Veloce come il vento

Una sorpresa e una rivelazione nel nuovo film di Matteo Rovere “Veloce come il vento”. La sorpresa è che non ci aspettavamo dall’autore di “Un gioco da ragazze” e “Gli sfiorati” – che non ci aveva convinto del tutto nonostante ci avesse ricordato sia “Gli indifferenti” sia “I delfini”, entrambi di Citto Maselli, in versione contemporanea -, un film di genere (nuovo) che coniuga azione e sentimenti nel modo giusto, cioè offrendo emozioni e divertimento allo stesso tempo. La rivelazione è la protagonista, la giovanissima Matilda De Angelis, attrice e cantante, già interprete della versione italiana della serie americana “Parenthood” ovvero “Tutto può succedere”.

Ispirato a una storia vera, il film racconta la passione per i motori che scorre nelle vene di Giulia De Martino (De Angelis), proveniente da una famiglia che da generazione sforna campioni di corse automobilistiche. Anche lei è pilota dal talento eccezionale che a soli diciassette anni partecipa al Campionato GT, sotto la guida del padre Mario.

Ma un giorno, con la morte del genitore, tutto cambia e Giulia si trova da sola a dover affrontare la pista e la vita. E a complicare la situazione, la ricomparsa inaspettata del fratello Loris (un inedito Stefano Accorsi, a confermare che con un ruolo fuori dai cliché e ben diretto può offrire il meglio di sé), ex pilota ormai totalmente inaffidabile, causa la droga, ma dotato di uno straordinario sesto senso per la guida. Costretti a lavorare insieme, in un susseguirsi di adrenalina ed emozioni, i due fratelli scopriranno quanto sia difficile e importante provare a essere una famiglia.

“Ho parlato con Domenico Procacci (il produttore per Fandango con Rai Cinema ndr.) – dice Rovere – proponendogli un film di ‘azione e sentimenti’, che immergesse lo spettatore in una vicenda piena di ritmo e adrenalina, ma anche di cuore. La Fandango ha subito creduto in quest’idea, sostenendola. Si trattava di un progetto molto difficile da realizzare, soprattutto per le tante sequenze action che ho voluto fossero girate interamente dal vero, mantenendo però sempre al primo posto il fattore umano”.

E, infatti, è questo mix di avventura, spettacolo e sentimenti attorno a donne, uomini e auto da corsa, e la rinuncia agli effetti speciali digitali (Artea film firma post produzione e visual effects con Andrea Marotti e Carlo Tosi) che coinvolgono lo spettatore rendendo azioni e situazioni verosimili, tanto da emozionare e commuovere.

“E’ un film d’azione – afferma il regista, anche sceneggiatore con Francesca Manieri e Filippo Gravino – ma anche e soprattutto di personaggi, approfonditi, ispirati a fatti e incontri reali. Nei racconti del meccanico Tonino (che gli ha narrato la storia e nel film è interpretato da Paolo Graziosi ndr.) i piloti non erano campioni, ma eroi, e le macchine non correvano, volavano, e io volevo ricreare quell’atmosfera leggendaria che Tonino trasmetteva attraverso i suoi emozionanti racconti”. Ed è davvero riuscito.

Nel cast anche Roberta Mattei (Annarella), Lorenzo Gioielli (Ettore Minotti) e Giulio Pugnaghi (Nico De Martino). Il direttore della fotografia è Michele D’Attanasio, il montatore Gianni Vezzosi e l’autore delle musiche originali Andrea Farri. Il suono è firmato da Angelo Bonanni, il trucco da Luca Mazzoccoli, i costumi da Cristina La Paola e la scenografia da Alessandro Vannucci.

Nelle sale italiane dal 7 aprile 2016 presentato da O1 Distribution. Presentato in anteprima Al BIF&ST, il film è stato successivamente premiato con 6 David di Donatello (miglior attore protagonista, Stefano Accorsi; fotografia, effetti speciali visivi, sonoro, montaggio, trucco), 3 Nastri d’Argento (miglior attore, Accorsi, miglior montaggio, e alla sceneggiatrice Francesca Manieri con il SIAE) e Premio Guglielmo Biraghi per Matilda De Angelis; un Golden Ciak per il miglior sonoro in presa diretta per Bonanni, e un premio della FICE per il miglior attore, sempre ad Accorsi; e ha avuto tante altre nomination.