Alcolista

“Alcolista” (Alcoholist) è una produzione tutta italiana ma girata negli Stati Uniti. Il film indipendente (Dea Film), scritto (con Massimo Vavassori) e diretto dall’italo-argentino Lucas Pavetto, è il ritratto da un giovane alcolista raccontata come un thriller (psicologico) orrorifico, sorta di delirium tremens permanente da grande schermo.

Non sono tantissimi i film sul tema, da “Barfly” di Barbet Schoeder (1987) e “Mosche da Bar” (Trees Lounge) di Steve Buscemi (1996) a “Via da Las Vegas” di Mike Figgis (1995), da “I giorni del vino e delle rose” di Blake Edwards (1962) ad “Amarsi” di Luis Mandoki (1994), ma solo in un paio – soprattutto in “Giorni perduti” di Billy Wilder (1945, Ray Milland) e in “I senza nome” di Jean-Pierre Melville (1970, Yves Montand) – il delirium tremens trasmette l’inquietante sensazione di ansia, angoscia e terrore come in questo film di Pavetto. Infatti, in questo caso l’alcolismo non solo è il tema centrale dell’opera ma spesso la visione soggettiva della dipendenza, un incubo davvero.

Buffalo, stato di New York. Un uomo solo, Daniel (Bret Roberts), senz’altra compagnia che le bottiglie di alcolici sparse in tutta l’abitazione, passa le giornate a progettare l’omicidio del suo vicino di casa, sereno padre di famiglia. L’incontro con Claire (Gabriella Wright), un’assistente sociale, lo aiuterà a chiarire le ragioni di questo piano e a cacciare via i demoni che assillano la sua vita. Forse.

Tra disperazione e rabbia, instabilità e violenza, il film coinvolge e riflette sul ‘vizio’ e le sue conseguenze, i danni che provoca l’alcol nel corpo e nella mente, prosciugando il primo e annebbiando la seconda, che sono anche le tragiche conseguenze di ogni droga.

Qualche pecca c’è, magari nella sceneggiatura non sempre coerente, esaltata da un doppiaggio (il film è stato girato in inglese) non sempre azzeccato. Premiato al Festival Internacional del Cine Fantastico di Torremolinos (Spagna), come Miglior film, Miglior attore protagonista e Miglior regista, e al Sydney Indie Film Festival, sempre per il protagonista.

La fotografia è firmata Angelo Stramaglia, il montaggio Marcello Saurino, il trucco Federica Gugliemo, gli effetti speciali Paolo Galiano, la colorazione digitale Francesco Struffi e le musiche Giuseppe Capozzolo. Nel cast Tania Bambaci, Bill Moseley, John Robinson, Carl Wharton. Nelle sale italiane dal 18 maggio distribuito da West 46th Films