Vermeer – Il secolo d’oro dell’arte olandese

A ROMA, “VERMEER – IL SECOLO D’ORO DELL’ARTE OLANDESE” OVVERO COME DIPINGERE CON LA LUCE

  Inaugurata a Roma, alle Scuderie del Quirinale, la mostra “Vermeer il secolo d’oro dell’arte olandese” – dal 27 settembre 2012 al 20 gennaio 2012 – che offre al pubblico la prima grande esposizione mai realizzata in Italia dedicata al massimo esponente della pittura olandese del XVII secolo, uno degli autori – nonostante non sia tra i più prolifici – più amati dal grande pubblico.

Infatti, Johannes Vermeer (1632 – 1674, Delft) dipinse non più di 50 quadri nella sua vita (oggi se ne conoscono solo 37). Conoscitore e mercante d’arte si considerava soprattutto un pittore e lavorò solo su commissione, dipingendo mai più di due o tre opere l’anno, il necessario per mantenere la moglie e gli undici figli.

  Considerato oggi tra i più grandi pittori di tutti i tempi, è comunque tra i più conosciuti, diventato addirittura un personaggio di culto con dipinti che hanno ispirato, tra gli altri, la scrittrice Tracy Chevalier, autrice del best seller “La ragazza con l’orecchino di perla’ (il quadro è al Mauritshuis dell’Aja), diventato anche un film omonimo di successo, diretto da Peter Webber, con Colin Firth e Scarlett Johansson.

  Organizzata dall’Azienda Speciale Palaexpo e coprodotta con Mondo Mostre, l’esposizione è a cura di Arthur K. Wheelock, Curator of Northern Baroque Paintings, National Gallery of Art di Washington; Walter Liedtke, Curator of European Paintings, Metropolitan Museum of Art di New York, e Sandrina Bandera, Soprintendente per il Patrimonio Artistico Storico, Artistico ed Etnoantropologico di Milano.

  Delle opere di Vermeer riconosciute autografe, nessuna appartiene ad una collezione italiana e solo 26 dei suoi capolavori, conservati in 15 collezioni diverse, possono essere movimentati. Nell’ultimo secolo sono state sono state otto le grandi mostre sul maestro olandese e solo 3 hanno ottenuto in prestito più di 4 capolavori dell’artista. Nel 1996, alla National Gallery of Art di Washington, in seconda tappa al Mauritshuis dell’Aja, nel 2001 al Metropolitan Museum of Art di New York e nel 2003 al Museo del Prado di Madrid in Spagna che, come in Italia, non ha opere dell’artista di Delft, ma riuscì a riunirne 9.

  Otto i Vermeer (ma uno, ‘Giovane donna con bicchiere di vino’, arriva a Roma il 4 ottobre), dalle donne ‘ideali’ alla celebre ‘Stradina’ (1658) – che apre la breve carrellata -, affiancati da cinquanta capolavori dei suoi contemporanei, icone della pittura olandese del secolo d’oro, tutti accomunati da una particolare abilità per le diverse tecniche di rappresentazione della luce su materiali diversi e superficie differenti.

  Il più famoso, e il più piccolo (23,2 x 18,1), è il ritratto ‘Ragazza con il cappello rosso’ (1665/1667), proveniente dalla National Gallery of Art di Washington. Il più grande (101,6 x 82,6) e uno dei due a tema religioso, ‘Santa Prassede’ (1665). Ma, naturalmente, sono tutti da vedere e ammirare da vicino, per scoprire la sua arte, i suoi colori (i dominanti sono il blu e il giallo), ma anche la ‘sua’ luce, di consueto proveniente da una finestra vicina al personaggio. Anche perché Vermeer è noto come il “Maestro della luce olandese” per la sua straordinaria capacità di descrivere la luce del cielo d’Olanda. Sembra, infatti, che dopo l’avanzata del terreno bonificato, il colore del cielo olandese sia cambiato perché la luce non è stata più riflessa verso l’alto dalle paludi e dai laghi. In questo senso, i dipinti sono una testimonianza preziosa per rivivere la particolare e delicata luminosità dei cieli olandesi.

  Le altre opere in mostra, proveniente da Europa e America, ‘Giovane donna seduta al virginale’ (1670/1672), ‘La suonatrice di Liuto’ (1662/1663), ‘Allegoria della fede’ (1670/1674) e ‘Giovane donna in piedi al virginale’ (1670/1673).

  L’opera di Vermeer, ricca di particolari intorno e sullo sfondo dei personaggi ritratti, dimostra come il maestro si rapporti con la pittura dei suoi contemporanei, di cui era sempre ben informato, e la reciproca influenza. Molti di questi sono ben rappresentati in mostra. Da Carel Fabritius e Nicolaes Maes, pionieri degli effetti sperimentali e naturalistici attinenti allo spazio e alla luce; a Gerard ter Borch, osservatore insolitamente empatico di giovane donne come lo stesso Vermeer; da Pieter de Hooch (sorprendenti ‘La visita’ e ‘La camera da letto’), tra i più celebri dell’epoca; a Gerrand Dou, il maestro del chiaroscuro applicato alle scene notturne a luce di candela (vedi ‘Astronomo al lume di candela’, 1650). E poi Gabriel Metsu, Frans van Mieris e Jacob Ochtervelt.

  Il fascino di Vermeer e la sua straordinaria raffinatezza esecutiva sono stati riscoperti abbastanza recentemente. La sua fortuna è iniziata, infatti, nella seconda metà dell’Ottocento dopo che il critico francese Théophile Thoré-Burger gli dedicò un’appassionata monografia. E’ il 1866: sono passati quasi due secoli dalla sua morte, da allora la sua fama tra gli ‘intenditori’ non ha mai smesso di crescere. Sostenitore del suo genio e incantati dalle sue opere furono anche Theofilo Gautier, i fratelli Goncourt e, soprattutto, Proust che mostrò verso il pittore un interesse intenso e quasi fatale (‘La merlettaia’ si trova al Louvre), riconoscendone le sottili affinità di temperamento. Non è chiaro chi insegnò l’arte della pittura a Vermeer e poco si conosce della sua biografia, e fu lo stesso Thoré-Burger a definirlo ‘la sfinge di Delft’, eppure fu l’artista che insegnò a tutti a ‘vedere la luce’, pur avendo limitato al massimo il suo spazio espressivo.

  Dopo essere stato oggetto per molto tempo di una fortuna critica altalenante, Vermeer deve una clamorosa riscoperta ad alcune indimenticabili e rarissime mostre fino al grande successo di quella tenutasi a Washington nel 1996, curata da Wheelock, appunto, fra i curatori di questa esposizione alle Scuderie del Quirinale.

José de Arcangelo

Prenotazioni: tel. +39 06 39967500 www.scuderiequirinale.it

Orari: da domenica a giovedì dalle 10.00 alle 20.00

Venerdì e sabato dalle 10.00 alle 22.30

Ingresso: interi euro 12 – ridotto 9.50

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