Pittura a olio di Shanghai

A ROMA, DA OGGI AL 20 NOVEMBRE, LE OPERE DI 17 ARTISTI DEL MUSEO D’ARTE DELL’ISTITUTO DI SCULTURA E PITTURA A OLIO DI SHANGHAI

   Parte dall’Italia, anzi da Roma, il tour del Museo d’Arte dell’Istituto di Scultura e Pittura a Olio di Shanghai, che raccoglie opere d’arte contemporanea di rinomati artisti operanti principalmente – ma non solo – nella metropoli di Shanghai.

  Il tour, che poi toccherà varie sedi in Europa, fa la prima tappa, infatti, al Museo Nazionale d’Arte Orientale ‘Giuseppe Tucci’ di Roma (dal 20 ottobre al 20 novembre 2013), nella cornice di Palazzo Brancaccio (in via Merulana 248), ed espone le opere di diciassette artisti che potranno essere ammirate assieme a reperti archeologici e altre opere di diverse civiltà asiatiche già in possesso del museo.

  L’esposizione di quadri, sculture e installazioni dei 17 artisti contemporanei fa parte di un originale dialogo tra Oirente e Occidente, tra arte antica e arte contemporanea, oltre che incontro di culture in uno dei terminali più importanti e noti della Via della Seta: Roma, appunto.

  Li Xiangyang, Direttore dell’Istituto e ideatore della manifestazione – presente alla presentazione -, ha suggerito infatti come titolo della mostra un proverbio celebre in tutte le lingue e in tutto il mondo: “Tutte le strade portano a Roma”, una scelta che sta a indicare come la storia e la tradizione culturale e artistica della Città Eterna, sia un riferimento e rappresenti, anche per un popolo di antica e nobile cultura come quello cinese, una meta dell’immaginario, così come la modernissima Shanghai di oggi e di sempre, è un luogo grandemente evocatico per gli artisti occidentali.

  Un dialogo e uno scambio di immagini, suggestioni e fascinazioni reciproche che si riversano su  tele e altri supporti nelle opere in mostra; da una parte la Roma dell’arte attraverso i secoli, meta di pellegrinaggio di pittori e scultori cinesi; dall’altra Shanghai, megalopoli ultramoderna, aperta alle culture d’Oltremare, eppure carica di cultura tradizionale.

  Porto per eccellenza dell’accesso della cultura occidentale in Cina, Shanghai è stata non a caso culla della pittura ad olio e della scultura cinese di stile occidentale. Un mix di modernismo e classicismo, globalizzazione e tradizione millenaria convivono nella metropoli cinese e proprio sulle contraddizioni di questa convivenza forzata sembra concentrarsi la riflessione e il lavoro creativo dei 17 artisti; ognuno a suo modo consapevole di quanto difficile sia stato l’incontro/scontro tra la cultura cinese tradizionale e le culture occidentali e di quanto fragile sia l’equilibrio tra le spinte consumistiche del mercato globale e il mantenimento della memoria delle culture tradizionali autoctone.

  Da Roma a Shanghai e ritorno, quindi, in un viaggio tanto suggestivo quanto misterioso in cui la Via della Seta diventa la Via dell’Arte Orientale e Occidentale che riescono a incontrarsi senza mai incrociarsi del tutto. Echi dell’arte antichissima (come l’ormai celebre esercito di terracotta) si confondono con una sorta di post realismo socialista; i monumenti della Roma antica si sovrappongono alle immagini di oggi (Han Zijian); il cinema cinese anni ’30 diventa una serie di quadri/fotogrammi di rara intensità (Liu Manwen); Lo spirito orientale diventa un’astrazione della natura  (Zhou Jiahua) e altro ancora nell’interessante rassegna visiva.

José de Arcangelo

  Le prossime mostre  a Palazzo Brancaccio: Il principe e la sua ombra, 19 dicembre 2013-9 marzo 2014, burattini e marionette tra Oriente e Occidente dalla collezione di Maria Signorelli; Simboli vivi, gennaio/marzo 2014, ritornano in Italia (furono sequestrati dal Nucleo Tutela Patrimonio Culturale dei Carabinieri di Monza nel 2005 e riconsegnati alla Repubblica Islamica del Pakistan) 96 ceramiche appartenenti alle culture protostoriche Nal, Kulli, e della Valle dell’Indo, fiorite tra il 3300 e il 1900 a.C.; Il giardino segreto dei Qing, marzo/giugno 2014, 25 tappeti, databili alla Dinastia Qing (1644-1911), commissionati dalla famiglia imperiale per decorare palazzi e padiglioni della Città Proibita a Pechino; Tibet sconosciuto. Le spedizioni in Tibet (1928-1948) e la collezione Tucci di dipinti Tibetani, ottobre 2014/febbraio 2015, gli oggetti che compongono il nucleo iniziale e di maggior rilievo della collezione Tibetana e nepalese del Museo, raccolto da Giuseppe Tucci stesso nel corso delle ricerche condotti in quelle regioni.