Aleksndr Deineka -Il maestro sovietico della modernità

ALEKSANDR DEINEKA, L’ARTISTA CHE TRASFORMO’ IL REALISMO SOCIALISTA AL PALEXPO DI ROMA

  Evento inaugurale del programma diplomatico di scambio culturale italo-russo – “2011 Anno di Italia-Russia” -, la mostra “Aleksandr Deineka – Il maestro sovietico della modernità” – in programma al Palazzo delle Esposizioni di Roma (fino al 1° maggio) rappresenta la prima grande esposizione monografica fuori dai confini della Russia dell’opera di Aleksandr Deineka (1899-1969), il più importante e noto pittore realista dell’Unione Sovietica, sul quale ha puntato il mirino, negli ultimi decenni, la critica d’arte contemporanea internazionale.

  Infatti l’arte di Deineka si distingue da quella di tutti gli altri protagonisti del Realismo Socialista per essere caratterizzata da una ricerca formale ed estetica che, pur coinvolta nelle finalità propagandistiche di regime proprie di gran parte di quel movimento, assurge ad una qualità formale e poetica che travalica le circostanze storiche in cui si è sviluppata, collocando la ricerca di quest’artista in una posizione di assoluto rilievo nella definizione dell’avanguardia realista europea.

  I suoi quadri a tema sportivo, industriale o socio-politico (dagli inizi degli anni Trenta in poi) sono spesso contraddistinti da particolari personali e classici, poetici e moderni, soprattutto perché anticipano in qualche maniera un certo (neo) realismo della pittura dei primi anni Sessanta.

  Non a caso l’artista, accusato di formalismo durante lo stalinismo, perde il posto all’Istituto d’Arte alla fine degli anni Quaranta, periodo in cui realizza il suo ‘Autoritratto’ (1948, presente nella mostra) ritraendosi nelle vesti di un pugile a riposo. Da allora si concentrerà quasi esclusivamente sugli sport, così “Autunno. Paesaggio” del 1929, diventa un particolare sullo sfondo di “Bagnante” del 1951; il quadro “Sciatori” del 1950 diventa un mosaico (con sottili lastre di marmo di diversi colori) incorniciato. E proprio i mosaici sono stati anche un altro mezzo importante della sua arte, dalle serie di pannelli realizzate per la stazione Majkovskij della metropolitana di Mosca – le riproduzioni si possono ammirare in trasparenza sul soffitto e hanno come sfondo il cielo – a quelli monumentali (“lo stile grande”) creati per gli spazi pubblici.

  “Le discipline artistiche sono come una grande orchestra” diceva a proposito della sua facilità nel passare dal disegno al mosaico, dall’olio alla grafica e alla scultura (anche queste a tema sportivo).

  La mostra – realizzata in collaborazione con la Galleria Statale Tret’jakov di Mosca, istituzione che detiene la maggiore concentrazione di capolavori di Deineka – si offre nel segno della completezza e dell’eccellenza qualitativa. Più di ottanta le opere, provenienti anche dal Museo Statale Russo di San Pietroburgo e dalla Pinacoteca Statale Aleksandr Deineka di Kursk, che ripercorrono l’intera opera dell’artista, dagli anni Venti ai Sessanta e che contempla, oltre alla pittura, esempi della produzione grafica (disegni, illustrazioni, manifesti, pubblicazioni), plastica e monumentale. Quindi, un’occasione per gustare l’opera di un eclettico maestro che, in un certo senso, trasformò il Realismo Socialista in qualcos’altro, dove trovavano posto non solo il pubblico ma anche il privato, non solo la propaganda ma anche l’innovazione.

  Il fondamentale viaggio di studio in Italia dell’artista, che nel 1935 soggiorna a Roma realizzando opere fondamentali, rende ancor più significativo il fatto che proprio nella capitale italiana si celebri la prima grande rassegna dedicata a questo grande talento fuori dai confini dalla sua patria.

José de Arcangelo