Un’estate da giganti

Un nuovo, personalissimo, film dell’autore del sorprendente “Eldorado”, Bouli Lanners, che ripropone il romanzo di formazione in una versione particolarissima e attuale, a metà strada tra i romanzi di Mark Twain (e in particolare “Huckleberry Finn”) e i drammi sociali di Ken Loach (“Sweet Sixteen” in primis).
“Un’estate da giganti” è un’avventura dolce-amara che coinvolge ed emoziona, diverte e sconcerta, tanto che ambiente, situazioni e personaggi non sembrano nemmeno essere nell’Europa occidentale. Invece, è proprio ambientato e girato in Belgio, patria del regista e sceneggiatore (con Elise Ancion), visto come attore recentemente in “Un sapore di ruggine e ossa” di Jacques Audiard, e che rivedremo presto in “Asterix e Obelix: God Save Britannia”.
Durante l’estate, Zak e Seth (Zacharie Chasseriaud e Martin Nissen) si ritrovano nella casa di famiglia in campagna senza soldi e abbandonati dalla madre, costantemente assente a causa del lavoro. Come ogni anno, i due fratelli sono rassegnati a trascorrere l’ennesima, noiosa, estate da soli. Ma stavolta le cose cambiano quando conoscono e fanno amicizia con Dany (Paul Bartel), un ragazzo del posto. Insieme, con il futuro nelle loro mani, i tre iniziano il grande ed emozionante viaggio della loro vita, quello verso la maturità, disseminato non solo da sogni, ma soprattutto da ostacoli e delusioni.
“L’adolescenza è l’età di ogni possibilità – afferma Lanners -, di ogni certezza. Certezze fragili, ma comunque certezze! E’ l’età che rimpiango; è l’età delle rivoluzioni. Tutte le rivoluzioni sono quelle adolescenti. E’ l’unico momento in cui è possibile cambiare. Nutre l’adulto che si formerà, è il momento in cui sono scritte le cose. Si tratta di un’età meravigliosa eppure è illuminata da una luce fioca di questi tempi. Ma forse è sempre stato così…”
Già vincitore dei Prix Cicae e Sacd alla Quinzaine des realisateurs del Festival di Cannes 2011, del Bayard d’Or per il Miglior attore, ex aequo ai tre giovanissimi protagonisti esordienti, e per la migliore fotografia a Jean-Paul de Zaeytijd al 26° Festival Internazionale del Film Francofono di Namur e del Gran Premio della Giuria al Terra di Siena Film Festival, “Les Géants” (titolo originale) ci trascina nella suggestiva e quasi magica cornice della campagna belga che fa da contrasto allo squallore e all’indifferenza degli adulti che sono a contatto con i ragazzi, i quali si rivelano grotteschi e meschini sfruttatori.

Il tutto cadenzato dalla coinvolgente colonna sonora originale indie rock dei The Bony King of Nowhere – il cui leader Bram Vanparys ha trovato ispirazione sul set e ha registrato in mezzo alla natura -, che ben si adatta alle atmosfere e ai tre ragazzi che, prima, sfogano allegramente il loro spirito anarchico e ribelle tra spinelli e furtarelli, in un momento della loro vita nel quale tutto sembra possibile, ignorando pesi e responsabilità; poi affrontano, con paura e coraggio allo stesso tempo, il mondo degli adulti, rappresentato da uomini/orchi – brutti, sporchi e cattivi -, tanto da costringere i ragazzi, “come i tre porcellini – conferma il regista -, a uccidere il lupo e lasciare finalmente il loro nido”.
Infatti, la pellicola diventa una favola, cupa e contemporanea, tanto che l’autore conclude: “Nelle fiabe tradizionali, i bambini si perdono spesso nei boschi e la maggior parte degli eventi si svolgono quando i genitori sono via, proprio come nel film. Presentandolo come una fiaba, ho potuto affrontare temi come l’assenza dei genitori o la mancanza di affetto in modo indiretto e raccontare in modo originale la storia di un’amicizia più forte di qualsiasi altra cosa”.
Nel cast anche Karim Leklou (Angelo), Didier Toupy (Boeuf), Gwen Berrou (Martha) e la rediviva Marthe Keller (Rosa), nel ruolo dell’unica donna – non a caso – che aiuta e protegge i ragazzi, madre di una ragazzina handicappata. Il film esce nelle sale italiane, dal 31 ottobre, grazie a Minerva Pictures con la collaborazione di Atalante Film.