Mario Mattoli

Uno dei più prolifici registi del cinema italiano, Mario Mattoli realizzò ottantatré film in poco più di trent’anni ma è conosciuto soprattutto come “il regista di Totò” perché con il grande attore ne girò parecchi. Una media di due film all’anno, per un celebre artigiano che già negli anni Trenta ne realizzava anche quattro o cinque in una sola annata. Mattoli diresse i film più svariati e tutti (o quasi) gli attori più famosi del periodo: da Alida Valli ad Anna Magnani; da Aldo Fabrizi a Macario; da Vittorio De Sica a Totò, appunto; da Lilia Silvi a Marina Berti; da Alberto Sordi ai fratelli De Filippo. E solo per ricordare alcuni dei suoi protagonisti. Certo, con il grande comico firmò ben sedici pellicole: da “I due orfanelli” (1947) a “Sua eccellenza si fermò a mangiare” (1961). Un grande sodalizio che diede ottimi frutti, anche perché con l’attore il regista aveva un’affinità comica unica, tanto che gli altri artigiani che lo guidarono, prima e dopo, non possedevano.

E Mattoli, nato a Tolentino in provincia di Macerata nel 1898, proveniva da una lunga attività teatrale, strada intrapresa dopo aver conseguito la laurea in giurisprudenza. Era il fondatore dei noti spettacoli “Za-bum” – dove recitavano Vittorio De Sica, Franco Coop, Giuditta Rissone e tanti altri – ed era stato il direttore di numerose compagnie di prosa.

Al cinema arrivò nel 1932 come produttore di “La segretaria di tutti” di Amleto Palermi, ma due anni più tardi passò alla regia con “Tempo massimo”, interpretato da De Sica e dalla cantante-attrice Milly. Da quel momento in poi la sua frenetica attività sarà interrotta soltanto dalla guerra, ma neanche tanto, visto che nel 1942 sfornò ben cinque film.

I suoi film erano considerati prodotti di consumo, apprezzati soprattutto dal pubblico, piuttosto che dalla critica. Però il suo grande mestiere e la sua professionalità lo consacrano vincitore a confronto con i colleghi e con altre pellicole del periodo, e anche per i suoi cosiddetti film di serie B anni Sessanta. I suoi, erano film girati in fretta e furia, con pochi mezzi come si usava allora, però mai ‘tirati via’. Anche il suo lavoro considerato minore aveva e mantiene ancora oggi la sua dignità e, se non possiamo salvare tutte le oltre ottanta pellicole, almeno una decina è degna di attenzione.

“Imputato alzatevi!” (1939) mette in risalto le naturali doti di Macario in una commedia degli equivoci e sul non-sense, piena di gag e di battute (alla sceneggiatura c’erano, oltre il regista stesso, Brancacci, Metz, Manzoni, Guareschi, Marchesi, Maccari, Steno, un non accreditato Fellini ed altri); “Ore nove lezione di chimica” è invece una commedia tutta al femminile interpretata da una giovanissima e disinvolta Alida Valli; poi c’è la serie di melodrammi che anticipò e – secondo noi – in meglio i “matarazziani” degli anni Cinquanta: da “Luce nelle tenebre” (1941) a “Stasera niente di nuovo” (1945), ancora con una Valli sempre più brava e in ascesa.

Dopo un breve periodo in cui cercò di rinnovare i vecchi successi teatrali (durante l’occupazione tedesca, nel 1944, aveva portato in scena “Circo equestre Za-bum”) tornò al cinema comico e, soprattutto, a Totò. Nascono così tante opere, belle e meno belle, fra cui spiccano “Fifa e arena” (1948, fra parodia (di “Sangue e arena”) e commedia degli equivoci dai risvolti sentimentali, un film su misura per il Principe De Curtis; “Totò al Giro d’Italia” (1949), sorta di film-documento, del grande attore, qui ancora fuori dal suo personaggio-cliché, croce e delizia del comico; dall’altra parte per la presenza dei maggiori campioni ciclistici del periodo (da Coppi e Bartali a Schotte, Kubler, Magni, Bobbe, Cottur, Ricci, Corte e altri) e dello sport in genere; “Totò terzo uomo” (1951); “Un turco napoletano” (1953), e soprattutto “Miseria e nobiltà”, un classico del teatro di Scarpetta diventato a sua volta un classico del nostro cinema. Tra le sue commedie corali, va segnalata “Siamo tutti inquilini” (1953), spaccato tragicomico in un condominio romano che impose i duetti Fabrizi-Peppino, che preannunciavano quelli con Totò.

Tra i suoi drammi del dopoguerra vanno però ricordati almeno “La vita ricomincia “ (1945) e “Assunta Spina” (1948). Il primo è il tipico melodramma che il regista aveva sperimentato proprio durante il conflitto e girato, sempre in fretta e furia, proprio nell’anno in cui finì. Ancora protagonista una Valli all’apice della sua bellezza in una storia di quotidiana umiliazione: una donna che, durante la prigionia del marito e per salvare il figlio gravemente malato, deve concedersi ad altri uomini. Ma la fine della guerra non cambierà la sua situazione: oltre alla vergogna, il ricatto e la disperazione. Una storia tragica raccontata senza eccessi melodrammatici, anzi sobria; commovente fino alle lacrime ma non ‘strappalacrime’ come i mélo anni Cinquanta.

Il secondo, tratto dalla celeberrima commedia teatrale di Salvatore Di Giacomo – già portata sullo schermo dalla mitica Francesca Bertini, diretta da Gustavo Serena, nel 1915 -, appartiene al melodramma partenopeo e al cosiddetto filone ‘regionale’, ormai pressoché scomparso dal cinema italiano, ed è uno dei titoli meno noti di Anna Magnani che recita accanto ai fratelli Eduardo e Titina De Filippo, mostri sacri del palcoscenico. Un ‘drammone’ che mantiene il fascino kitsch del vecchio cinema e che offre un’ottima prova di attori.

Negli anni Sessanta, Mattoli si cimentò anche nella commedia musicale all’italiana – i cosiddetti musicarelli – con “Appuntamento a Ischia” (1960) con Domenico Modugno, e “Appuntamento in Riviera” (1962) con Tony Renis e Mina; poi in quella parodistica con “Maciste contro Ercole nella valle dei guai”, dello stesso anno, con Raimondo Vianello e “Per qualche dollaro in meno” (1966) con Lando Buzzanca, con cui chiuse la sua lunga e attivissima carriera. Per la televisione, allora solo Rai, realizzò anche il varietà “Za-bum” per due stagioni, 1964-1965.

Morì a Roma, ormai quasi dimenticato, il 26 febbraio 1980, quando aveva superato i novant’anni. E ancora oggi, come i più bravi artigiani del cinema, è caduto nel dimenticatoio. Lo ricorda spesso, ma distrattamente, la televisione pubblica, privata e/o a pagamento, mandando in onda – oltre i film con Totò -, soprattutto di notte, tutte o quasi le sue opere ‘minori’.

José de Arcangelo

 

 

 

 

FILMOGRAFIA

 

1934 Tempo massimo

1935 Amo te sola (1848); Musica in piazza; Sette giorni all’altro mondo

1936 La damigella di Bard

1937 L’uomo che sorride; Questi ragazzi; Gli ultimi giorni di Pompeo; Felicità Colombo

1938 Nonna Felicità; La dama bianca; Il destino; Il trionfo dell’amore; Ai vostri ordini signora…

1939 L’ha fatto una signora; Imputato, alzatevi!; Eravamo sette vedove; Lo vedi come sei… lo vedi come sei?; 1000 km al minuto

1940 Il pirata sono io; Abbandono; Non me lo dire!

1941 Luce nelle tenebre; Ore nove lezione di chimica; Voglio vivere così!

1942 Catene invisibili; I tre aquilotti; Labbra serrate; Stasera niente di nuovo; La donna è mobile

1943 La valle del diavolo; Ho tanta voglia di cantare; L’ultima carrozzella; La vispa Teresa

1945 Circo equestre Za-bum; La vita ricomincia

1946 Partenza ore 7

1947 I due orfanelli

1948 Il Fiacre n. 13; Assunta Spina; Fifa e arena

1949 Totò al Giro d’Italia; I pompieri di Viggiù; Signorinella; Adamo ed Eva

1950 Il vedovo allegro; L’inafferrabile 12; I cadetti di Guascogna; Totò Tarzan; Totò Sceicco

1951 Arrivano i nostri; Accidenti alle tasse; Totò terzo uomo; Anema e core; Il padrone del vapore; Vendetta sarda

1952 Cinque poveri in automobile

1953 Siamo tutti inquilini; Un turco napoletano; Il più comico spettacolo del mondo; Due notti con Cleopatra

1954 Totò cerca pace; Miseria e nobiltà; Il medico dei pazzi

1955 L’ultimo amante; Le diciottenni

1956 I giorni più belli

1957 Peppino, le modelle e chella là

1958 Totò, Peppino e le fanatiche; Come te movi, te fulmino!

1959 Prepotenti più di prima; Non perdiamo la testa; Guardatele ma non toccatele; Tipi da spiaggia

1960 Signori si nasce; Appuntamento a Ischia; Un mandarino per Teo; Totò, Fabrizi e i giovani d’oggi

1961 Sua Eccellenza si fermò a mangiare; Cinque marines per cento ragazze

1962 Maciste contro Ercole nella valle dei guai; Appuntamento in Riviera

1963 Obiettivo Ragazze

1964 Cadavere per signora

1966 Per qualche dollaro in meno