dal violino solista di Prisca Amori e da un brano composto appositamente da Paolo Vivaldi. La fotografia è firmata da Giovanni Ragone.