Sole Cuore Amore

Presentato in anteprima, nella selezione ufficiale, alla Festa del Cinema 2016, “Sole Cuore Amore” di Daniele Vicari, allora ha diviso la critica, ora all’uscita nelle sale è l’occasione di riconfermare le perplessità o di rivalutarne il risultato. E’, naturalmente, un dramma contemporaneo su precarietà e incertezza, magari portato alle estreme conseguenze (fatti e situazioni fanno parte della cronaca e del vissuto), ma comunque è uno dei pochi film italiani – se non l’unico – che guarda a quella parte della società, anonima per i più, che comunque si è estesa a vista d’occhio spinta dalla crisi, dalla disoccupazione e dal ricatto.

Un’amicizia tra due giovani donne in una città tanto bella quanto dura come Roma e il suo immenso hinterland. Due donne che hanno fatto scelte (costrette?) molto diverse nella vita: Eli (intensa Isabella Ragonese) ha quattro figli, un marito disoccupato e un lavoro difficile da raggiungere (fa la barista nella capitale ma viene da un cittadina dei dintorni); Vale (brava Eva Grieco, danzatrice contemporanea) invece è sola, è una danzatrice e performer, e trae sostentamento dal lavoro in discoteca. Legate da un affetto profondo, da una vera e propria sorellanza, le due donne sono mondi solo apparentemente diversi, in realtà – come dice il regista – “sono due facce della stessa medaglia, ma la solidarietà reciproca non sempre basta a lenire le difficoltà materiali della loro vita”.

Un ritratto duro e crudo di due donne alle prese con le vicissitudini quotidiane, quella routine che, viste le circostanze, diventa una sorta di tunnel senza fine da cui, stretti dalle responsabilità e dai bisogni, non riusciamo mai a uscire. Condannate a una sorta di non esistenza a cui non si può sfuggire perché si tratta spesso di una lotta contro il tempo e per la sopravvivenza.

Sole cuore amore è un film semplice – afferma Vicari -, come la canzone da cui è tratto il titolo, come semplici sono le esistenze di cui racconta la storia. La vita quotidiana di milioni di persone che non ricevono sicurezze dall’appartenenza sociale è invece molto difficile, qualche volta persino impossibile”.

“Poi si è rivelato un film più complicato da realizzare di quanto pensassi inizialmente. La quotidianità rischia di apparire insignificante o meno interessante della messa in scena di sparatorie, tossicodipendenze, violenze e degrado portate all’esasperazione spettacolare. Quando invece la vera tragedia della nostra epoca risiede nel senso d’impotenza generale che ci attanaglia e, per una sempre più larga fascia della popolazione, nell’impossibilità di realizzare obiettivi minimi”.

Infatti, quel quotidiano che siamo costretti a vivere in prima persona o attraverso amici e parenti, in un film può sembrare esagerato o persino fastidioso perché ci mostra quello che, forse, non vogliamo vedere, soprattutto per non accettare la nostra propria impotenza di fronte a un fatto quotidiano, appunto.

“Mi sono accorto subito – aggiunge il regista -, già il primo giorno sul set, che uno sguardo troppo interno a questa tragicità del quotidiano avrebbe rischiato di divenire osceno, e se al contrario fosse restato troppo distante, sarebbe divenuto inefficace. Ho quindi cercato una giusta distanza, senza però perdere empatia con le persone delle quali racconto la storia. Parlo di persone perché quelli che nel film sono i miei personaggi nella vita reale sono le persone, appunto, a me più care: mia madre, mia moglie, mia sorella, mia figlia, i miei amici e amiche della vita… è di loro che ho parlato a lungo con le attrice e con gli altri. In questo senso Sole cuore amore è un film molto intimo, mi riguarda profondamente”.

E in Vicari, la quotidianità è stata sempre realistica e toccante (dai suoi documentari a “Diaz don’t Clean up this Blood” e “La nave dolce”) che a noi continua ad emozionarci, sarà perché parla sempre di (in)giustizia, volontà e persino di sacrificio, doti della protagonista. Perciò le sue storie diventano universali.

Nel cast anche Francesco Montanari (Mario, il marito), Francesco Acquaroli (Nicola), Giulia Anchisi (Bianca), Chiara Scalise (Malika), Noemi Abbrescia (Ada), Marzio Romano Falcio (Stefanino), Ines Tocco (Nicoletta), Giordano De Plano (Sergio) e Paola Tiziana Cruciani (Adele).