Assegnati alla Casa del Cinema di Roma i 4 premi della I edizione del FictionLab

ASSEGNATI ALLA CASA DEL CINEMA DI ROMA I 4 PREMI DELLA I EDIZIONE DEL FICTIONLAB: NUOVE IDEE E GENERI INEDITI PER LA NOSTRA TIVU’

  L’altra sera, alla Casa del Cinema di Roma, si è conclusa con una vivace serata per l’attribuzione di quattro premi ai migliori progetti di fiction televisiva per il territorio piemontese, la I edizione di FictionLab, organizzato da Film Commission Torino Piemonte con la collaborazione di Rai Fiction e Sky, il supporto di APT Associazione Produttori Televisivi, e il patrocinio di 100autori, Anica, Scuola Holden, TorinoFilmLab e Writers Guild Italia.

  Il finanziamento di 15.000 euro di Rai Fiction è stato assegnato ad “Aurora” di Leonardo D’Agostini, Antonella Lattanzi e Andrea Nobile con una menzione per “L’amico Mummia” di Cinzia Cingoli, Lea Martina Forti Grazzini e Massimo Bacchini.

  I 15.000 euro di Sky sono andati, invece, a “Salgemma”, di Giambattista Avellino. Ad entrambi i progetti verrà garantito un ulteriore step di sviluppo.

  I 5.000 euro assegnati da FCTP sono andati a “Questa la tagliamo al montaggio” di Marco Campogiani e Tommaso Capolicchio. Il premio è stato assegnato da una giuria di qualità, composta dall’attrice Carolina Crescentini, la critica Alessandra Comazzi, il produttore Matteo Levi, il regista Stefano Lodovichi, lo sceneggiatore Daniele Cesarano.

  I 2.000 euro di APT sono stati assegnati – attraverso una propria giuria composta da Giannandrea Pecorelli (Presidente), Rosario Rinaldo, Laurentina Guidotti e Chiara Sbarigia – ex aequo a “Il culto”, di Umberto Francia, Gianluca Torrente e Marcello Olivieri e, ancora, a “L’amico Mummia” di Cinzia Cingoli, Lea Martina Forti Grazzini e Massimo Bacchini; anche una menzione speciale per “Questa la tagliamo al montaggio” di Marco Campogiani e Tommaso Capolicchio.

  FictionLab è un progetto della Film Commission Torino Piemonte che per prima tra le Film Commission ha individuato percorsi innovativi e di ampio respiro strategico che non si limitano all’immediata valorizzazione del territorio e delle professionalità locali, ma puntano a creare relazioni e opportunità che coinvolgono tutti i soggetti nazionali e locali della filiera produttiva audiovisiva.

  Il FictionLab, di cui è stata per l’occasione annunciata la seconda edizione (il nuovo regolamento sarà disponibile a partire da lunedì 6 luglio alla pagina www.fctp.it/fictionlab), è un programma annuale di formazione professionale rivolto a sceneggiatori italiani, professionisti e non, che vogliano presentare un soggetto di fiction tv a lunga serialità. La prima edizione, nata per offrire al sistema dell’audiovisivo italiano un modo per sperimentare nuovi processi di scouting e sviluppo, ha realizzato numeri incoraggianti: 500 progetti presentati, 12 selezionati, 4 opzionati nella prima fase e 8 soggetti di serie.

  I progetti selezionati per partecipare al laboratorio hanno potuto beneficiare del tutoraggio costante degli sceneggiatori professionisti Nicola Lusuardi, Stefano Sardo, Elena Buccaccio e della partecipazione a tre workshop ad alto contenuto formativo.

  “Se ad oggi è certamente prematuro tirare le somme e fare bilanci oculati su un Laboratorio che ha appena concluso il primo anno di attività – dichiara il Presidente di FCTP, Paolo Damilano – possiamo essere orgogliosi della forma, delle dinamiche e del processo creativo che questo ha assunto nel corso dei mesi passati. Grazie alla professionalità e al costante entusiasmo dei curatori, così come dell’intero staff di professionisti che hanno seguito gli autori nello sviluppo dei loro progetti – Fiction Lab è stato capace, a nostro avviso, di rispettare i suoi principali obiettivi: scoprire idee innovative e lavorare su esse per costruire storie adatte al clima di fermento e di mutamento dell’odierno panorama italiano”.

  Ma tutti i progetti selezionati – 12 su 500 da portare al workshop1 e poi la sofferta rinuncia a 4 dei 12 e la scelta degli 8 finalisti per il workshop2 – vantano originalità, nuove idee di generi mai frequentati dal nostro piccolo schermo (dall’horror alla commedia), e tanta passione ed entusiasmo. Per farvi capire ecco i soggetti e lo sviluppo dei progetti, anche perché già tre sono stati comunque opzionati da produttori televisivi.

IL CULTO di Umberto Francia, Gianluca Torrente e Marcello Olivieri

  Primavera del 1914, l’Europa è scossa da forti tensioni politiche e sociali. Torino, capitale del regno d’Italia fino al 1865, non fa eccezione. Il delegato di pubblica sicurezza Ascanio Leone indaga su un suicidio avvenuto al Regio Manicomio. La ferma resistenza delle autorità alle sue indagini lo convince che dietro al caso ci sia qualcosa di grosso. Leone è un investigatore brillante, membro della neonata polizia scientifica.

  Ma non è l’unico a investigare. C’è anche Judith Thompson, all’apparenza una giovane antropologa del Museo Egizio, in realtà un agente segreto americano. Le loro strade si incrociano e insieme scoprono una cospirazione che coinvolge anche la massoneria, che ha aiutato la nascita del Regno d’Italia. Il burattinaio della cospirazione è Aleister Crowley, passato alla storia come “l’uomo più malvagio del mondo”, a capo di una setta trasversale nota come Il Culto. Per sventare i piani del Culto, Leone e Judith rischieranno la vita oltrepassando le trincee del fronte e si scontreranno con Crowley. Dagli esiti di questo confronto dipenderà il destino dell’umanità.

AURORA di Leonardo D’Agostini, Antonella Lattanzi e Andrea Nobile

  Il futuro è arrivato e ha un nome: Aurora. Aurora è una app in grado di soddisfare il più urgente bisogno di ogni uomo: la felicità. Ma Aurora è anche una multinazionale con sedi in tutto il mondo, e i suoi operatori si chiamano psy. La psy migliore di tutti si chiama Anna: è brillante, intelligente, ha una bella vita, radicata su solide basi sentimentali. Ma cosa succederà quando Anna, proprio tramite Aurora, fino a quel momento utilizzato come strumento di cura su sconosciuti clienti, scoprirà segreti inconfessabili che riguardano tutte le persone che ama e che la circondano?

QUESTA LA TAGLIAMO AL MONTAGGIO di Marco Campogiani e Tommaso Capolicchio

  Un filmmaker alle prime armi, ha un’idea: vuole realizzare un docu-reality a puntate sulla vita di Claudio, celebre divo del porno ormai in pensione. Oggi Claudio è un uomo diverso: ama la quiete, la buona musica, le giornate in famiglia. Al suo fianco ci sono la moglie Gaia, un carattere forte e dominante, e due figli nel pieno dell’adolescenza. La sua vita scorre quieta e noiosa, e una certa sottile inquietudine accompagna le sue giornate vuote. L’idea di un documentario sulla sua vita non lo entusiasma, ma alla fine si convince che è la cosa giusta da fare per non cadere nella depressione del dimenticatoio che la pensione sembra avergli riservato. Claudio sul set crede di avere tutto sotto controllo, ma un docu-reality non è esattamente il suo habitat. Ci vuole poco per realizzare in quale orgia di sentimenti nuovi s’è cacciato. Presto la vita della sua famiglia viene sconvolta.

SALGEMMA di Giambattista Avellino

  La tracotanza con cui Luca Giori ha affrontato la vita lo ha portato sul tetto del mondo spingendolo a sentirsi intoccabile. Un lavoro da broker in cui eccelle, un conto in banca a sei zeri, ragazze facili sempre a disposizione. Luca ha anche una moglie, che non ama, e una figlia di tre anni, Sofia, che rappresenta l’unico spiraglio di luce nelle tenebre. Ma un giorno anche quel raggio di sole si spegne. Luca si dimentica di Sofia sul seggiolino dell’auto. La bambina muore disidratata dopo una lunga agonia. Annientato, Luca volta le spalle al mondo credendo così di espiare. Si ritira in un paese sperduto al confine tra Italia e Francia, in cerca di oblio. Ma ben presto scopre che quel paese non è il luogo ameno che credeva. Quel paese nasconde un segreto: è la base logistica di una pericolosa banda criminale che usa la miniera di salgemma abbandonata come deposito clandestino di un traffico internazionale d’armi. Riuscirà Luca a darsi una possibilità di riscatto? Riuscirà finalmente a superare l’orribile morte della figlia e ad accettare il peso della colpa?

L’AMICO MUMMIA di Cinzia Cingoli, Lea Martina Forti Grazzini e Massimo Bacchini

  Cosa accadrebbe se una mummia del Museo Egizio di Torino si risvegliasse e irrompesse nella vita di una famiglia dei giorni nostri? E se quella mummia fosse un ragazzo di sedici anni e a risvegliarla fosse involontariamente una sua coetanea? Berenice, detta Berni, ha 16 anni e mille problemi. A cominciare da quel rene malato che la costringe alla dialisi da molti anni. E poi un padre che non ha mai conosciuto; una madre, Gloria, che la soffoca con le sue attenzioni e riversa su di lei tutte le sue ansie. E per finire la scuola, dove Berni non è certo popolare. L’amico mummia, tremila anni fa era il faraone Tutmosi. Nel mondo di oggi, Tutmosi è solo un adolescente pieno di guai e si attacca a Berni, l’unica persona su cui può davvero contare… Perché Tutmosi ha un obiettivo da compiere se vuole continuare a vivere: trovare la pozione che gli darà l’immortalità. E lo farà accanto a Berni che con il pensiero della morte ci convive fin da quando era piccola.

José de Arcangelo